<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965</id><updated>2012-02-12T14:45:11.015-08:00</updated><category term='Teologici'/><category term='Culturali'/><category term='Articoli'/><category term='Siamo Fatti Così'/><category term='Attività'/><category term='Appunti'/><category term='Biblici'/><title type='text'>Gruppo FUCI di Lodi</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>165</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-1799058365247059041</id><published>2012-02-12T14:36:00.000-08:00</published><updated>2012-02-12T14:45:11.024-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attività'/><title type='text'>Foto calcetto 26-11-2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-sv-eTtDlBbg/Tzg_5C5pI5I/AAAAAAAAAiM/gJrDSR-w7l4/s1600/DSCN2937.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-sv-eTtDlBbg/Tzg_5C5pI5I/AAAAAAAAAiM/gJrDSR-w7l4/s320/DSCN2937.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708382776955839378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Lt3WjiJVpzU/Tzg_43ssUuI/AAAAAAAAAiA/O8W9wcWcfko/s1600/DSCN2923.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Lt3WjiJVpzU/Tzg_43ssUuI/AAAAAAAAAiA/O8W9wcWcfko/s320/DSCN2923.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708382773948732130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-1-V0xlRcypw/Tzg_4MFP5rI/AAAAAAAAAh4/0JxOizSOYlY/s1600/DSCN2916.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-1-V0xlRcypw/Tzg_4MFP5rI/AAAAAAAAAh4/0JxOizSOYlY/s320/DSCN2916.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708382762240566962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-tBwRS3-p9oM/Tzg_31Jw5KI/AAAAAAAAAho/gAfp3EVL-i0/s1600/DSCN2902.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-tBwRS3-p9oM/Tzg_31Jw5KI/AAAAAAAAAho/gAfp3EVL-i0/s320/DSCN2902.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708382756085490850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-1799058365247059041?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/1799058365247059041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2012/02/foto-calcetto-26-11-2011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/1799058365247059041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/1799058365247059041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2012/02/foto-calcetto-26-11-2011.html' title='Foto calcetto 26-11-2011'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-sv-eTtDlBbg/Tzg_5C5pI5I/AAAAAAAAAiM/gJrDSR-w7l4/s72-c/DSCN2937.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-4780731587184283706</id><published>2012-02-09T13:40:00.000-08:00</published><updated>2012-02-09T13:45:36.927-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>3° Biblico: Genesi</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;  &lt;title&gt;&lt;/title&gt;  &lt;meta name="GENERATOR" content="LibreOffice 3.4  (Unix)"&gt;  &lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt;   &lt;p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Appunti dell'incontro biblico del 13/01/2012 con don Cesare Pagazzi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Il passo letto in questa serata è stato il capitolo 3 della Genesi, quello in cui Adamo ed Eva commettono il peccato originale, ed in particolare il punto in cui Adamo ed Eva vengono scacciati dall'Eden.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;Quando il Signore trova Adamo ed Eva appena dopo il compimento del peccato originale, chiede loro se hanno mangiato dall'albero da cui Egli aveva ordinato loro di non mangiare (L'albero della conoscenza). Adamo, allora, scarica la colpa su Eva e sul signore stesso: è stata lei ad invogliarlo a mangiare la mela, ed è stato proprio Lui a mettergli accanto Eva. A questo punto Eva, a sua volta, scarica al colpa sul serpente. Quello che muove Adamo ed Eva è la paura. E anche qui Adamo ed Eva rappresentano l'intera umanità. Si può rispondere alla paura in due modi: o difendendosi, o attaccando, e quest'ultima cosa è proprio quella che fanno Adamo ed Eva. Essi si dichiarano innocenti, e scaricano la colpa su altri. Questa è la prima dichiarazione di innocenza dell'umanità, ma che è anche una bugia: la prima dell'umanità. Spesso una persona si erge a “campione di innocenza” in un certo campo (Ad esempio, una persona che non è invidiosa dice “Io non proverò mai invidia, sono n campione di innocenza per quanto riguarda l'invidia). Quando colui che si erge a “campione” vede qualcun'altro che compie degli errori riguardo a quel campo di innocenza (Nel caso precedente, il nostro “campione” che vede un ragazzo invidioso della play station di un suo amico), egli si scandalizza, si erge giudice di quel campo. In realtà, spesso, la dichiarazione di innocenza serve a coprire la propria superbia, cioè il fatto che ci si sente superiore agli altri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;In seguito il Signore maledice il serpente, privandolo delle zampe, condannandolo così a strisciare per terra. Ed è così che il serpente diventa l'animale più pericoloso per l'uomo, poiché ha tradito il genere umano. Quindi, il Signore condanna l'uomo a lavorare la terra, che d'ora in poi gli sarà nemica, non gli darà più i suoi frutti, per poi condannare la donna a soffrire durante il parto. Quindi, d'ora in poi, Adamo, nato dalla terra, dovrà faticare per lavorarla, per cavarne qualcosa, mentre la donna dovrà soffrire per poter partorire, dare la vita. Da notare, però, che il Signore non maledice né Adamo né Eva: gli unici ad essere maledetti sono il serpente e la Terra. Già questo è sintomo del Perdono Divino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;In seguito Adamo chiama la donna Eva, che, in ebraico, significa “Vita”. Il che, apparentemente, contrasta con il contesto, che dovrebbe essere lugubre. Ma non è l'unica cosa che, a prima vista, potrebbe essere contrastante. Appena dopo aver commesso il peccato, Adamo ed Eva si fanno delle cinture molto rudimentali con delle foglie perché sentono il bisogno di coprirsi, anche se, di fatto, con delle cinture non si coprono molto... E il Signore, dopo averli rimproverati e scacciati dall'Eden, gli fa dei vestiti di pelli, che li coprono molto meglio delle loro cinture di foglie. Quindi, Dio li rimprovera, ma poi li aiuta: potrebbe sembrare un contrasto. Invece no: è anche questo sintomo del Perdono. Dio risponde al desiderio di Adamo ed Eva di coprirsi, anche se questo desiderio è stato prodotto in seguito al peccato. Dio, al momento del perdono, non ammonisce di non peccare più. Spesso noi intendiamo il perdono come dire:”accetto ciò che hai fatto, ma non farlo più”. Invece il perdono di Dio è da intendersi come:”Ti do l'attenzione di cui tu hai bisogno”. Infatti, di fatto, il Signore concede attenzione ai due neo-peccatori, costruendo i vestiti per loro. Ma non gli dice mai di non peccare più.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;Il Signore cuce i vestiti di pelli per i due: questo significa che Dio è il primo sarto della storia. Da notare che in ebraico suddetti vestiti sono chiamati “Ketonet”, che, di fatto, ha il significato di “vestito bello”, “vestito prezioso”. Questo è il vestito che viene donato anche a Giuseppe. Questo è quindi il vestito dei prediletti, ed è il vestito che viene dato ai primi due peccatori della storia.  Ma il fatto che i vestiti siano fatti di pelle, implica che il signore abbia cacciato degli animali, li abbia uccisi e ne abbia conciate le pelli. Quindi Dio è il primo cacciatore. Il Signore, da una cosa brutta, una mortificazione (cioè l'assassinio di animali) trae una cosa bella i vestiti per Adamo ed Eva. Spesso di tende a pensare che da un accadimento brutto, spiacevole, possano accadere solo cose brutte: questi fatti ci dimostrano di no. Inoltre, questi accadimenti hanno anche un altro significato: alla cura, a prendersi cura di qualcuno, corrisponde una mortificazione, il contatto con la morte. Coprire Adamo ed Eva è costato la vita a degli animali. E prendersi cura dell'umanità intera costerà al Signore la morte di suo figlio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;Poi, il Signore fa un gesto che a noi può sembrare misterioso: l'albero che non era stato toccato da Adamo ed Eva, quello della vita, viene “messo in sicurezza”: vengono messi due Cherubini a guardia. Da notare che i Cherubini non corrispondono agli angeli dell'immaginario collettivo, bensì sono due presenze bestiali, con delle poderose ali: sono, insomma, dei cani da guardia. Il Signore li pone lì per evitare che l'uomo arrivi all'albero della vita. L'uomo aveva già avuto accesso all'albero della conoscenza, da intendere come della conoscenza del bene e del male: in quel momento, il male è entrato nell'uomo. Se l'uomo avesse mangiato anche dall'albero della vita, sarebbe divenuto immortale, ed il suo male non avrebbe mai avuto fine: la morte, invece, può mettere la parola fine al male. Quindi la strada dell'uomo verso l'albero della vita dovrà essere un'altra, che lo porti a capire che i regali non vanno presi con la forza. Regali, sì, perché, nel libro dell'Apocalisse, il “finale” della Bibbia, viene rivelato che, dopo il Giudizio Finale, l'uomo avrà accesso all'albero della vita. Non bisogna far altro che aspettare. E quindi, in senso generale, la “morale” della Bibbia può essere considerata proprio questa: i regali si aspettano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;&lt;b&gt;Chiara Tanelli&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-4780731587184283706?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/4780731587184283706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2012/02/3-biblico-genesi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/4780731587184283706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/4780731587184283706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2012/02/3-biblico-genesi.html' title='3° Biblico: Genesi'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-94675055175855241</id><published>2012-02-09T13:36:00.000-08:00</published><updated>2012-02-09T13:39:30.688-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>4° TEOLOGICO: “Biografie e teologia” - San Benedetto da Norcia</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;  &lt;title&gt;&lt;/title&gt;  &lt;meta name="GENERATOR" content="LibreOffice 3.4  (Unix)"&gt;  &lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt;   &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Appunti dell'incontro teologico del 20/01/2012 con don Cesare Pagazzi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;È una coppia di santi vissuta nel V-VI secolo d.C., dove il maschio ha avuto un ruolo e un riconoscimento storico prevalente. Benedetto è, tra l’altro, patrono d’Europa insieme a Santa Caterina; la storia della sua vita è stata scritta da Gregorio Magno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:85%;"&gt;A Benedetto e ai suoi seguaci, i benedettini, è attribuita l’immensa opera della &lt;u&gt;custodia&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;della&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;cultura&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;cristiana&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;e&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;pagana&lt;/u&gt;. Oltre a questo, ai benedettini è riconosciuta anche la grande opera di organizzazione e coltivazione del territorio: le stesse campagne della bassa lodigiana sono state  organizzate dalla famiglia benedettina dei cistercensi intorno al X secolo d.C. (portarono anche il vino a San Colombano).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A loro va attribuita la nascita di alcune delle prime scuole in ambienti monastici, che poi divennero università di studi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, dobbiamo a loro molto della nostra cultura europea.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:85%;"&gt;Benedetto e Scolastica, gemelli, nacquero nel 480 d.C a Norcia, e si spensero nel 547 d.C. nel monastero di Montecassino. Furono cresciuti da una famiglia romana patrizia, e a 12 anni si trasferirono a Roma per seguire studi elevati. Tuttavia Benedetto era disgustato dalla decadenza della città, e scappò con la sorella nella Valle dell’Agnese, dove Scolastica scomparve e lui visse solo come eremita per 3 anni. Una volta diciassettenne, incontrò un monaco che lo presentò poi ad un altro, che gli insegnò a vivere in solitudine. Solo dopo qualche anno Benedetto accettò con sé altri monaci, di cui divenne l’”abbate” (in ebraico significa “padre”).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A quel punto riapparve scolastica, che fondò il ramo femminile del convento, le “benedettine”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ interessante il fatto che Benedetto, in questo periodo, fu avvelenato per ben due volte dai suoi monaci; questo mostra come sia esistente una &lt;u&gt;grande&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;difficoltà&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;fraterna&lt;/u&gt;: nel rapporto di fratellanza, sono caratteristiche intrinseche la rivalità, l’invidia e tutta una serie di sentimenti con i quali non è semplice convivere (questo anche nella fratellanza cristiana).&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:85%;"&gt;Successivamente, si trasferiscono a Montecassino e fondano un nuovo monastero, dove Benedetto istruisce i monaci benedettini con una regola (“La Regola”). Egli diviene anche un punto di riferimento per uomini importanti, come ad esempio Totila (re ostrogoto): a ciò di deve molto della conversione dei barbari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;LA REGOLA BENEDETTINA&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;i&gt;Ausculta&lt;/i&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;i&gt;filii&lt;/i&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;i&gt;praecepta&lt;/i&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;i&gt;magistri&lt;/i&gt;&lt;i&gt; “&lt;/i&gt;&lt;i&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così è come inizia la Regola di Benedetto: “ &lt;u&gt;Ascolta,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;figlio,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;gli&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;insegnamenti&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;del&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;maestro&lt;/u&gt; “. All’inizio della nostra cultura, c’è un racconto che viene narrato e ascoltato. E alcuni esempi importantissimi di questi racconti sono la Bibbia e, appunto, la Regola di Benedetto. Questa introduzione è una chiara richiesta di attenzione di ascolto, di ascolto ad un maestro, ad una persona quindi più esperta; l’interlocutore è però chiamato figlio:non è dunque un apprendimento intellettuale, ma rientra in una relazione affettiva e di fiducia reciproca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Regola benedettina può essere riassunta in tre punti principali.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol&gt;  &lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Stabilitas loci&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;Indica in primo luogo una stabilità di luogo: stare sempre, per tutta la vita, nello stesso monastero, non girovagare, stare dove si abita. E’ prima di tutto una &lt;u&gt;stabilità&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;spaziale,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;ma&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;anche&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;una&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;stabilità&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;affettiva!&lt;/u&gt; Infatti, troppo spesso si è instabili, si girovaga, si sta in un luogo, si prende una posizione, si sta dalla parte di qualcosa o di qualcuno, soltanto fino a che questa situazione rende, finché porta vantaggi. Troppo spesso, una volta che non ci sono più questi vantaggi, si cambia sponda. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Benedetto è stato per tutta la vita nello posto, e chiede di fare lo stesso.  La sua regola significa rimanere &lt;u&gt;stabili&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;nelle&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;relazioni&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;con&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;i&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;fratelli&lt;/u&gt;, e non è una cosa semplice: stare sempre con le stesse persone è difficile, a maggior ragione se sono compagni che non ci si è scelti. Significa dimostrare stabilità nei punti di riferimento, mantenerli se gratificano e danno ragione, ma anche se danno torto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Troppo spesso accade che ci si fida di idee, persone o valori, sono finché fa comodo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol start="2"&gt;  &lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;“ &lt;i&gt;&lt;b&gt;Monico ”, unico e  solo&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;Il termine “ monico ”, da cui deriva la parola “monaco”, significa “unico” e “solo”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Benedetto ha fondato una famiglia di uomini soli (per quel che riguarda Scolastica, una famiglia di donne sole). Ma la solitudine è sostanzialmente diversa dall’isolamento. Si isola colui che non ha bisogno di nessuno, che basta  a sé stesso e non avverte la necessità di stare insieme agli altri. Solitudine, invece, significa riconoscere di avere bisogno degli altri, ma con la &lt;u&gt;consapevolezza&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;della&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;propria&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;diversità&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;e&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;unicità&lt;/u&gt;. Questa consapevolezza permette di accettare l’impossibilità di essere pienamente capiti, pienamente compresi dagli altri, perché ciascuno di noi è prezioso, è unico, e l’universale non è sufficiente per comprendere in tutto e per tutto l’unicità di ogni singolo caso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il monaco è chiamato a comprendere la sua unicità, a rispettarla, accettarla e sopportarla; anche a &lt;u&gt;sopportare&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;sentirsi&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;incompreso&lt;/u&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Può sembrare una contraddizione, ma la cosa interessante è che cresce il livello di solitudine proprio dove si potrebbe pensare che non ci sia spazio per lei. Ne è  un chiaro esempio il rapporto tra uomo e donna: essi sono una cosa sola carnalmente, come destino di vita e come conoscenza; ma se funziona veramente bene, fa crescere l’esperienza della solitudine (intesa come consapevolezza di unicità, e sopportazione del non essere mai pienamente compresi da nessuno, nemmeno dal proprio partner). Se un rapporto non fa vivere questa esperienza, allora è probabilmente un plagio. &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;u&gt;Solitudine&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;è&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;accettare&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;non&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;poter&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;essere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;mai&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;conosciuti&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;del&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;tutto,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;e&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;non&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;poter&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;mai&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;conoscere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;pienamente&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;gli&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;altri&lt;/u&gt;. Non bisogna aver paura di questa solitudine, poiché è normale essere incompresi, poiché tutti noi siamo unici, siamo rari, siamo preziosi. &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una buona relazione cancella l’isolamento, ma non la solitudine, che anzi viene accresciuta! Infatti, &lt;u&gt;se&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;si&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;vuole&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;bene&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;a&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;una&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;persona,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;la&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;si&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;rende&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;capace&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;comprendere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;la&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;sua&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;unicità.&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;&lt;u&gt;Per&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;essere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;in&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;grado&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;vivere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;bene&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;da&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;soli,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;bisogna&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;saper&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;vivere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;con&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;gli&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;altri.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;u&gt;Per&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;saper&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;vivere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;bene&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;con&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;gli&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;altri,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;bisogna&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;prima&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;imparare&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;a&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;vivere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;da&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;soli.&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi non è capace di vivere da solo, utilizza gli altri, fa uso di loro per scappare dalla sensazione della solitudine. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è facile saper vivere la solitudine. Per imparare, serve fare un po’ di deserto, trovando un momento, perché no, anche tutti i giorni. Siamo capaci di stare un po’ con noi stessi? Sappiamo leggere i nostri sentimenti? Capire la nostra unicità? Se non siamo capaci noi di capire i nostri veri sentimenti, spesso ci vanno di mezzo e soffrono altre persone, oltre a noi stessi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Benedetto è stato per lungo tempo da solo, e proprio per questo ha saputo stare con gli altri. Ha saputo mettere radici nei propri sentimenti. Ha saputo, per tornare anche al discorso di prima, &lt;u&gt;trovare&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;la&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;sua&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;stabilitas,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;grazie&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;all&lt;/u&gt;&lt;u&gt;’&lt;/u&gt;&lt;u&gt;esperienza&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;della&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;solitudine.&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol start="3"&gt;  &lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Ora et labora&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;Tra le massime fondamentale della Regola benedettina è quella più conosciuta. “&lt;u&gt;Prega&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;e&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;lavora&lt;/u&gt;”. Due verbi che possono sembrare in contraddizione, ma che invece vanno tenuti insieme. Mentre si compie un’azione, di qualunque tipo essa sia, si è attivi, si è protagonisti; mentre si prega si è invece passivi. Il lavoro dà un tornaconto immediato (o quasi) e visibile. La preghiera no. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Benedetto dice che è importante sentirsi protagonisti, agire e ottenere delle conferme: &lt;u&gt;per&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;stare&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;bene&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;bisogna&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;fare&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;cose&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;che&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;danno&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;risultati,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;bisogna&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;vedere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;e&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;poter&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;godere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;del&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;frutto&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;del&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;proprio&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;lavoro&lt;/u&gt;  (da notare la saggezza di quest’uomo: un uomo di chiesa, di preghiera , molto spirituale come lui, che afferma l’importanza di avere un tornaconto immediato, di ottenere un guadagno e un risultato visibile). &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;u&gt;Ma&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;bisogna&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;anche&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;pregare.&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;Bisogna&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;imparare&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;a&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;essere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;passivi&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;e&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;a&lt;/u&gt;&lt;u&gt; “&lt;/u&gt;&lt;u&gt;perdere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;tempo&lt;/u&gt;&lt;u&gt;”&lt;/u&gt;&lt;u&gt;.&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Bisogna riuscire a vivere il proprio protagonismo e agonismo, ma senza rinunciare a chiedere, a ricevere, ad aspettare un risultato che forse non arriverà mai. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Bisogna conciliare queste due cose nella nostra vita di tutti i giorni. Nello studio noi siamo protagonisti? Ci impegniamo per ottenere dei buoni risultati, senza perdere tempo?&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ma allo stesso tempo: preghiamo noi? (o quantomeno, ci diamo del tempo per riflettere su noi stessi, per stare un po’ soli con noi stessi? ) Ognuno prega a modo suo, c’è chi prega 2 ore al giorno e chi 30 minuti alla settimana, vanno comunque tutti bene; ma mai dire che non si ha tempo per pregare! La verità, è che manca il coraggio di vivere un’azione senza immediato tornaconto.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;u&gt;La&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;preghiera&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;è&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;esercizio&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;per&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;imparare&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;a&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;saper&lt;/u&gt;&lt;u&gt; “&lt;/u&gt;&lt;u&gt;perdere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;tempo&lt;/u&gt;&lt;u&gt;”&lt;/u&gt;&lt;u&gt;,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;per&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;saper&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;non&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;sentirsi&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;subito&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;contraccambiati.&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;È&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;un&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;grande,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;grande&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;addestramento&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;per&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;l&lt;/u&gt;&lt;u&gt;’&lt;/u&gt;&lt;u&gt;amore&lt;/u&gt;: in amore bisogna sapersi impegnare, saper dare e saperci credere, anche se non si vedono subito dei risultati tangibili. Il “vero amore” è come la “vera preghiera”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Regola di Benedetto è saggia e delicata. Ad esempio, prevedeva che in quaresima non si bevesse vino; ma se vi era un malato che aveva bisogno di tirarsi un po’ su, a lui era permesso di berlo. &lt;u&gt;Era&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;una&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;regola&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;moderata&lt;/u&gt;, al punto che la moderazione può essere considerata come un ulteriore punto saliente; è come se dicesse:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;LAVORA, moderatamente: la preghiera sarà la moderazione del tuo lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;PREGA, moderatamente: il lavoro sarà la moderazione della tua preghiera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;STAI IN SOLITUDINE, moderatamente: la compagnia degli altri sarà la moderazione della tua solitudine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;STAI CON GLI ALTRI, moderatamente: la solitudine sarà la moderazione del tuo stare in compagnia.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Era una regola saggia, moderata, bella, ma dura: era molto esigente. Infatti la prima cosa che dice è “ascolta” !  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:85%;"&gt;Questa regola non era utilizzata solo nei conventi benedettini, ma anche in quelli delle benedettine. Infatti Scolastica e le sue monache vivevano la stessa vita in un convento vicino a quello del fratello. I monaci benedettini lavoravano sodo, e anche le benedettine non erano da meno!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia Scolastica per la storia è sempre rimasta in disparte rispetto al fratello più famoso, è sempre rimasta nel suo cono d’ombra. I due si incontravano una sola volta all’anno, per l’intera giornata, in una casetta situata a metà strada tra i due monasteri. Potrebbe sembrare poco. Ma &lt;u&gt;l&lt;/u&gt;&lt;u&gt;’&lt;/u&gt;&lt;u&gt;importanza&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;e&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;la&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;bellezza&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;un&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;incontro&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;non&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;dipende&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;dalla&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;quantità,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;ma&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;dalla&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;qualità&lt;/u&gt;. Chissà quel loro incontro quanto era denso, pieno di emozioni e di attenzione. E a loro bastava quello.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;&lt;u&gt;Nei&lt;/u&gt;&lt;u&gt; “&lt;/u&gt;&lt;u&gt;Dialoghi&lt;/u&gt;&lt;u&gt;” &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;Gregorio&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;Magno&lt;/u&gt;, è narrato uno di questi loro incontri: è interessante poiché in esso la sorella, sempre messa in ombra, mostra la sua personalità e si dimostra, in tale frangente, non certo da meno del fratello.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La storia racconta che essi hanno passato l’intera giornata a lodare Dio e a conversare amabilmente, fino a quando si fece sera. Visto che l’ora era tarda, Scolastica pregò il fratello di restare a parlare fino al mattino successivo, ma lui, scandalizzato all’idea di venire meno alla regola decisa, rifiutò categoricamente di pernottare fuori dal monastero. Allora lei si mise subito a pregare il Signore, e all’improvviso scoppiò un uragano che rese impossibile uscire dalla casetta. Benedetto , rammaricato, si lamentò della preghiera della sorella, ma lei rispose semplicemente che prima aveva pregato suo fratello, ma non era servito a niente; aveva allora pregato Dio, e Lui l’aveva esaudita. Alla fine, vegliarono insieme tutta la notte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lei ha avuto più potere  poiché Dio è Amore, e “ &lt;u&gt;poté&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;più&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;chi&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;più&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;amò&lt;/u&gt; ”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La storia racconta che, tre giorni dopo, Benedetto vide l’anima della sorella salire in cielo e che gioì per lei; dopo 40 giorni morì anche lui, e furono seppelliti insieme nel monastero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;La storia aveva sempre dipinto Benedetto come l’Everest e Scolastica come la sua ombra. Ma in questa occasione i rapporti si sono capovolti: &lt;u&gt;l&lt;/u&gt;&lt;u&gt;’&lt;/u&gt;&lt;u&gt;amore&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;è&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;più&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;potente&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;della&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;Regola&lt;/u&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo ricorda quello che scrisse S. Agostino: “Ama e fai quello che vuoi”. Se una persona ama, allora per quell’amore può permettersi di infrangere le regole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma amare non significa solo rose e fiori. Se dall’amore ci si aspetta solo la felicità, alla prima occasione in cui non si è gratificati si cercherà l’amore altrove e si finirà per fare del male a qualcuno. L’amore non è solo una tempesta ormonale, ma va molto oltre. Amare è essere disposti sia a stare soli, sia a stare insieme. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per amore si possono infrangere le regole, ma deve essere davvero amore! Altrimenti si fa male agli altri e a sé stessi.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;CONDIVISIONE&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;  &lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;Stabilità significa cercare di  non sostituire niente e nessuno, ma di mantenere tutto. Senza una  buona stabilità, non saremmo neanche protagonisti dei nostri  talenti, delle nostre passioni. Spesso è comunque normale avere dei  periodi di schizofrenia, e allora è importante riuscire a tornare  alle origini, alle motivazioni che ci avevano portato a fare  determinate scelte: in tal modo saremo più in grado di capire se  continuare su quella strada, o se è meglio cambiarla. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa  stabilità non è un peso, un’imposizione, qualcosa che ci limiti;  infatti “ &lt;u&gt;Deve&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;essere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;la&lt;/u&gt;&lt;u&gt;  &lt;/u&gt;&lt;u&gt;stabilità&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;una&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;casa,&lt;/u&gt;&lt;u&gt;  &lt;/u&gt;&lt;u&gt;non&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;una&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;prigione&lt;/u&gt;  ”.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;Quando una regola porta alla  disumanizzazione, significa che è stata male interpretata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“  &lt;u&gt;Le&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;regole&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;sono&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;per&lt;/u&gt;&lt;u&gt;  &lt;/u&gt;&lt;u&gt;l&lt;/u&gt;&lt;u&gt;’&lt;/u&gt;&lt;u&gt;uomo,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;non&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;l&lt;/u&gt;&lt;u&gt;’&lt;/u&gt;&lt;u&gt;uomo&lt;/u&gt;&lt;u&gt;  &lt;/u&gt;&lt;u&gt;per&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;le&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;regole&lt;/u&gt; “.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Per   noi universitari è  importante studiare e allo stesso tempo lavorare, staccare dallo  studio con del lavoro manuale. &lt;u&gt;Per&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;poter&lt;/u&gt;&lt;u&gt;  &lt;/u&gt;&lt;u&gt;essere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;passivi,&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;c&lt;/u&gt;&lt;u&gt;’&lt;/u&gt;&lt;u&gt;è&lt;/u&gt;&lt;u&gt;  &lt;/u&gt;&lt;u&gt;bisogno&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;essere&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;attivi&lt;/u&gt;.  È una situazione diversa, cambia il punto di vista e serve per  “svuotare un po’ il cervello”. Questa regola deriva da una  grande valutazione del corpo, è una regola molto materialista,  molto corporale. Particolarmente importante è il lavoro dei campi:  era il lavoro di Abramo, tiene attaccati alla terra e al corpo, fa  capire i bisogni degli esseri viventi che non parlano come noi. È  importante fare fatica fisica, spremere fuori tutte le energie. È  stata un’intuizione molto saggia, infatti è durata nel tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;L’amore è veramente potenza.  L’amore vero è capace di tornare indietro, di pentirsi, di  ripensarci. È delicato, ma anche prepotente: se il vero amore ci  tocca, ci ribalta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;In una relazione, credere che  l’altro o l’altra debba comprenderci totalmente è sbagliato!  Quella di sentirsi incompresi e di dipingersi come vittima è una  tentazione molto forte, che distoglie la nostra attenzione  dall’essere noi a cercare di comprendere l’altro o l’altra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Questa regola ha 1600 anni. I  benedettini originali hanno creato tantissime famiglie, diverse tra  loro, ma tutte obbedienti a questa regola. Ciò che dura per  generazioni, ha sempre un che di valevole. È giusto aggiornarsi, ma  non bisogna mai dimenticare ciò che è durato per generazioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="RIGHT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Lorenzo Migliorini&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-94675055175855241?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/94675055175855241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2012/02/4-teologico-biografie-e-teologia-san.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/94675055175855241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/94675055175855241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2012/02/4-teologico-biografie-e-teologia-san.html' title='4° TEOLOGICO: “Biografie e teologia” - San Benedetto da Norcia'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-2650056871436743494</id><published>2012-02-09T13:33:00.000-08:00</published><updated>2012-02-09T13:35:38.853-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attività'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>3 novembre 2011, Assemblea Regionale F.U.C.I. a Lodi - Nel nome di Gesù</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;  &lt;title&gt;&lt;/title&gt;  &lt;meta name="GENERATOR" content="LibreOffice 3.4  (Unix)"&gt;  &lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt;   &lt;p align="JUSTIFY" style="text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;In entrambe le Annunciazioni, sia in quella ricevuta da Maria che in quella di Giuseppe, l'Angelo si sofferma su un particolare, quello che può apparire per un dettaglio quasi insignificante rispetto alla portata dell'annuncio, o quantomeno non così rilevante: il nome del nascituro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Una volta nato, Maria e Giuseppe dovranno dargli il nome di Gesù.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Solitamente, nell'accezione comune, il nome può (o meglio: ci auguriamo possa) condizionare il futuro del bambino: spesso viene assegnato il nome del proprio genitore, il nome di un amico caro, altre volte il nome ha una gradevole sonorità e si spera possa portar gioia nella propria casa solamente pronunciandolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Il nome &lt;i&gt;Gesù&lt;/i&gt;, traduzione dall'Aramaico più simile a Joshua, di per sé significa &lt;i&gt;Jhwh salva&lt;/i&gt;: &lt;i&gt;Dio salva&lt;/i&gt;; era un nome comune all'epoca e nelle scritture sono riportati nomi di altri personaggi che portarono, in precedenza, questo nome. Il fatto di imporre di chiamarlo con questo nome, vuole anche rimandare ai suoi predecessori: Giosuè, Isaia, Giosia ed il Profeta Osea.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Giosuè è il successore di Mosè, è colui il quale deve conquistare la Terra Promessa una volta averla raggiunta. Dio fa a Giosuè il dono di potersi conquistare la terra dove abiterà: gli fa un regalo in modo tale che, ricevendolo, Giosuè possa diventare vero protagonista della propria storia, ovvero non fa altro che dargli la possibilità di conquistare sé stesso e di guadagnarsi la propria vita!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Dio dice a Giosuè di non aver paura, di non farsi vincere. Come il suo predecessore, anche Gesù è stato messo alla prova, ma non si è lasciato vincere; proprio per questo motivo Gesù è il nostro salvatore, perché ci salva, ma soprattutto ci capisce perché le situazioni dubbiose, le situazioni difficili, le situazioni di tentazione le ha provate egli stesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt; Isaia è un uomo mandato a consolare. Allo stesso modo Gesù è inviato a noi per consolarci, perché dalle paure che ci imprigionano noi possiamo essere liberati solo da qualcuno in grado di consolarci, da qualcuno che sia in grado di incoraggiarci, da qualcuno che creda in noi e che ci stimi. È in questi termini che nel nome di Gesù vibra e risuona il ricordo di Isaia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Isaia venne ucciso, perché nessuno era disposto a farsi consolare: una volta che si è stati consolati, il passo successivo è essere portati a fare il bene, se, invece, non si è stati consolati ci si sente addirittura legittimati a fare il male e ogni essere umano, fondamentalmente, vuole essere lasciato in pace, non vuole sentirsi impegnato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt; Giosia fu un grande re: egli rimase sempre fedele al suo Dio, anche quando questo costava parecchia fatica (al contrario, ad esempio, di Salomone che fu indubitabilmente un grande re, ma non fu un re fedele al proprio Dio, anzi si fece attrarre e sposò religioni e credenze diverse). Nella fatica di mantenere la fedeltà risiede in Gesù lo specchio del re.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Nella nostra quotidianità, un'azione realistica è cominciare ad essere fedeli in primis ai nostri doveri, alle relazioni che abbiamo stretto e alle singole situazioni e solo dopo si potrà pensare all'essere fedeli a Dio! Non per negligenza o per deviazione di valori, ma per concretezza: rimanere fedeli a Dio è decisamente più difficile che non l'esserlo nelle altre circostanze. Iniziamo con un passo alla volta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt; Osea parla di Dio come se questi fosse uno sposo alla ricerca della sposa: è Dio che si muove per primo, è Dio che fa il primo passo; Dio dice "convertitevi e poi ritornerò", solo in seguito alle conversioni sarebbe dovuto tornare, mentre in realtà sappiamo bene che è ritornato prima lui, tramite Gesù.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Credere in Gesù vuol dire essere persone in grado di fare il primo passo e non persone statiche, che aspettano perennemente un'azione dall'esterno prima di agire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt; L'iniziale di Gesù, Joshua, è la lettera &lt;i&gt;yod&lt;/i&gt;  che è l'unica consonante la quale nello scriverla "non tocca terra".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Originariamente, yod era un geroglifico con il significato di &lt;i&gt;mano&lt;/i&gt;: una mano tesa a consolare, una mano che si muove per prima per ricucire un rapporto che si è spezzato, una mano attaccata alle cose del mondo; Adamo è stato fatto da Dio, costruito, plasmato con le mani di Dio e allo stesso modo tutti noi siamo "fatti a mano", artigianalmente, siamo ognuno  unico nel suo genere, non siamo fatti in serie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt; Dobbiamo tutti ricordarci che seguire Gesù significa rendersi conto di essere fatti a mano, ognuno in maniera distinta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="RIGHT" style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Mauro Maraschi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-2650056871436743494?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/2650056871436743494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2012/02/3-novembre-2011-assemblea-regionale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2650056871436743494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2650056871436743494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2012/02/3-novembre-2011-assemblea-regionale.html' title='3 novembre 2011, Assemblea Regionale F.U.C.I. a Lodi - Nel nome di Gesù'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-8224766331063081690</id><published>2012-01-20T03:36:00.000-08:00</published><updated>2012-01-20T03:42:00.263-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>2° TEOLOGICO: “Biografie e teologia” - San Tommaso d'Aquino, patrono degli studenti e dei librai</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;  &lt;title&gt;&lt;/title&gt;  &lt;meta name="GENERATOR" content="LibreOffice 3.4  (Unix)"&gt;  &lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt;   &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;b&gt;Appunti dell'incontro teologico con don Cesare Pagazzi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Tommaso  nacque all’incirca nel 1225 dai conti d’Aquino. In qualità di figlio cadetto, fu indirizzato alla carriera religiosa al fine di tutelare il maggiorascato e quindi fu mandato presso l’abbazia benedettina per volere dei familiari, i quali scelsero apposta questo ordine poiché era uno dei più potenti. In seguito si trasferì a Napoli, luogo in cui entrò in contatto con i frati predicatori nonché domenicani (ordine povero che si dedicava alla predicazione e allo studio), entrò nell’ordine e questo provocò dei dissidi con la famiglia che, secondo la leggenda,gli fece incontrare una bella ragazza per poterlo distogliere dal suo impegno ma Tommaso riuscì a resistere e perseguì sulla sua strada. I superiori dell’ordine, riconosciuto il talento del giovane, decisero di mandarlo a Parigi per completare gli studi ma i suoi familiari erano totalmente in disappunto tanto che ai suoi fratelli fu dato il compito di rapire Tommaso. Rimase imprigionato per ben un anno e al termine tornò presso il convento dei frati domenicani.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Tommaso è un giovane molto deciso, sa cosa vuole veramente dalla vita; anche noi dovremmo fare così come lui perché sappiamo che i giorni sono contati e non dovremmo rimandare nulla al domani ma anzi, essere decisi ed agire secondo i nostri intenti. Al contrario invece, quando qualcosa ci attrae, stiamo spesso nell’indecisione, pensiamo che ci sia molto tempo. Tommaso invece agisce, è disposto addirittura a mettere in gioco la relazione con i suoi familiari pur di agire. Solo così si può veramente “essere”: voglio quindi sono, decido quindi sono.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Successivamente tornò a Napoli per continuare i suoi studi, per trasferirsi poi a Colonia come allievo di Alberto Magno, patrono degli scienziati. Durante questo periodo, Tommaso si avvicinò alla filosofia aristotelica nonostante a quei tempi fosse in voga la filosofia platonica che invitava a vedere oltre. La filosofia aristotelica, al contrario, è realista, materialista (la differenza tra le due correnti filosofiche è ben raffigurata nell’opera “La scuola di Atene” nella quale Platone indica il cielo mentre Aristotele la terra). Alberto studiò quindi una filosofia non di moda e per lo più portata in Europa dai musulmani, considerati all’epoca gli infedeli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Si dice che Tommaso fu soprannominato dai compagni “bue muto”, forse riferendosi anche alla sua corpulenza. S. Alberto addirittura esclamò: “Quando il bue muggirà, stupirà tutto il mondo”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Trascorse molti anni della sua vita in silenzio come fece Gesù. Proprio per questo è un intellettuale: perché è capace di fare silenzio. Silenzio, non mutismo. Muto è colui che non ha parole, silenzioso è colui che ha parole ma che necessita del silenzio per esporle. Il silenzio è anche un gesto di ospitalità nei confronti delle parole perché permette a loro di risuonare. Il silente non è presuntuoso nè timido ma desidera solo imparare e per questo lascia spazio alle parole. Il silente è segno di discrezione, è una presenza non monumentale che lascia spazio ad altro, fa paura perché crea un senso di vuoto. Solo colui che è silenzioso può assomigliare a Dio,colui che parla ma che sa stare anche in silenzio proprio come avviene durante la celebrazione eucaristica nella quale si alternano parole e silenzi (eucaristia).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Tommaso è capace di volere ed imparare, quindi è capace di stare in silenzio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Diventò maestro e andò a Parigi ad insegnare; prima di fare questo però, si impegnò ad ascoltare le opinioni contrarie, lasciò spazio alle ipotesi opposte, ascoltò le loro ragioni e di conseguenza rispose ed argomentò; Tommaso si fece responsabile anche del pensiero degli altri, si sentiva provocato da chi la pensava diversamente da lui. Da buon aristotelico fu rigoroso nella sua analisi, non disturbato da distrazioni e pregiudizi. Tommaso era anche un uomo molto emotivo tanto che il Papa gli affidò la liturgia per il Corpus Domini ( Pange Lingua), stese preghiere molto emotive.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Appunti dell'incontro teologico con don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Il rigore sgorga dall’affetto, se l’affetto è serio e vero, esige il massimo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Tommaso fece dell’aristotelismo il punto di partenza per il suo pensiero nonostante questa filosofia fosse disprezzata poiché giungeva da mani pagane e introduceva nuovi concetti. Questo ci dimostra che Tommaso era sempre pronto ad imparare anche da una cultura che apparentemente sembrava disorientare. Distinguere per tenere unito riassume in poche parole il pensiero di Tommaso; se non sai distinguere non sai imparare, se distinguo capisco che c’è molto da imparare anche da un mio nemico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;All’età di 40 anni, su ordine del Papa, intraprese un viaggio verso Lione per prendere parte al concilio ma morì prima ancora di raggiungere la sua meta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;b&gt;Serena Borgo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-8224766331063081690?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/8224766331063081690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2012/01/2-teologico-biografie-e-teologia-san.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/8224766331063081690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/8224766331063081690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2012/01/2-teologico-biografie-e-teologia-san.html' title='2° TEOLOGICO: “Biografie e teologia” - San Tommaso d&apos;Aquino, patrono degli studenti e dei librai'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-6140143958542704187</id><published>2012-01-19T12:55:00.000-08:00</published><updated>2012-01-20T03:36:11.910-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>3° TEOLOGICO: “Biografie e teologia” - S. Francesco di Sales</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;  &lt;title&gt;&lt;/title&gt;  &lt;meta name="GENERATOR" content="LibreOffice 3.4  (Unix)"&gt;  &lt;meta name="CREATED" content="0;0"&gt;  &lt;meta name="CHANGED" content="0;0"&gt;  &lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }   A:link { so-language: zxx }  --&gt;  &lt;/style&gt;   &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Appunti dell'incontro teologico del 9/12/2011 con don Cesare Pagazzi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;San Francesco di Sales (1567-1622) è il terzo Santo che incontriamo nel nostro percorso teologico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Biografia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Nasce nel 1567 ed è primogenito di una famiglia nobile di Savoia. Il padre lo iscrive alla facoltà di giurisprudenza, che studia a Parigi e Padova. Dopo aver conseguito la laurea, Francesco si oppone alle mire del padre, che ha in mente per lui una carriera giuridica, e decide di diventare sacerdote. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Viene poi ordinato nel 1593 e inviato &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;nella regione del&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#0000ff;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiablese" target="_top"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Chiablese&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, a maggioranza calvinista. Lì si impegna nella predicazione (inventando nuovi metodi, quali il volantinaggio) senza scoraggiarsi o provare rancore, nonostante gli scarsi risultati.&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Diventa vescovo ausiliare di Ginevra  a trentadue anni e successivamente vescovo, ma la presenza calvinista è talmente forte che Francesco decide di stabilirsi fuori Ginevra, da dove condurrà il suo ministero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Nel corso della sua missione di predicatore, nel&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;1604&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;, conobbe a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Digione&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;la nobildonna &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Giovanna Francesca Frèmiot&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;, vedova del barone de Chantal, con la quale iniziò una corrispondenza epistolare ed una profonda amicizia che sfociarono nella fondazione dell'&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Ordine della Visitazione&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="background: #ffffff"&gt;Morì nel 1622 a Lione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;- - - - - - - - - - - - - - - - -  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;San Francesco di Sales ci insegna molto, sia con i suoi scritti, sia per come vive nel suo tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;È innanzi tutto una persona in grado di portare avanti le sue scelte senza temere di deludere le aspettative degli altri: nonostante il padre gli imponga e incoraggi una carriera importante, egli non si scoraggia e porta avanti al sua scelta di sacerdozio in virtù dell’obbedienza e dell’amore che vive nei confronti di Dio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Inoltre la sua mitezza d’animo e la sua incredibile energia sono un esempio per noi: in un ambiente a lui avverso, come una Ginevra calvinista, prova senza scoraggiarsi a diffondere la Fede e, nonostante non riesca ad ottenere risultati, non prova risentimento. Egli cerca i suoi errori e prova di nuovo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;In una situazione in cui i nostri sforzi falliscono ripetutamente o in cui tutto ci è avverso è molto più facile cercare qualcuno a cui dare la colpa e rinunciare, piuttosto che non provare una nuova strategia. Possiamo vedere questo nella nostra situazione economica attuale, dove hanno successo movimenti che incolpano le banche, i politici e le lobby, ma nessuno sembra interessato a guardare le proprie abitudini con occhio critico. Possiamo cercare atteggiamenti di questo tipo anche più vicino, nella nostra vita, dove spesso cerchiamo la scappatoia del “capro espiatorio” o della rinuncia, piuttosto di rischiare un nuovo fallimento.&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Un ulteriore aspetto della sua vita da cui possiamo trarre un insegnamento riguarda la sua profonda amicizia con la vedova De Chantal. Egli infatti non scappa da una relazione, che di per sé poteva essere pericolosa, soltanto per evitare il rischio di cadere in tentazione: Francesco non cerca scorciatoie ed è pronto ad accettare la complessità e la fatica di vigilare per poter mantenere una relazione importante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Infine ne “l’introduzione alla vita devota” Francesco ci mostra la sua grande capacità di essere fedele a Dio e non ai tempi, dichiarando che non esiste una sola via per diventare Santi e che questo non è soltanto il destino delle persone che hanno ricevuto l’ordine, ma che ognuno può diventare Santo nella sua vita quotidiana, poiché “la devozione non distrugge nulla, se è sincera”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Francesco di Sales non era un uomo dalle grandi capacità oratorie o di ragionamento, ma un uomo in grado di persuadere con il suo stile di vita mite e in grado di accogliere le vite degli altri per quello che erano. Nel suo stesso modo di essere Santo possiamo vedere quello che ci dice ne “l’introduzione alla vita devota”, cioè quanti modi ci sono per diventare Santi nel quotidiano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Alessandra Grossi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-6140143958542704187?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/6140143958542704187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2012/01/1-teologico-biografie-e-teologia-s.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/6140143958542704187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/6140143958542704187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2012/01/1-teologico-biografie-e-teologia-s.html' title='3° TEOLOGICO: “Biografie e teologia” - S. Francesco di Sales'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-7203768612433378067</id><published>2011-11-20T09:32:00.000-08:00</published><updated>2011-12-17T10:48:53.992-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>2° Biblico: Genesi</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Appunti dell'incontro biblico con Don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-nKjKgR1MGGo/TslBofu1e4I/AAAAAAAAAhA/THt6PBfqxfY/s1600/002%2B20-11-2011%2B15%253B15%253B50.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 194px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-nKjKgR1MGGo/TslBofu1e4I/AAAAAAAAAhA/THt6PBfqxfY/s320/002%2B20-11-2011%2B15%253B15%253B50.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677140969245735810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Kxf0WAY5l14/TslBoNMiF7I/AAAAAAAAAg4/2adcYrhxkyk/s1600/001%2B20-11-2011%2B15%253B15%253B50.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 194px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Kxf0WAY5l14/TslBoNMiF7I/AAAAAAAAAg4/2adcYrhxkyk/s320/001%2B20-11-2011%2B15%253B15%253B50.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677140964270020530" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;  &lt;title&gt;&lt;/title&gt;  &lt;meta name="GENERATOR" content="LibreOffice 3.4  (Unix)"&gt;  &lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt;   &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;In principio la terra era un deserto informe e tenebroso, interamente ricoperto dalle acque. Per cominciare a dare forma alle cose Dio opera delle distinzioni, delle separazioni. La prima distinzione è temporale e consiste nel separare il giorno dalla notte, successivamente (seconda separazione) Dio inserisce il firmamento, che viene immaginato come una lastra con fissate le stelle, per separare le acque del cielo e le acque della terra. Come terzo intervento Dio separa le acque sotto il firmamento e crea la terra asciutta; da quel momento la terra è sempre minacciata dal mare tanto che nel vangelo si legge spesso di Gesù che cammina in riva al mare, come un cane da guardia che vuole impedire alle acque di ricoprire nuovamente la terra. A questo punto Dio crea piante e animali, ciascuno secondo la propria specie (quarta separazione). Infine crea l’uomo, maschio e femmina e a immagine di Dio, è importante sottolineare come l’immagine di Dio non sia completa solo nel maschio o nella femmina ma solamente nell’unione dei due.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;In pratica tutta la creazione è una separazione, alla nostra stessa nascita noi, uscendo dalle acque, siamo separati dalla nostra mamma; la separazione è “un’operazione chirurgica” che da origine a tutte le cose. Molto significativo è il fatto che la parola “decidere” sia sinonimo di “separare da” perché ad esempio se decido di andare a nord mi separo dalla possibilità di andare a sud. Decidere è fondamentale nella nostra vita, spesso tendiamo a rimandare le decisioni per non dover escludere nessuna possibilità, tuttavia se compio una scelta sbagliata posso vivere male ma ho sempre la possibilità di cambiare, se non decido mai non comincerò mai a vivere. Decidere è portare avanti l’opera di Dio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Oltre a parlare, il nostro è un Dio che vede, guarda le cose che ha creato e le vede buone, essere a immagine di Dio significa anche vedere il bene negli altri e non esserne invidiosi. Dio vede che le cose create sono buone, belle, ma al momento di giudicare l’uomo si esprime in modo sgrammaticato, definendola una cosa MOLTO BELLISSIMA, come se una tale meraviglia fosse una sorpresa anche per Lui. Il nostro è un Dio che si sa stupire e questo vuol dire che è sempre pronto a vedere in tutti noi qualcosa di buono che sicuramente prima o poi si verificherà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Interessante è il versetto 29, in cui Dio stabilisce che la dieta debba essere vegetariana, solamente dopo il diluvio Dio concederà agli uomini, ormai peccatori, di mangiare la carne. Un richiamo a questo versetto si ha nel vangelo, infatti si dice che Giovanni Battista mangiava solo miele e cavallette; tuttavia la parola greca per “cavallette “ si può tradurre anche con “legumi”, quindi probabilmente il Battista era vegetariano e si voleva distaccare dall’umanità peccatrice; il fatto che Gesù invece mangia di tutto indica che non vuole distaccarsi dalla situazione dell’uomo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Nel racconto della creazione dell’uomo si legge che Dio plasma l’uomo dal suolo, l’uomo è una parte del mondo e non si deve considerare distaccato da esso. Le cose sono fondamentali per la vita dell’uomo, toccandole ci impongono dei limiti, ci resistono, in questo modo riusciamo a sentire che ci sono e al contempo sentiamo che anche noi ci siamo. Spesso si usa la frase “mi tratti come una cosa” in senso negativo, tuttavia se io prendo a testate il muro mi faccio male io, mentre spesso si può trattare le persone a proprio piacimento. Dovremmo imparare dalle cose e dal nostro corpo, con le nuove tecnologie adesso è possibile avere 5000 amici, ma se ascoltassimo il nostro corpo capiremmo che non è così perché non è fisicamente possibile;  possiamo essere ovunque in ogni momento, ma se ascoltassimo il nostro corpo capiremmo che siamo qui, non in America. La nostra religione è fortemente materialista, siamo fatti di terra, reale, consistente e per questo trascendente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Dio crea l’uomo con un bacio, con una respirazione bocca a bocca, e in questo modo gli soffia dentro l’anima, che non è qualcosa di spirituale ma piuttosto il respiro, il fiato proprio di ogni essere vivente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Dio mette l’uomo in un giardino affinché coltivi la terra come per ribadirgli di stare attaccato al suolo, alle cose, perché grazie ad esse l’uomo può capire chi è. Ai giorni nostri tendiamo a staccarci dalla terra, dalle cose materiali utilizzando ad esempio il web per fare molte cose tutte assieme, seduti in casa propria, cose che un tempo dovevamo fare di persona uscendo di casa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Dio non vuole che l’uomo sia solo, quindi plasma dalla terra gli animali e li conduce all’uomo perche gli dia un nome, gli concede di fare una cosa degna di Dio, dare un nome alle cose, come Lui aveva dato il nome alle sue creazioni (luce, tenebra …). Tuttavia Adamo non trova una creatura simile a lui, Dio allora lo addormenta, non solo per prendergli la costola da cui creerà Eva, ma anche perché nessuno può essere testimone di un fatto così grande come la creazione. Anche in altri momenti Dio addormenterà i presenti a un miracolo grandioso, ad esempio alla resurrezione di Gesù i soldati dormiranno. Creando la donna Dio compie una nuova separazione;  il rapporto con gli altri è gioia, ma è anche dolore, per vedere la diversità è necessario soffrire e se non hai mai sofferto probabilmente non hai mai conosciuto veramente un altro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;A questo punto Dio conduce Eva per mano fino ad Adamo, così come un padre che conduce la figlia al matrimonio e la consegna allo sposo; come un padre che, orgoglioso, dice allo sposo “Ti piace vero? L’ho fatta io”, “Trattala bene, perché l’ho fatta io”. Questo racconto ricorda la storia con cui Platone presenta la creazione di uomo e donna: inizialmente erano un’unica entità che è stata divisa in due perché gli dei erano invidiosi della loro potenza. Mentre i greci vedevano questa divisione come una punizione, la religione ebraico-cristiana la vede come una cosa buona, pensata da Dio già in principio. Le parole usate nella genesi quando Dio porta Eva da Adamo mostrano come l’attrazione porta una donna fuori dalla casa di suo padre verso l’uomo che Lui le indicherà, dopo una separazione ci sarà quindi un’unione  più forte che mai, diventeranno una sola carne.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;In principio tutti e due sono nudi, tuttavia non se ne vergognano perché non sentono il bisogno di difendersi dagli sguardi ma si mostrano così come sono, con i punti di forza e i difetti. Il bisogno di coprirsi può essere nato o dall’aver provato uno sguardo cattivo o dal fatto che il nostro stesso sguardo sia cattivo e ci aspettiamo che anche gli altri si comportino con noi allo stesso modo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Per spiegare meglio il fatto che Dio si stupisce, in seguito a una domanda, è stato fatto il paragone con una coppia di fidanzati. Entrambi sanno che il loro amore è ricambiato, tuttavia non si stancano mai di chiedere “mi ami?”, “Quanto mi ami?” perché piace sentirlo dire, magari sperando che lo esprima in un modo diverso dal solito. Anche Dio si stupisce ogni volta, questo perché il legame che Dio vuole con noi deve essere una storia, e una storia deve stupire altrimenti non ci può essere alcun legame.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Giulio Malacarne&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-7203768612433378067?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/7203768612433378067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/11/2-biblico-genesi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/7203768612433378067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/7203768612433378067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/11/2-biblico-genesi.html' title='2° Biblico: Genesi'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-nKjKgR1MGGo/TslBofu1e4I/AAAAAAAAAhA/THt6PBfqxfY/s72-c/002%2B20-11-2011%2B15%253B15%253B50.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-4003950935134730094</id><published>2011-11-19T03:53:00.000-08:00</published><updated>2011-11-19T04:00:46.442-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>1° Biblico: Genesi</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-bPUt1YBMyyM/TseZ9KdEDiI/AAAAAAAAAgs/wsnid3i47s8/s1600/luce.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 254px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-bPUt1YBMyyM/TseZ9KdEDiI/AAAAAAAAAgs/wsnid3i47s8/s320/luce.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676675131381124642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="text-align: center;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;Creazione della luce. Illustrazione di Gustave Dorè&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Differentemente da quanto si può pensare, la genesi non è stato il primo libro della scrittura ad essere stato redatto.  &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;All'inizio della storia di Israele l'attenzione era focalizzata più che altro sulla storia dell'alleanza tra Dio e Israele stesso; tant'è vero che i primi libri ad essere scritti furono di carattere storico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Intorno al 6° secolo a.c. Israele subì la cattività babilonese. Fu un periodo molto critico: l'aver subito una sconfitta da una potenza straniera che adorava un altro dio, Marduk, mise in crisi la fede in YHWH. &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Come in tutte le relazioni, per far fronte a un momento di crisi vi è la necessità di riflettere sull'inizio della relazione: nell'inizio vi è il senso della relazione stessa. Ed è proprio quello che fece Israele. La memoria della liberazione dall'Egitto, e il ricordo della potenza scatenata da YHWH, fece nascere un interrogativo: non è che colui che ci ha liberato dalla schiavitù è anche colui che ha creato il mondo? Come il bambino che si chiede se coloro che lo nutrono, lo proteggono, lo amano non siano anche gli stessi che lo hanno generato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;Interessante osservare che la lettera con coi inizia il capitolo 1 della Genesi è la (beth).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Una parabola (aggadà) racconta, così, di una lunga e accesa discussione fra tutte le lettere dell'alfabeto ebraico, ognuna delle quali rivendicava il proprio diritto di iniziare la Bibbia. La scelta cadde, infine, sulla seconda lettera dell'alfabeto, la beth; la Bibbia inizia, infatti, con la parola "Bereshit", "in principio". Apparentemente, sarebbe stato forse più logico riservare questo onore alla prima lettera dell'alfabeto ebraico, la alef. Sempre secondo questo racconto, la alef si lamentò con Dio per questa ingiustizia, infatti poi Dio le rispettò l'onore di essere la prima lettera della legge. Ogni lettera vive di vita propria. Questa storia ci dice, anche, che la lettera beth è aperta in avanti (ricodiamo che l'ebraico si legge da destra verso sinistra) e chiusa dagli altri tre lati: questo per insegnare che l'uomo deve guardare davanti a sé, e non sopra, sotto o all’indietro; l'uomo si deve occupare dei problemi concreti di questo mondo e non di questioni astratte. &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;Inoltre, la lettera beth deriva dall'antichissimo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Alfabeto_lineare&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;&lt;span style="color:#00000a;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;alfabeto lineare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, usato nel &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Penisola_del_Sinai"&gt;&lt;span style="color:#00000a;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;Sinai&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; più di 3.500 anni fa, a sua volta derivato dal &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geroglifico"&gt;&lt;span style="color:#00000a;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;geroglifico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, in cui il suono [b] era rappresentato da una casa: è come se la scrittura ci stesse dicendo che dio creando il mondo, in realtà sta costruendo una casa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;Dopo la riflessione effettuata, Israele si rende conto che YHWH è il Dio creatore, ma ai  tempi, nella tradizione ebraica, non esisteva una mitologia della creazione: quindi Israele si rifà alle mitologie delle popolazioni limitrofe.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;In genere, le popolazioni mesopotamiche, si immaginavano che all'inizio tutto fosse acqua, tutto fosse caos. Al centro di questo abisso venne posto un disco: la terra. Agli estremi di questo disco vennero posti due pilastri, le montagne, e  su questi pilastri venne posto il firmamento. Infine, al disotto del disco vennero posti gli inferi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;Ma adesso passiamo ad una analisi più accurata dei primi versetti del testo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;&lt;b&gt;Genesi  1, 1-5&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;a name="Genesi1_9-10"&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;i&gt;In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Versetto 1,2&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;Il termine ebraico&lt;b&gt; &lt;/b&gt;מְרַחֶ֖פֶת nel testo biblico è stato tradotto come "aleggiare", ma è anche possibile tradurlo come "covare". Quindi l'immagine evocata è quella di una gallina che cova le uova. E' come se Dio covasse sul caos primordiale da cui creerà il mondo!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Versetto 1,3&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;La prima azione che Dio compie è parlare (infatti, Gesù è il Verbo fatto carne, è la sua parola). Chi parla permette agli altri di fare la sua conoscenza. Il discepolo di questo Dio sa parlare e sa raccontare: sa dare il giusto peso alle cose!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Dio non  chiede: Dio comanda! Un comando equivale a una norma, quindi Dio crea normando! Senza la norma non c'è niente! L'esempio più lampante di ciò è il gioco: se non si rispettano le regole del gioco si ha già finito di giocare! Tutto ciò fa nascere una riflessione: in che rapporto sono con le norme?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;La prima cosa che Dio crea è la luce. La luce vive di un grandissimo mistero: è la cosa che assomiglia di più a YHWH. La luce permette di vedere tutto ciò che "tocca" senza mai far vedere se stessa, la luce è discreta! Il buio invece fa vedere solo se stesso, è egocentrico! Di conseguenza, se la gente si accorge troppo di me sono una persona buia, se invece sono discreto sono come la luce!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;La seconda azione di Dio è l'azione di vedere! E non solo vede, ma vede le cose buone! Dio stima le cose, ha fiducia nelle cose!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Interessante che il termine greco che indica l'amore più alto, agape, in realtà voglia dire "rendere i dovuti onori, apprezzare, stimare e per ciò essere disposti a pagare un prezzo"! Dio è uno che stima, e inizia a stimare fin dalla prima pagina della scrittura.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Credere in un dio creatore è anche credere in un dio capace di stimare!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Io stimo? So stimare? Se non si è in grado di stimare occorre tornare al principio delle cose, e qui si scopre che chi ha fatto il mondo è uno che stima!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt; &lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Il fatto che Dio stimi è talmente importate che ciò, nel capitolo 1, è ripetuto per ben sette volte! &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; widows: 2; orphans: 2"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;" &gt;&lt;b&gt;Christian Bologna&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-4003950935134730094?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/4003950935134730094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/11/1-biblico-genesi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/4003950935134730094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/4003950935134730094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/11/1-biblico-genesi.html' title='1° Biblico: Genesi'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-bPUt1YBMyyM/TseZ9KdEDiI/AAAAAAAAAgs/wsnid3i47s8/s72-c/luce.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-1735003865486576593</id><published>2011-11-19T03:50:00.000-08:00</published><updated>2011-11-19T03:52:43.475-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Culturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>1° Culturale: Internet</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;  &lt;title&gt;&lt;/title&gt;  &lt;meta name="GENERATOR" content="LibreOffice 3.4  (Unix)"&gt;  &lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;  &lt;title&gt;&lt;/title&gt;  &lt;meta name="GENERATOR" content="LibreOffice 3.4  (Unix)"&gt;  &lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt;   &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Internet, ovvero reti interconnesse. Se oggi, nell’epoca della globalizzazione, dobbiamo pensare a qualcosa che esprima un’essenza veramente globale, probabilmente non avremmo dubbi a citare internet. Perché  internet è una rete di computer veramente mondiale, capace di sfruttare una “lingua” comune, il protocollo TCP/IP, perché permette di comunicare in modo semplice e rapido, perché è il mezzo che ci fa restare in contatto con il resto del pianeta, che apre finestre su posti che prima sembravano lontanissimi e ora sono sempre a portata di mouse… Nata negli anni ’60, nel ristretto mondo delle università americane, si è poi sviluppata in modo rapidissimo negli anni ’80 e ’90, fino a diventare lo strumento che oggi conosciamo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;a name="_GoBack"&gt;&lt;/a&gt;Internet è innanzitutto l’emblema del cambiamento del modo di comunicare e di rapportarsi agli altri: dal telefono, ai messaggi, alla chat, alla videochiamata, si va verso forme di comunicazione sempre più complesse e al tempo stesso più facilmente fruibili. Grazie alla banda larga ognuno può navigare rapidissimo ed essere connesso ogni volta che ne ha bisogno, avendo sempre a disposizione tutto ciò che la rete offre, mentre il futuro (basti pensare allo smartphone) ci porta sulla strada della connessione permanente: mai da soli, sempre in rete, sempre a contatto con il resto del mondo. Il web 2.0, il “secondo passo” di internet, rende addirittura l’utente protagonista, coinvolgendolo direttamente nella creazione dei contenuti del web.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Internet offre dunque tantissime possibilità, ma insieme solleva domande di non poco conto. Per esempio, esiste il problema del download illegale dei file, che i programmi peer to peer rendono possibile con sforzi minimi: è moralmente giusto scaricare contenuti coperti da copyright senza pagare, sapendo che difficilmente si verrà perseguiti per la propria azione (che è comunque vietata dalla legge)? E la colpa è di chi scarica o di chi mette a disposizione film, musica e file di altro genere? Oppure si può discutere dell’opportunità di scrivere cose strettamente personali sui social network, perché si tratta di programmi che invitano a comunicare sempre di più l’utente, ma che lasciano una traccia personale accessibile a chiunque. E allora come dobbiamo considerare i social network: luoghi pubblici o privati? E, ancora, ci si può chiedere quanto siano affidabili le informazioni che si trovano sul web, data la mancanza di centralizzazione. Il fatto che esista una pluralità di fonti è una debolezza, oppure internet è in grado di esprimere un tale autocontrollo da trasformare questa caratteristica in un punto di forza? Queste sono solo alcuni dei dubbi che l’utilizzo di internet sollecita. Ma la riflessione è appena all’inizio…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;Luca Malberti&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-1735003865486576593?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/1735003865486576593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/11/1-culturale-internet.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/1735003865486576593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/1735003865486576593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/11/1-culturale-internet.html' title='1° Culturale: Internet'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-1309271199057456690</id><published>2011-11-19T03:43:00.000-08:00</published><updated>2011-11-19T03:49:36.116-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>1° TEOLOGICO: “Biografie e teologia” - S. GREGORIO MAGNO PAPA E DOTTORE DELLA CHIESA</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;  &lt;title&gt;&lt;/title&gt;  &lt;meta name="GENERATOR" content="LibreOffice 3.4  (Unix)"&gt;  &lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   H1 { margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; color: #333333; text-align: right }   H1.western { font-family: "Trebuchet MS", sans-serif; font-size: 12pt }   H1.cjk { font-family: "DejaVu Sans Light"; font-size: 12pt }   H1.ctl { font-family: "Trebuchet MS", sans-serif; font-size: 12pt }   H2 { margin-top: 0cm; margin-bottom: 0cm; text-align: center }   H2.western { font-family: "Trebuchet MS", sans-serif; font-size: 12pt }   H2.cjk { font-family: "DejaVu Sans Light"; font-size: 12pt }   H2.ctl { font-family: "Trebuchet MS", sans-serif; font-size: 12pt }   P { margin-bottom: 0cm; text-align: center }   P.western { font-family: "Trebuchet MS", sans-serif }   P.ctl { font-family: "Trebuchet MS", sans-serif }  --&gt;  &lt;/style&gt;   &lt;p class="western" align="LEFT" style="text-align: justify;margin-top: 0.53cm; line-height: 0.64cm; "&gt; &lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;Appunti&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;dell'incontro&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Teologico&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;del&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;21/10/2011&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;con&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Don&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Cesare&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Pagazzi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="western" align="LEFT" style="text-align: justify;margin-top: 0.53cm; line-height: 0.64cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" line-height: normal;  font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Nella vita di ciascuno di noi, Dio fa sentire la sua voce (Rivelazione)e bisogna imparare a cogliere quello che Dio ci vuole dire mediante la sua Parola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Così è avvenuto anche per i Santi.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;La parola “&lt;b&gt;Santo&lt;/b&gt;” deriva dalla parola ebraica &lt;b&gt;“&lt;/b&gt;&lt;b&gt;quadosh&lt;/b&gt;” che significa “&lt;u&gt;separato&lt;/u&gt;”/” &lt;u&gt;diverso&lt;/u&gt;”; è colui che ha uno stile che lo distingue dagli altri (es. Dio è  Santo perché si distingue dagli altri dei. Dio ama le sue creature a differenza del dio degli assiro babilonesi).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Diventare&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Santi&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;è &lt;u&gt;compito&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;tutti&lt;/u&gt;, significa &lt;u&gt;onorare&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;la&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;capacità&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;artistica&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;Dio&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;che&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;ha&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;posto&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;in&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;noi&lt;/u&gt;. Il Santo ha vissuto e ha appreso l’arte di Dio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Dedichiamo quest’incontro alla figura di &lt;b&gt;San&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Gregorio&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Magno&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Papa&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;e&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Dottore&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;della&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Chiesa&lt;/b&gt; .&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Il quale fu un uomo &lt;u&gt;diplomatico&lt;/u&gt;, &lt;u&gt;capace&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;di&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;rientrare&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;in&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;se&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;stesso&lt;/u&gt; e che sapeva &lt;u&gt;“&lt;/u&gt;&lt;u&gt;mediare&lt;/u&gt;&lt;u&gt;”&lt;/u&gt; (l’arte di saper reggere i conflitti senza chiudere i rapporti mantenendo i legami).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Gregorio Magno nacque a Roma nel 540 da una famiglia nobile patrizia. All’età di 25 anni diventa prefetto di Roma, attività che lasciò a breve per entrare in un monastero benedettino, situato sul Colle Celio (tuttora esistente). Rimase per qualche anno ed apprese l’&lt;b&gt;arte&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;dell&lt;/b&gt;&lt;b&gt;’&lt;/b&gt;&lt;b&gt;interiorità&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;(l’arte di saper abitare se stesso).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Anche Gesù ci dà dei consigli su come &lt;u&gt;abitare&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;noi&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;stessi&lt;/u&gt; mediante:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;La  frase  “&lt;b&gt;Ama&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;il&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;tuo&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;prossimo&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;tuo&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;come&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;te&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;stesso&lt;/b&gt;”  (Mt  19,16-19):   prima  di  “amare  gli  altri”  bisogna  “amare”  se  stessi  (imparando  a  rientrare  in  se  stessi).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;La  parabola  del  “&lt;b&gt;Figliol&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Prodigo&lt;/b&gt;”  (  Lc  15,  11-32):  il  figlio  dopo  aver  sperperato  le  ricchezze  del  padre  “rientra  in  se  stesso”  attraverso  il  bisogno  della  fame  (  Lc  15,17-18:   “&lt;sup&gt;17&lt;/sup&gt;Allora  rientrò  in  se  stesso  e  disse:  Quanti  salariati  in  casa  di  mio  padre  hanno  pane  in  abbondanza  e  io  qui  muoio  di  fame!  &lt;sup&gt;18&lt;/sup&gt;Mi  leverò  e  andrò  da  mio  padre  e  gli  dirò:  Padre,  ho  peccato  contro  il  Cielo  e  contro  di  te…”).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Gregorio Magno fu costretto a lasciare il monastero perché fu chiamato da da Papa Pelagio II che lo inviò come suo rappresentante alla corte di Costantinopoli, compito che svolse per sei anni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Dopo questi sei anni, Gregorio Magno torna a Roma e viene eletto papa in quanto Papa Pelagio II muore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Roma era ormai entrata in decadenza (il centro politico dell’impero romano era a Costantinopoli), era una città di periferia, devastata dalla peste, percossa dalle tasse dell’impero, soggetta ad alluvioni ed invasa dalle popolazioni dei Visigoti e dei Longobardi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Gregorio Magno si sente legato alla società romana logorata da questi fattori e attua dei provvedimenti per risanarla a livello sociale e politico. E’ un Papa che sta in mezzo alla gente, un “uomo di trincea” che sa conservare la propria interiorità nonostante le vicissitudini che colpiscono Roma.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Gregorio riorganizzò a fondo la liturgia romana, ordinando le fonti liturgiche anteriori e componendo nuovi testi, e &lt;u&gt;promosse&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;quel&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;canto&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;tipicamente&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;liturgico&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;che&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;dal&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;suo&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;nome&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;si&lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;chiama&lt;/u&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;«gregoriano»&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Gregorio Magno  scrisse numerose opere, ne ricordiamo due:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;La&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;vita&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;di&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;San&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Benedetto&lt;/b&gt;:  Gregorio  Magno  era  molto  legato  alla  figura  di  San  Benedetto  da  Norcia  (vissuto  cento  anni  prima  di  lui)  e  quest’opera  è  un  segno  di  gratitudine  per  il  fondatore  dell’ordine  di  cui  ha  fatto  parte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;La&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;regola&lt;/b&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;b&gt;pastorale&lt;/b&gt;:  la  scrive  non  solo  per  il  clero  ma  anche  per  le  persone  con  responsabilità  pastorali.  Infatti  il  termine  “pastorale”  deriva  da  “pastore”  che  è  colui  che  dà  pasto,  che  si  occupa  delle  persone  che  gli  sono  state  affidate.  Gregorio  in  quest’opera  vuole  dire  che  per  fare  bene  il  pastore  ci  vuole  una  regola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Muore a Roma nel 604 all’età di sessantaquattro anni con una vita compiuta, da protagonista.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Gregorio&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Magno&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Papa&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;e&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Dottore&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;della&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Chiesa&lt;/b&gt; viene festeggiato il &lt;b&gt;3&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;settembre&lt;/b&gt; e la &lt;b&gt;liturgia&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;delle&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;ore&lt;/b&gt; indica il testo “&lt;b&gt;Le&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;omelie&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;su&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Ezechiele&lt;/b&gt;” che riporto di seguito:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h2 class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Dalle «Omelie su Ezechiele» di san Gregorio Magno, papa&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p class="western" align="CENTER"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;(Lib. 1, 11, 4-6; CCL 142, 170-172)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;«Figlio dell'uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d'Israele» (Ez 3, 16).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt; E' da notare che quando il Signore manda uno a predicare, lo chiama col nome di sentinella.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;La sentinella infatti sta sempre su un luogo elevato, per poter scorgere da lontano qualunque cosa stia per accadere.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="LEFT"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Chiunque è posto come sentinella del popolo deve stare in alto con la sua vita, per poter giovare con la sua preveggenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Come mi suonano dure queste parole che dico! Così parlando, ferisco me stesso, poiché né la mia lingua esercita come si conviene la predicazione, né la mia vita segue la lingua, anche quando questa fa quello che può.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Ora io non nego di essere colpevole, e vedo la mia lentezza e negligenza. Forse lo stesso riconoscimento della mia colpa mi otterrà perdono presso il giudice pietoso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Certo, quando mi trovavo in monastero ero in grado di trattenere la lingua dalla parole inutili, e di tenere occupata la mente in uno stato quasi continuo di profonda orazione. Ma da quando ho sottoposto le spalle al peso dell'ufficio pastorale, l'animo non può più raccogliersi con assiduità in se stesso, perché è diviso tra molte faccende.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Sono costretto a trattare ora le questioni delle chiese, ora dei monasteri, spesso a esaminare la vita e le azioni dei singoli; ora ad interessarmi di faccende private dei cittadini; ora a gemere sotto le spade irrompenti dei barbari e a temere i lupi che insidiano il gregge affidatomi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Ora debbo darmi pensiero di cose materiali, perché non manchino opportuni aiuti a tutti coloro che la regola della disciplina tiene vincolati. A volte debbo sopportare con animo imperturbato certi predoni, altre volte affrontarli, cercando tuttavia di conservare la carità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Quando dunque la mente divisa e dilaniata si porta a considerare una mole così grande e così vasta di questioni, come potrebbe rientrare in se stessa, per dedicarsi tutta alla predicazione e non allontanarsi dal ministero della parola?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Siccome poi per necessità di ufficio debbo trattare con uomini del mondo, talvolta non bado a tenere a freno la lingua. Se infatti mi tengo nel costante rigore della vigilanza su me stesso, so che i più deboli mi sfuggono e non riuscirò mai a portarli dove io desidero. Per questo succede che molte volte sto ad ascoltare pazientemente le loro parole inutili. E poiché anch'io sono debole, trascinato un poco in discorsi vani, finisco per parlare volentieri di ciò che avevo cominciato ad ascoltare contro voglia, e di starmene piacevolmente a giacere dove mi rincresceva di cadere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Che razza di sentinella sono dunque io, che invece di stare sulla montagna a lavorare, giaccio ancora nella valle della debolezza?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;Però il creatore e redentore del genere umano ha la capacità di donare a me indegno l'elevatezza della vita e l'efficienza della lingua, perché, per suo amore, non risparmio me stesso nel parlare di lui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Curiosità:&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo scrittore tedesco Thomas Mann dedica una leggenda alla figura di Gregorio &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Magno nel suo romanzo "L'eletto".&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h1 class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"    style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;color:#000000;"&gt;Caterina Pezzoni&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-1309271199057456690?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/1309271199057456690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/11/1-teologico-biografie-e-teologia-s.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/1309271199057456690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/1309271199057456690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/11/1-teologico-biografie-e-teologia-s.html' title='1° TEOLOGICO: “Biografie e teologia” - S. GREGORIO MAGNO PAPA E DOTTORE DELLA CHIESA'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-5547415639040314107</id><published>2011-09-25T06:45:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:40:00.156-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>Nuovo look!</title><content type='html'>Restyling in corso per il nostro sito! Qui (su ft-experiments) saranno effettuate le prove.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-5547415639040314107?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/5547415639040314107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/09/prova.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/5547415639040314107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/5547415639040314107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/09/prova.html' title='Nuovo look!'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-3882669712579546583</id><published>2011-05-14T02:23:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.248-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>La montagna in 7 parole - 3: la montagna è limite</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Ecco la terza parte dell'articolo di Francesco Grossi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;La montagna è limite&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; "&gt;Senza dubbio le pareti rocciose sono nell’immaginario collettivo tra quei posti dove l’uomo non ha vita facile, ma anzi viene minacciato di morte, non appena oltrepassi un certo limite: della difficoltà, del rischio, della sicurezza, dell’esperienza. La montagna è da sempre luogo “al limite”, per l’uomo, che tuttavia continua a tornarvi. Forse perché, a essere sinceri con se stessi, si riconosce che l’esperienza del limite e dell’esser limitati è pienamente umana, in tutti i campi e i tempi della vita, fino al limite supremo che tutti attende. Oggi spesso questa franchezza viene evitata, mentre cerchiamo di allontanare i nostri limiti con protezioni e assicurazioni e medicinali; si tratta però solo di rimedi superficiali, che se possono essere utili non devono però drogare la nostra consapevolezza, perché è solo riconoscendo i nostri limiti che si può giungere a quella “sapienza del cuore” che permette di vivere pienamente, senza lasciarsi schiacciare dalla paura e dal sospetto che qualcuno ce l’abbia con noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;La montagna, nel suo essere spesso dura e mai scontata, è un ottimo allenamento per la vita: lassù non c’è spazio per le illusioni di onnipotenza, e ognuno è messo di fronte ai propri limiti, che vanno accettati per come sono e letti sapientemente perché indicano, come tutti i limiti, quale sia la via da percorrere per non perdere la propria vita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-3882669712579546583?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/3882669712579546583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/05/la-montagna-in-7-parole-3-la-montagna-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/3882669712579546583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/3882669712579546583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/05/la-montagna-in-7-parole-3-la-montagna-e.html' title='La montagna in 7 parole - 3: la montagna è limite'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-8137616376626241282</id><published>2011-04-27T10:31:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.266-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Culturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>Strada verso l'altro</title><content type='html'>&lt;p class="western" align="LEFT" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Appunti dell’incontro culturale &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;del 08-04-11 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;tenuto da Monica Guida&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;Monica Guida laureata in Antropologia Culturale presso l’Università Statale di Bologna vuole intitolare quest’incontro “Strada verso l’altro”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;La passione che nutre per la ‘sua disciplina’ è in primo luogo il semplice ma felice frutto di una fantasia d’infanzia, ovvero il sogno di essere rapita da una tribù di indiani Cheyenne con la ‘missione’ di liberare una comunità imprigionata in riserva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Racconta inoltre che uno dei passatempi preferiti di quando era  bambina era l’avventura del “forno”, un gioco inventato da lei e dai suoi cugini: un “cacciatore cannibale” doveva ogni giorno catturare l’”avventuriero della foresta”, legarlo con una fune, trascinarlo all’accampamento, cucinarlo nel forno (spazio che veniva ricavato tra un divano e l’altro) e mangiarlo. Nella notte, avveniva poi un fatto inquietante: il “fantasma dell’avventuriero” veniva a far visita al “cacciatore cannibale” per terrorizzarlo e ‘segnarlo con impressione’ del gesto che aveva compiuto.    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Per  Monica &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;usare la fantasia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; – tatto dell’interiorità - significa cercare di rendere concrete idee che di primo acchito potrebbero sembrare molto astratte; fantasia significa l’aprirsi di una via relazionale, di un modo per educare e vivere la sensibilità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La nostra compagna ci spiega che l’incontro con l’altro può causare due stati d’animo tra loro opposti ma coesistenti: la passione e l’inquietudine per la sua presenza accanto/insieme alla nostra. Narra inoltre che ci sarebbe un ciclo di apprendimento che ci spinge verso l’alterità di ogni conoscenza, un senso circolare, composto da quattro fasi:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La percezione: ossia accorgersi della  presenza dell’altro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L’estasi: la curiosità che provoca  l’altro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L’assimilazione: il “nutrirsi”  dell’altro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L’introspezione: il tormento che può  generare l’altro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Per quanto riguarda lavita dell’uomo in società, si può affermare che l’antropologia nelle sue vesti etnografiche nasce intorno al periodo dell’Illuminismo come disciplina scientifica il cui scopo è studiare comunità &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;diverse &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;situate in luoghi lontani – spesso e volentieri fraintesi come &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;remoti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; - da quelli di origine. L’affermarsi della disciplina e del progetto di ricerca avviene nel periodo del Colonialismo dal momento che appare manifesto quanto si voglia conoscere l’altro classificarlo, per ‘averlo’ e dominarlo…magari a disatanza!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nei primi del ‘900, uno studioso polacco, Malinowski, scopre per primo cosa significa fare “ricerca di campo” avendo come obiettivo la conoscenza l’altro. Viene fatta una monografia su un determinato popolo, ed è come se da quel momento venissero poste una serie di etichette, di conoscenze informative sulla tal popolazione: una sorta di collazione di ‘istruzioni per l’uso’. Quando negli anni ’60 viene rinvenuto e pubblicato il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Giornale intimo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; di Malinowski” appare per la prima volta manifesto un fatto sbalorditivo: fino a quel momento l’antropologo fondatore della ricerca di campo e del metodo dell’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;osservazione partecipante &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;non aveva mai trascritto e pubblicato  nelle sue monografie i suoi appunti intimi, il vissuto delle sue appassionate e scomode digressioni di campo.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Dunque, come rendere conto attraverso la pubblicazione di un testo, di una testimonianza della presenza attiva alterante dell’altro? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nel 1955, uno dei maggiori esponenti dell’antropologia, Claude Levi Strauss, scrive “Tristi Tropici” dove afferma che, quasi per paradosso, l’andare lontano per conoscere l’altro da noi può far scaturire un bisogno, una necessità: quella di tornare a fare i conti con le proprie radici, ‘alterità’ rimosse in noi che l’incontro con l’altro di un Paese lontano può improvvisamente mettere a nudo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;A partire da tali squarci di riflessione negli anni ’80, con la corrente del Postmoderno, cambia il modo di approcciarsi  all’altro e subentra un clima di crisi diffusa, poiché si riconosce la relatività del proprio mondo rispetto agli altri e si prende coscienza dell’effettivo potenziale - creativo e bruciante - messo in gioco dall’incontro, dal tentativo di condividere il medesimo ‘campo’ (politico, culturale, sociale…) tra altri, tra diversi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;Oggi più che mai l’incontro con l’altro continua a rivelarsi strada, direzione, modo per lasciarsi appassionare e inquietare… L’incontro verso l’altro pone di fronte a molteplici bivi: una scelta grande, positiva anche se difficile e colma di ostacoli, di tranelli potrebbe essere quella di abbandonare un’ottica di tipo ‘informativa’ per tentare invece di intraprendere la ben diversa via della comunicazione. Ecco il valore delle storie di vita, del lasciarsi interpellare, chiamar fuori - sulla soglia - dalla storia di vita di un altro, di uno straniero di casa nostra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Inoltre, un varco importante aperto dalla scoperta dell’altro, dalla via della comunicazione è l’edificazione dell’accoglienza, stile di vita che sarebbe banale pretendere di avere in partenza ma che al contrario si acquisisce dando spazio all’inatteso senza imporsi, senza depurare, senza voler addomesticare le parti ‘indigeste’ dell’altro a tutti i costi. La strada verso l’altro si costruisce dunque ‘progettando’ e ‘concretando’ accoglienza. E ogni accoglienza rivelata, ovvero vissuta pienamente come tale per l’uno e per l’altro, non può che mirare con desiderio alla contaminazione rigenerante delle vita coinvolte.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Caterina Pezzoni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-8137616376626241282?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/8137616376626241282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/04/strada-verso-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/8137616376626241282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/8137616376626241282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/04/strada-verso-l.html' title='Strada verso l&amp;#39;altro'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-1133960214263523414</id><published>2011-04-13T00:56:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.283-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>7° Biblico: Giuditta, Cap. 11</title><content type='html'>&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Appunti dell'incontro Biblico con Don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;Ci eravamo lasciati con l’incontro nel campo assiro di due figure a loro modo potentissime, il signore di eserciti Oloferne e la bellissima Giuditta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;Oloferne si dimostra subito diplomatico e pone Giuditta sotto la protezione del diritto, mostrando come il potere del re Nabucodonosor non sia dovuto solo alla forza delle armi, ma soprattutto a quella del diritto. Giuditta inizialmente risponde ad Oloferne adottando un linguaggio protocollare, quindi cerca di colpirlo nel suo punto debole: lo adula, riconoscendo la sua saggezza, la sua potenza, la sua esperienza e virtù militare, e in questo modo lo smaschera, facendolo apparire come è realmente, ovvero un gigante dai piedi d’argilla. Giuditta tocca così nel vivo l’animo di un uomo che non è così potente può sembrare al primo sguardo, in quanto bisognoso di conferme da parte degli altri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;La potenza, in qualunque ambito della vita, ha sempre bisogno di una conferma. Ciascuno ha bisogno di conferme, ciascuno insiste su ciò che ritiene vitale per se stesso. Si tratta di un meccanismo naturale, dunque positivo, ma spesso rischia di diventare qualcosa di ossessivo, una dipendenza. La ricerca di una conferma implica che non basto a me stesso, che anche la mia identità è ricevuta. Ma questa ricerca diventa cattiva quando si configura come una pretesa: la pretesa è la maschera di una debolezza, è il segnale che la persona non sa aspettare a ricevere, ma vuole scegliere da sé i modi e i tempi della conferma.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;La conferma che si ricerca ossessivamente è visibile, quindi espone la propria debolezza agli altri. Giuditta utilizza abilmente questa arma contro Oloferne, che d’ora in poi farà tutto ciò che lei gli dirà. La ragazza spiega ad Oloferne di essere scappata da Betulia perché gli Israeliti, cinti d’assedio, hanno deliberato di dar fondo alle primizie da offrire al tempio, rendendosi passibili dell’ira di Dio. Lei, invece, si è mantenuta pura e ha deciso di scappare, mettendosi al servizio del nemico. Chiede solo che Oloferne le permetta di uscire ogni notte dall’accampamento con la sua ancella per pregare Dio e sapere quando il popolo di Isralele si sarà reso impuro, perché quello sarà il momento giusto per attaccare. Tutto ciò fa parte di un preciso piano di Giuditta, che si dimostra una donna tattica, perché sa mettere in ordine le cose che le servono: ha elaborato un progetto e sfrutta le debolezze di Oloferne per realizzarlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;Il quarto giorno Oloferne, sicuro di sé e invaghito della bellezza di Giuditta, ordina di organizzare un banchetto e di invitare la ragazza, con l’intento di sedurla. Giuditta accetta l’offerta di Oloferne, cosciente di potersi mantenere pura anche in una situazione impura; ed è proprio qui che sta la sua forza, nell’essere battagliera e pura. Si tratta di un chiaro messaggio rivolto agli ebrei del II sec. a.C.: la forza risiede nella purezza. In questo frangente emerge ancora tutta la potenza di Giuditta, racchiusa nella sua bellezza, alla cui vista Oloferne resta turbato. Il verbo turbare (dal greco tarassein) nella Scrittura indica la situazione emotiva di fronte alla morte, ed è usato, per esempio, da Giovanni per descrivere lo stato d’animo di Gesù di fronte alla tomba di Lazzaro. La bellezza turba perché può anche fare male, essere mortale. Il verbo non fa altro che anticipare l’ingloriosa fine di Oloferne: il potente signore di eserciti, dopo aver mangiato e bevuto in abbondanza, rimane disteso sul divano, ubriaco fradicio (ecco che torna la dipendenza, in questo caso da vino), e lasciato solo con Giuditta dai suoi servi si addormenta. A questo punto Giuditta può completare il suo progetto: presa la scimitarra di Oloferne (attenzione!, l’arma con cui abbiamo ferito può ferirci), con due colpi gli stacca la testa; quindi consegna la testa alla sua ancella, che la depone in una cesta, ed entrambe, come le notti precedenti, escono dall’accampamento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;L’attenzione va posta sull’idea di progetto: fin dall’inizio Giuditta pensa all’ultima mossa, come in una partita a scacchi; fin dall’inizio bada alla tattica, esercita uno sguardo d’insieme sulle azioni. È il modo di fare tipico del santo, della persona riuscita, che non agisce solo per atti di generosità, ma capisce il peso di tutte le sue azioni e sa metterle in ordine. Chi fa grandi imprese non è mai senza un progetto. La vita richiede spesso la tattica, perché solo per brevi periodi ci è consentito di navigare a vista. La prima idea è sempre vera, ma poi deve diventare progetto. La capacità di ordinare ogni cosa è proprio ciò che ci permette di riconoscere la nostra esigenza di conferma ed evitare che essa venga utilizzata contro noi stessi, come accaduto ad Oloferne.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Luca Malberti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-1133960214263523414?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/1133960214263523414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/04/7-biblico-giuditta-cap-11.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/1133960214263523414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/1133960214263523414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/04/7-biblico-giuditta-cap-11.html' title='7° Biblico: Giuditta, Cap. 11'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-5136401899407138299</id><published>2011-03-30T10:58:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.298-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>La montagna in 7 parole - 2: la montagna è una danza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ecco il secondo dei sette articoli di Francesco Grossi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;La montagna è una danza&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;I primi passi in montagna ricordano quelli mossi da un bimbo: incerti e mal equilibrati, un incedere a tastoni. Assuefatti al piatto e liscio cemento e a scarpe più decorative che pratiche, dobbiamo imparare a muovere il nostro corpo in uno spazio pienamente tridimensionale. Una volta superato lo shock, si inizia ad apprezzare la sfida: ogni passo è un gioco di equilibri, forze e posizione del proprio corpo da capire, da gustare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;La fatica poi arriva a complicare il tutto, con il suo velo di pesantezza e di sudore. Una nuova sfida che si può vincere con la pazienza e la perseveranza, virtù rare ma necessarie alla vita; e lo stesso corpo che nella salita si lamentava, una volta giunto alla meta lancerà segnali di soddisfazione e gratitudine. Così è il nostro corpo, che giustamente ci tiene aggiornati sul suo stato perché possiamo fare le scelte migliori, ma che segretamente aspira ad essere messo alla prova, perché ogni arto e muscolo e tendine sia utile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;E quando l’esperienza ci avrà formati, l’allenamento irrobustiti e l’equipaggiamento ci avrà dato fiducia, scopriremo che muoversi in montagna è come una danza libera, elegante ed armonica, perfetta unione tra la creatività della mente e la sapienza del corpo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-5136401899407138299?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/5136401899407138299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/03/la-montagna-in-7-parole-2-la-montagna-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/5136401899407138299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/5136401899407138299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/03/la-montagna-in-7-parole-2-la-montagna-e.html' title='La montagna in 7 parole - 2: la montagna è una danza'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-7608683747895205902</id><published>2011-03-16T13:49:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.316-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>6° Biblico: Giuditta, Cap. 2</title><content type='html'>&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Appunti dell'incontro Biblico con Don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;In questa puntata Giuditta frena gli anziani, chiedendo loro di non arrendersi. Ed ecco che adesso scende in campo il più “potente” degli eserciti dei figli di Abramo… Giuditta stessa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Impressionante la modalità con la quale lo scrittore di questo libro descriva Giuditta, anteponendola ad Oloferne; il più indomito e feroce dei generali di Nabuccodonosor, talmente forte che nessuno riesca a tenerli testa, Giuditta… così bella da conquistare tutti gli uomini, eserciti compresi.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ella infatti si prepara allo scontro mettendo in campo quelle che sono le sue “armi femminili”, si lava, si profuma e si pettina, indossa le vesti più belle e gioielli più sfarzosi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E ora va immaginata la scena: le porte della città assediata si aprono, e scende dall’altura verso l’accampamento nemico, in compagnia della sola ancella. Non come una vittima inerme che si vende al nemico, ma come un esule che ammette l’inevitabilità della sconfitta e chiede protezione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Tutti gli uomini dell’esercito al suo apparire sono conquistati, e la scortano in forze alla tenda di Oloferne.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Va sottolineato il rischio nel quale si è inoltrata entrando in un accampamento armato, brulicante di uomini che non  vedevano una donna da mesi. Ma nessuno di questi le fa violenza. C'è da chiedersi:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;  &lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Perché altrimenti  il racconto non finiva come sappiamo?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;O perché aveva  forza d’animo, dignità e fermezza tali da riuscire a tener testa a  chi chiunque le si parasse d’innanzi?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Da parte mia preferisco la seconda.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;A queste sottolineature va fatto riferimento agli appunti precedenti, nei quali si incarni la Giuditta la salvezza di Israele, pur essendo una samaritana, una regione considerata eretica e quasi nemica al regno di Gerusalemme.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L’incontro è continuato su disquisizioni inerenti alla bellezza, intesa come:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;Qualcosa di vitale,  cioè che fa esprimere il meglio di sé&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;Che faccia espandere  la persona che intessi e rafforzi i legami, non a inibirli&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;La definizione di  estetico: non inteso come bello nel senso moderno, ma sensoriale,  concreto, qualcosa che si esprime e percepisce.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;La donna intesa  come ”carta di identità” di un popolo.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Giovanni Galmozzi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-7608683747895205902?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/7608683747895205902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/03/6-biblico-giuditta-cap-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/7608683747895205902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/7608683747895205902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/03/6-biblico-giuditta-cap-2.html' title='6° Biblico: Giuditta, Cap. 2'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-2816685739793888267</id><published>2011-03-13T09:11:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.332-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>La montagna in 7 parole - 1: la montagna è bellezza</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Questo è il primo di una serie di sette articoli a tema "montagna", scritti da Francesco Grossi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La montagna è bellezza&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Rqq70J55Wio/TXzxm-O7FtI/AAAAAAAAAe4/AZaJiZeqorw/s1600/dscn2891.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Rqq70J55Wio/TXzxm-O7FtI/AAAAAAAAAe4/AZaJiZeqorw/s320/dscn2891.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583603289875486418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Picchi e gole, pareti a precipizio e dolci vallate boscose, maestose vette innevate e piccoli ghirigori rocciosi formano disegni mai banali, in cui l’occhio si perde perché non riesce a cogliere con un solo sguardo tutta la complessità di un panorama montano; e allora ci si ferma, senza parole, perché nemmeno il linguaggio riesce a rendere la bellezza complessa di una montagna. Ci si può solo arrendere all’evidenza: siamo di fronte a qualcosa di così bello, grande e complesso che non possiamo avere il controllo della situazione. E questa forse è l’essenza della bellezza: qualcosa talmente straordinario da trascenderci di molto, e davanti al quale possiamo solo balbettare un “è bello...”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Straordinaria è pure la ricchezza di bellezze di tipo diverso tipica della montagna: c’è chi rimane estasiato dall’imponenza di grandi cime e chi dal verde di un prato in un angolino nascosto, chi dalle sorprendenti forme della roccia lavorata dai millenni e chi dai panorami che spaziano ampi sul mondo. Si potrebbe continuare, ma di esaurire le possibilità della montagna non se ne parla: basta girare uno spigolo, salire al di sopra del prossimo colle per trovare qualcosa di nuovo, inaspettato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-2816685739793888267?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/2816685739793888267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/03/la-montagna-in-7-parole-1-la-montagna-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2816685739793888267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2816685739793888267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/03/la-montagna-in-7-parole-1-la-montagna-e.html' title='La montagna in 7 parole - 1: la montagna è bellezza'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Rqq70J55Wio/TXzxm-O7FtI/AAAAAAAAAe4/AZaJiZeqorw/s72-c/dscn2891.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-3573220078148588064</id><published>2011-02-27T11:19:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.348-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>5° Biblico: Giuditta, Cap. 1</title><content type='html'>&lt;p class="western" align="LEFT" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Appunti dell'incontro Biblico con Don Cesare Pagazzi del 14-01-11&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="LEFT" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Il libro di Giuditta è composto da 16 capitoli ed ha per protagonista una donna, il cui nome ” significa “la Giudea”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;Giuditta fa parte della tribù di Giuda anche se è una samaritana (i samaritani erano considerati eretici) in quanto abita nella città di Betùlia che si trova in Samaria. Ed è considerata la “buona samaritana” dell’Antico Testamento. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small; "&gt;Questo libro è ambientato nella seconda metà del VI sec. a.C. sotto il regno di Nabucodòsor ma è stato scritto nella seconda metà del II sec. a.C. nell’epoca maccabaica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Incontriamo Giuditta in &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Gdt 8&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; e questo è un fatto interessante perché l’autore colloca la narrazione in un contesto storico prossimo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Breve sintesi del racconto: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il re della Media, Arfacsàd, aveva fortificato la città di Ecbàtana ed il re assiro emergente, Nabucodòsor, voleva dichiarargli guerra e per questo chiese allenaze a tutte le città del Medio Oriente antico. Quest’ultime rifiutarono la richiesta del re assiro in quanto ai loro occhi era visto come un uomo qualunque.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Allora Nabucodònosor si accese di sdegno terribile e decise di scontrarsi contro i Medi per massacrarli.  Questo avvenne.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;Successivamente, il re assiro, organizzò una vendetta contro le regioni che gli avevano rifiutato l’alleanza e convocò un consiglio segreto. Essi decisero di sterminare tutti quelli che non si erano allineati con l’ordine da lui emanato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nabucodònosor, chiamò Oloferne, il generale del suo esercito e gli ordinò di iniziare la campagna di vendetta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Oloferne vinse la campagna e molti regni si sottomisero al regno di Nabucodònosor che diventò enorme.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Non contento, il re assiro, volle attaccare Gerusalemme, spostandosi dalla Galilea, per poi passare per la Samaria. Ma gli Israeliti non si sottomisero al re assiro e lottarono per mantenere la loro libertà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;A Betùlia erano in apprensione, in quanto a Oloferne si allearono Edom (antenato di Esaù, figlio di Isacco, fratello gemello di Giacobbe) e Moab (antenato del re Davide).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; Il generale di Nabucodònosor convocò un consiglio di guerra con il capo degli Ammoniti, Achiòr e quest’ultimo gli svela che quando Israele è fedele a Dio, non lo può battere mentre se è infedele a Dio lo può battere ( &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Gdt 5&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;[ &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Gdt 5&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; racchiude tutta la storia di Israele. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Principio teologico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;: il libro di Giuditta ci dice che per dare un senso alla sua storia, bisogna collocarla tra l’inizio della Bibbia (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Genesi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;) e la fine della Bibbia (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Apocalisse&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Altro esempio di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;principio teologico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; sono:  la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;lettera agli Efesini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; e la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;lettera ai Colossesi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;. Queste due popolazioni ellenistiche erano ossessionate dallo studio degli angeli. San Paolo scrive loro una lettera rispondendo che fanno bene a credere negli angeli ma bisogna avere lo sguardo panoramico anche sulle altre vicende e nella sua lettera racconta tutto il piano di Dio dalla creazione fino al suo compimento, inserendo anche gli angeli.]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Oloferne si sentì offeso da Achiòr e ordinò ai suoi servi di prenderlo, di condurlo a Betùlia per far si che venisse assalito dagli Israeliti. I servi obbedirono al loro generale. Ma al posto di essere assalito, Achiòr, venne accolto dagli Israeliti che si fecero raccontare i piani di Oloferne.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il giorno dopo, il generale di Nabucodònosor ordinò di attaccare Betùlia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Vi fu un consiglio tra Edom e Moab che dissero a Oloferne di non scendere in guerra per la pianura di Betùlia ma di occupare la sorgente che alimenta la città (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Gdt 7&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Oloferne approvò la strategia suggerita da Edom e Moab; Betùlia fu assediata e presa dalla sete.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La reazione di Betùlia all’assedio (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Gdt 7, 19 ss&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;) è l’abbattimento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Betùlia è abitata da “non credenti”, lo si capisce da:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;  &lt;li&gt;&lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Gdt 7, 25&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;: “Dio ci ha venduti”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Gdt 7, 30&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;32&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;: quando i capi  ricattano Dio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; "&gt;C’è uno specificamento all’abbattimento: piuttosto che combattere dichiaro la sconfitta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Caterina Pezzoni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-3573220078148588064?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/3573220078148588064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/02/5-biblico-giuditta-cap-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/3573220078148588064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/3573220078148588064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/02/5-biblico-giuditta-cap-1.html' title='5° Biblico: Giuditta, Cap. 1'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-7684850621364390497</id><published>2011-01-16T09:31:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.365-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>4° Biblico: Rut, Cap. 4</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Appunti dell'incontro Biblico con Don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il brano si apre con Booz che si reca alla porta della città, che nelle sacre scritture, per la funzione che aveva, ha lo stesso significato di ‘piazza del mercato: è un luogo di ritrovo per gli anziani, un ‘senato pubblico’ non regolamentato da leggi ma ugualmente presente per consuetudine. L’unica regola del ‘senato’ è la gerarchia, l’anzianità, ed è un luogo per gli uomini dabbene. Booz cerca lì il suo rivale, colui che aveva il diritto di riscatto su Rut. E tratta con lui un affare in presenza di testimoni quali erano gli anziani della comunità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il verbo ‘sedersi’ risuona per ben cinque volte soltanto i primi due versi. La frequenza con cui la parola si ripete  è analoga a quella del brano del Vangelo di Giovanni che narra della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Booz deve concludere una faccenda importante, dall’esito della disputa dipenderà la sua vita: si tratta di colei che diventerà la sua sposa, Rut la moabita. Proprio perché la questione è importante Booz sceglie la calma della fermezza. Perché sedersi proprio nel momento dell’agitazione è la sola cosa necessaria da fare. Booz non si lascia prendere dal panico o dall’agitazione, come accade anche durante il miracolo della moltiplicazione dei pani: se la reazione degli apostoli al problema grave e angosciante della mancanza di cibo nel deserto è rapida, quella di Gesù, per contro, fa appello alla calma. Di fronte alla morte che incombe l’imperativo di Gesù è quello di stare tranquilli, perché c’è del pane in abbondanza per chi è ‘seduto’.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nelle culture antiche sedersi è sinonimo di signoria (ad esempio lo scriba, che siede, era il signore della cultura). L’invito a sedersi diviene dunque segno di profondo rispetto. Sedersi è un elemento decisivo, anche e proprio all’interno di una relazione. Sedersi è anche ascoltare, permettere all’altro di raccontarsi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Booz riesce astutamente ad aggiudicarsi il diritto di riscatto, così che Rut possa essere sua moglie. La stipula del patto avviene tramite la consegna del sandalo da parte di chi rinuncia a qualcosa che gli spetta. (Questa modalità di stipulare patti è presente, nella scrittura, anche quando il Battista si dichiara indegno di sciogliere a Cristo anche solo il laccio dei sandali; Cristo infatti è il Messia e il Battista non vuole togliere a Gesù ciò che gli appartiene).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Rut dunque sposa Booz; così facendo si mostra fedele al marito, poiché gli garantisce una discendenza. La solennità del rito del levirato prepara e preannuncia la ‘grandezza’ di Rut. La fedeltà è facile nella fortuna, nelle circostanze favorevoli; Rut è stata fedele anche nella disgrazia che l’ha privata del marito, di ogni ricchezza e l’ha costretta ad andare in terra straniera, in terra nemica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La vicenda di Rut, che fa di tutto per essere fedele, fino ad umiliarsi (si ricordi la spigolatura), può essere paragonata a quella di Tamar, che generò Perez, da cui Gesù discende, da Giuda, padre del marito defunto. Tamar riesce a generare Perez camuffandosi da prostituta al fine di incontrare Giuda, la cui debolezza era la lussuria. Tamar infatti non avrebbe potuto, secondo il rito del levirato, avere figli da Giuda. Nelle vicende di Rut e Tamar viene evidenziata una caratteristica che al femminile ha dello straordinario: Rut e Tamar difendono, ad ogni costo, la vita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il concepimento di un bambino nel grembo di Rut fa di Booz il consolatore di Noemi, che si era detta ‘Mara’ perché amareggiata dal Signore.  Se Noemi credeva di aver perso ogni cosa con la perdita dei suoi figli, ecco che Dio la consola con l’arrivo di una nuova creatura, un maschio, Obed, che vale più di ‘sette figli’. Dio dà a Noemi le sette - infinite conferme che lei cercava e che non era stata capace di vedere, ottenebrata com’era dal dolore della disgrazia. Le donne, che dicono a Noemi quale sia il valore di Obed, fanno a lei una piccola critica, per non aver capito, per non aver visto l’amore di Dio nei suoi confronti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il nome scelto per il bambino è Obed, che significa servo di Jahvè. La discendenza di Cristo, destinato a morire, prende il nome di servo. Il libro successivo a quello di Rut narra di Davide, il re Davide. A questo proposito è importante la collocazione del libro, che preannuncia la crisi della monarchia e, nel trionfo del matrimonio di Rut e Booz, da cui discende Gesù, critica anche la legislazione che proibiva categoricamente i matrimoni misti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La discendenza che porta fino a Davide mostra e racchiude in sé tutte le generazioni e le vicende particolari dei singoli uomini in cui Dio, in Cristo, scelse di incarnarsi. La dinastia di Gesù è regale, grazie a Davide; è ‘nobile’, perché Cristo discende da Rut e Booz. Ma la discendenza di Gesù non è costituita solo da dai ‘grandi’ o dai ‘puri’, come testimonia la presenza di Tamar, costretta a prostituirsi per essere fedele.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Elena Esposti&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-7684850621364390497?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/7684850621364390497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/01/4-biblico-rut-cap-4.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/7684850621364390497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/7684850621364390497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2011/01/4-biblico-rut-cap-4.html' title='4° Biblico: Rut, Cap. 4'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-2212304155670899704</id><published>2010-12-24T07:17:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.383-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>4° Teologico: la SPERANZA</title><content type='html'>&lt;p style="margin-top: 0.53cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.64cm"&gt; &lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Appunti dell'incontro Teologico del 17/12/2010 con Don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La speranza è la virtù più difficile e misteriosa da trattare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Quest’ultima è legata alla fede e alla carità e di queste è la “prova del nove” (esempio: Compi pochi atti di fede e di carità domandati se hai speranza).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;La speranza è ciò che permette la buona educazione e il rispetto, è la forza (e ce ne vuole tanta) di chi non si lascia sconfiggere dalle proprie paure e dai propri pensieri cattivi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Bisogna non far decidere dalla paura e dai pensieri cattivi, ciò che è possibile e ciò che è impossibile.&lt;br /&gt;Anche Gesù davanti alla propria morte, aveva paura, lo racconta l’evangelista Marco nel suo Vangelo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;La speranza è simile all’agape, è la capacità di cercare un valore a una persona giudicata cattiva, nemica o che hai idee diverse dalle nostre ( es. Gesù e Zaccheo). Il valore cercato è il valore sperato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;La speranza è attribuita:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;all’aspettare  qualcosa;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;all’avere  fiducia;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;alla  forza che si prova sotto sforzo e che se non esercitata, la si può   perdere;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;al  miracolo (oggetto del desiderio della speranza). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Un poeta francese, Charles Péguy (1873- 1914) scrive nella poesia “Il portico del mistero della seconda virtù”:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;“Dice Dio, la fede non mi sorprende. La carità non mi sorprende. Ma la speranza, dice Dio, la speranza, sì, che mi sorprende perché gente che non avrebbe motivo di sperare, spera.”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;La parola “sorprendere” deriva dal francese e significa “prendere dall’alto”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Bisogna imparare a sorprenderci non soltanto dei bei momenti passati o dei buoni propositi che ci prefissiamo ma di quello che sta accadendo nella ferialità/ quotidianità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Inoltre abbiamo bisogno di gente che ci lascia sorprendere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Chi non ha speranza, è una persona disperata; è affaticata ed esaurita a tal punto da sembrare umile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il disperato è:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;un  terribile calcolatore;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;colui  che si tarpa le ali per qualsiasi sorpresa buona o cattiva;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;una  persona presuntuosa;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;colui  che non sa aspettare;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;colui  che dice: “Non c’è più nulla da attendere perché quello che  doveva accadere, è avvenuto”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Invece per credere bisogna saper aspettare!!! Se non mi aspetto più nulla, non mi fido di nessuno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; font-size: small; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Dio è Colui che accende in noi la speranza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il nostro Dio, è il Dio dell’impossibile, ce lo fa capire: l&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;’inizio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, l’ Annunciazione (“Allora Maria disse: “ Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio”. (Lc 1, 34-37)) e la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;fine della vita di Gesù&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; ( Abbà, Padre! Tutto è possibile a te).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h1 class="western"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Caterina Pezzoni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-2212304155670899704?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/2212304155670899704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/12/4-teologico-la-speranza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2212304155670899704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2212304155670899704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/12/4-teologico-la-speranza.html' title='4° Teologico: la SPERANZA'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-3995203298375190721</id><published>2010-12-16T06:08:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.400-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>"Dalla mia finestra - Spiragli di vita quotidiana"</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;p { margin-bottom: 0.21cm; }&lt;/style&gt;  &lt;p style="margin-left: 1.11cm; margin-top: 0.53cm; margin-bottom: 0.42cm; line-height: 0.64cm; font-family: trebuchet ms;"&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;&lt;i&gt;O falce di luna calante&lt;br /&gt;che brilli su l'acque deserte,&lt;br /&gt;o falce d'argento, qual mèsse di sogni&lt;br /&gt;ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gabriele D’Annunzio&lt;/span&gt; – O falce di luna calante)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;Con quest’ articolo voglio condividere con voi la visita che ho effettuato al “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;Vittoriale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;”, l’ultima casa dove ha vissuto Gabriele D’Annunzio, situata a Gardone Riviera.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;Mi concentrerò sulla descrizione della &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;“Prioria” &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;considerata dal poeta un vero e proprio“santuario” e “posto sacro”; è costituita da una serie di stanze quali: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;AL PRIMO PIANO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;: il Vestibolo, la Stanza del mascheraio, la Stanza della musica, la Stanza del mappamondo, la Zambracca, la Stanza della Leda, la Veranda dell’Apollino, il Bagno blu, la Stanza del lebbroso, il Corridoio della Via Crucis, il Corridoio Gamma, la Stanza delle Reliquie, la Stanza del giglio, l’Oratorio dalmata.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;- &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;AL SECONDO PIANO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;: lo Scrittoio del monco, l’Officina, il Corridoio del labirinto, la Stanza della Cheli.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;Breve descrizione di alcune stanze:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Il Vestibolo: &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;è l’ingresso della casa, alla quale si accede, dopo una cancellata in ferro battuto dorato, salendo sette gradini (il numero delle virtù e dei vizi). Prima di salire, a destra, un’edicola con l’Annunciazione a richiamare il nome del poeta, l’arcangelo Gabriele che “annunzia” la nascita di Cristo. Sul pianerottolo una colonna di pietra, alla cui base vi sono i simboli della passione, con sopra un cesto dorato colmo di melograne (simbolo di abbondanza e di prosperità). La colonna separa due stanze: a sinistra “L’Oratorio dalmata” (dove il poeta faceva entrare gli ospiti graditi) e a destra “La stanza del Mascheraio” (dove il poeta faceva entrare gli ospiti meno graditi).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;La stanza del mascheraio:&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt; come detto in precedenza era usata dal poeta come stanza d’ aspetto per gli ospiti poco graditi.  Sullo specchio una scritta si rivolge “Al Visitatore. Teco porti lo specchio di Narciso?/ Questo è piombato vetro o mascheraio./ Aggiusta le tue maschere al tuo viso/ ma pensa che sei vetro contro acciaio”. Il severo monito sembra fosse rivolto in particolar modo a Mussolini, che visitò più volte d’Annunzio al Vittoriale. Nella stanza vi sono: scaffali contenenti libri appartenuti a Heinrich Thode, un grammofono, una radio e alcuni dischi. Di particolar spicco un lampadario in vetro di Murano a forma di cornucopia.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;La stanza della musica: &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;è una stanza poco illuminata in quanto il poeta era fotofobico  e le pareti sono coperte da una stoffa di damasco rossa per rendere migliore l’acustica. Vi sono pianoforti a coda, strumenti musicali, oggetti che richiamano la mitologia (un Eros,un kouros dorato e ingioiellato, un’Afrodite, un Ermes, una Diana cacciatrice, un Centauro arciere, un Apollo musagete e una Leda amata da Zeus) e oggetti orientali (Buddha e dragoni cinesi).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stanza della Leda:  &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E’ la camera da letto, è immersa nei colori dominanti dell’oro e dell’azzurro e illuminata dalla luce della Veranda dell’Apollino. La stanza prende il nome dal gesso dorato (collocato in una nicchia accanto ad animali in argento) copia di un originale ellenistico raffigurante l’unione tra Leda e Giove, che secondo il mito, innamoratosi della bellissima principessa greca, per possederla si tramutò in cigno.Sul soffitto a travi lignee vi sono i versi tratti dalle Rime di Dante.&lt;br /&gt;Vi sono anche oggetti della cultura orientale.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bagno blu: &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;costituito da elegantissimi sanitari di color blu e dalle piastrelle di broccatello rosa di Verona del pavimento , non era utilizzato come bagno di servizio.&lt;br /&gt;D’Annunzio ebbe sempre grande cura del proprio corpo e amava i profumi. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;Il bagno è arredato con tappeti orientali, vi sono piani d’appoggio e ottocentocinquanta oggetti in uno spazio esiguo tra ceramiche, vetri, statuette, gessi, bronzi, bacili, ampolle, servizi da toilette, animali di ogni genere ed oggetti di culture ed epoche diverse.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stanza del lebbroso: &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;è stata pensata dal poeta come posto di meditazione e futura camera funeraria: lo spazio più privato e denso di simboli di tutta la casa. La camera prende il nome dal dipinto sopra il letto raffigurante San Francesco che abbraccia D’Annunzio lebbroso (il poeta si immaginava lebbroso).Accanto al letto una statua lignea di San Sebastiano trafitto. Sui pannelli del soffitto tra gli stucchi dorati con i simboli della passione di Cristo, cinque sante in volo (Santa Sibilla di Fiandra, Santa Elisabetta d’Ungheria, Santa Odila d’Alsazia, Santa Giuditta di Polonia e Santa Caterina da Siena).Ai piedi del letto vi sono tre gradini sui quali vi sono collocate due pelli di leopardo. Il letto vuole richiamare la nascita (la culla) e la morte (la bara).Anche qui vi sono riferimenti alla cultura orientale.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stanza delle reliquie: &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;era destinata ad accogliere reliquie e testimonianze di tutte le religioni. D’Annunzio era ateo ma profondamente attirato dalla spiritualità francescana e monastica, era curioso e si interessava in ugual misura alle religioni più disparate. Era un’ex stanza da musica ( ce lo fa capire la vetrata di Santa Cecilia all’organo) e da pranzo, conteneva cimeli dell’impresa di Fiume e della Prima Guerra Mondiale. Vi è appeso un arazzo fiammingo di soggetto biblico, in cui alcune figure mostrano le cinque dita di una mano, si legge il motto: “ Cinque le dita, cinque le peccata”: D’Annunzio esclude, infatti, dai sette vizi capitali, avarizia e lussuria.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;Vi sono: quarantuno antiche statue lignee policrome di santi collocate su un’alta mensola; dipinti di soggetto religioso; due veri e propri altari (la “piramide di idoli” colma di statuette orientali; e un ciborio cinquecentesco in legno dorato coperto da simboli religiosi, reliquiari settecenteschi ).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Oratorio dalmata:&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt; è la sala d’aspetto per gli ospiti graditi. Per il poeta l’amicizia era considerata “sacra”. Vi sono libri, candelabri, immagini sacre,oggetti sacri e oggetti “profani”. Sul caminetto è incisa la frase tratta dal Cantico delle Creature di San Francesco: “Lodato sia mio Signore per frate fuocho, per il quale tu alumini la nocte et ello è bello et iocundo et robustissimo et forte”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Scrittoio del monco:&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt; sull’architrave della porta di questa stanza è scolpita una mano mozzata e scuoiata, rossa di sangue, con il motto “Recisa quiescit” (“tagliata riposa”). E’ l’ingresso dello  Scrittorio del monco, studiolo adibito alla corrispondenza, D’Annunzio pensò di munirsi di un registratore per dettare le risposte senza stancarsi nella scrittura. L’ambiente è semplice, le pareti sono rivestite di scaffali contenenti libri di letteratura italiana e francese. Vi sono quattro frasi lungo le cornici superiori di Leonardo Da Vinci ( “Acciocché tu più cose possa, più ne sostieni”; “Niuna casa è si piccola che non la faccia grande un magnifico abitatore”; “Se tu vuoi che la tua casa ti paia grandissima pensa al sepolcro”; “E chi non ha sepoltura è coperto dal cielo”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Stanza della Cheli: &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;è detta anche Cenacolo dell’angelo ( “angelo dell’astinenza” si definiva Gabriele, che amava dare di sé l’immagine di un uomo mai involgarito da un’eccessiva alimentazione), prende il nome dalla tartaruga donata al poeta e morta di indigestione per aver mangiato, nello splendido giardino della Prioria, troppe tuberose.  Quest’ultima era un monito per l’invitato, non mangiare troppo o farai la fine della tartaruga.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;L’atmosfera è calda e accogliente, i colori dominanti sono il rosso, l’oro, il nero e l’azzurro. D’Annunzio quasi mai pranzava in compagnia dei suoi invitati, voleva però che la tavola fosse perennemente  e sontuosamente imbandita; di particolar pregio sono i pavoni in argento e i “piatti francescani” (sottopiatti in argento sbalzato), il gruppo bronzeo del Satiro che insegue una ninfa. Anche qui vi sono riferimenti alla cultura orientale (il Buddha magro e il Buddha grasso).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa casa, a mio parere strana ma suggestiva, rispecchia la personalità del poeta.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caterina Pezzoni&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-left: 1.25cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.64cm; font-family: trebuchet ms; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-left: 1.25cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.64cm; font-family: trebuchet ms; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-3995203298375190721?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/3995203298375190721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/12/mia-finestra-spiragli-di-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/3995203298375190721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/3995203298375190721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/12/mia-finestra-spiragli-di-vita.html' title='&amp;quot;Dalla mia finestra - Spiragli di vita quotidiana&amp;quot;'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-6184193259975473654</id><published>2010-12-08T05:55:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.418-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>3° Teologico: la CARITÀ</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Appunti dell'incontro Teologico del 26/11/2010 con Don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 13px; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;La carità (agàpe) è la capacità di scorgere le cose buone, di riconoscere un valore anche a un cattivo, a un ingiusto, a un nemico. La carità ha uno stretto rapporto con la fede, perché per scoprire un valore in una cosa che sembra non averne (carità) bisogna darle un po’ di fiducia (fede).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Nel capitolo 13 della prima lettera ai corinzi, Paolo descrive le caratteristiche della carità:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;  &lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;la carità è magnanima&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”,  cioè chi ha la carità è ospitale, con l’animo grande. Quando  guarda una persona lo fa in grande, cioè ha una visione d’insieme,  non si ferma, come fa il gretto, a un piccolo difetto ma guarda ogni  aspetto e sa trovare ciò che c’è di buono.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;è benigna la carità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”,  cioè è benevola, vuole il bene. Vede il bene solo chi lo vuole, lo  desidera, lo cerca. Se non voglio il bene del mio nemico, non vedrò  il bene che c’è in lui. “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Se anche distribuisco tutte le mie  sostanze, e se anche do il mio corpo per essere bruciato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”(cioè  muoio martire) “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;ma non ho la carità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”(cioè non voglio il  bene) “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;non mi giova nulla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;non è invidiosa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”.  Essa è il contrario dell’invidia, che è non voler vedere, vedere  il male; chi è invidioso non vede il bene.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;la carità non si vanta, non  si gonfia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”. Per vedere il bene bisogna ritirarsi, non occupare  tutto lo spazio. Anche Dio quando crea il mondo si ritira, perché  se riempisse tutto non ci sarebbe spazio per la creazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;non manca di rispetto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”,  perché rispettare vuol dire “io onoro il Dio che è in te.”  Anche “ama il tuo nemico” è inteso in quest’ottica, perché  non si sa mai chi si nasconde dietro il tuo nemico. Questo tema non  è proprio solo del cristianesimo, ed è legato a quello  dell’ospitalità: l’ospite è sacro e finché è in casa mia  gode della mia protezione e del mio rispetto perché in lui potrebbe  nascondersi un dio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;non cerca il suo interesse&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”,  chi cerca una cosa che gli interessa vede solo quella. E’ normale  che si stringano più facilmente rapporti con le persone “che ci  interessano”, ma non bisogna vedere l’altra persona solo  nell’ottica del nostro interesse.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;non si adira&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”, perché  l’ira fa occupare tutta la scena, fa gonfiare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;non tiene conto del male  ricevuto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”. La carità non nega il male ricevuto, ma non tiene  conto solo di quello, valuta la persona nella sua interezza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;non gode dell’ingiustizia,  ma si compiace della verità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”. Se non sono dispiaciuto che a  qualcuno vada storto qualcosa, è perché per me quella persona non  vale nulla, cioè non riesco a vedere ciò che di buono c’è in  lei. Questa è una reazione piuttosto comune nei confronti di chi ci  ha fatto del male, ma a volte in questi casi la carità si manifesta  anche solo nel non vendicarsi, nel non “pugnalare” l’altra  persona anche se ne avremmo l’occasione. La carità dice: tu non  meriti lo stesso trattamento che hai riservato a me (senza però  sconfinare nella superbia).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;tutto scusa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”. Non nega  il male e non lo trasforma in bene, però ammette che dietro a  questo male forse c’è qualcosa che non conosco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;tutto crede&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”. La  carità è possibile se ci si affida, la carità è un atto di fede.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;tutto spera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”. Anche  nell’uomo più cattivo, di cui proprio non si può dire nulla di  buono, la carità vede qualcosa di buono, perché magari in futuro  da lui verrà qualcosa di buono. La speranza non è da confondersi  con l’illusione, e la differenza è che l’illusione è  irrealistica, mentre la speranza è realistica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;tutto sopporta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;”, anche  il presente cattivo, il passato cattivo, la fatica di ritirarsi e di  trovare il buono in ogni cosa…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Dio è carità: Dio è magnanimo, è benigno, non è invidioso, Dio non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non sia adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità; tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Matteo Migliorini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-6184193259975473654?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/6184193259975473654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/12/3-teologico-la-carita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/6184193259975473654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/6184193259975473654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/12/3-teologico-la-carita.html' title='3° Teologico: la CARITÀ'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-1781590085943951055</id><published>2010-12-03T03:04:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.437-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>3° Biblico: Rut, Cap. 3</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Appunti dell'incontro Biblico con Don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TPjTaGqw1vI/AAAAAAAAAek/aM-4q5eY6Dc/s1600/Ruth.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TPjTaGqw1vI/AAAAAAAAAek/aM-4q5eY6Dc/s320/Ruth.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546415386526799602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Hugues Merle - Rut nei campi (1876)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="line-height: 19px; font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="line-height: 19px; font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; font-family:Verdana, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:small;"&gt;  &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Una delle caratteristiche di Rut che il brano mette in evidenza è la bontà: Rut continua ad essere consolazione e motivo di orgoglio per Noemi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;All’inizio del passo è Noemi che parla e dice a Rut: ‘&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Figlia mia, io devo assicurarti una sistemazione perché tu sia felice’. Da questa affermazione si evince quanto l’amore di Noemi per Rut sia autentico: Noemi, ormai anziana, vedova e quindi bisognosa dell’aiuto della nuora, si preoccupa, prima che di sé stessa, della felicità di Rut. Noemi sa che affinché Rut possa riscattare la sua condizione e realizzarsi ella deve prima di tutto essere libera. E Noemi la lascia libera.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;   Ogni relazione nasce dal bisogno: anche quella tra Rut e Noemi è iniziata così, con una dipendenza reciproca l’una dall’altra. Ciascuno dei soggetti tra cui si instaura la relazione è ciò di cui l’altro ha bisogno e allo stesso tempo necessita dell’altro. C’è un limite,tuttavia, tra la dipendenza dall’altro e l’egoismo. Limite sottile, che se travalicato rischia di imbrigliare la libertà di colui che si crede di amare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nel rapporto genitore-figlio c’è sempre un rapporto di interdipendenza; ed è un legame così forte che il rischio che sfoci in possessività è frequente. E’ proprio il genitore che più spesso ha difficoltà nel riconoscere la libertà al proprio figlio, il quale rappresenta da una parte la conferma del proprio successo, della capacità di generare, dall’altra la garanzia di aiuto e sostegno per un futuro che inevitabilmente cammina verso la vecchiaia. In una relazione esistono molteplici manifestazioni della negazione della libertà. C’è la possibilità del ricatto affettivo, oppure del deprezzamento delle possibilità che l’altro ricerca e che non vedono il protagonismo di chi deve affrontare, in prospettiva della stessa possibilità, la solitudine, la mancanza della persona cara. Il disprezzo per la ‘possibilità’ può assumere i connotati del ricatto che ricorre al giudizio severo, oppure della condanna morale, con un offuscamento degli intenti all’insegna della ‘giustizia’, della ‘bontà’, addirittura del ‘vangelo’ o dello stesso ‘impegno per la felicità’.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Noemi però vuole fermamente la felicità di Rut e testimonia che il bisogno è solo l’inizio di una relazione, che evolvendosi deve sfociare nel desiderio di felicità per l’altro. Noemi manifesta il suo desiderio a livello pratico, nel dettaglio. Così il grande ideale, che diventa strumento per schiavizzare, trova il proprio opposto, con fortissimo contrasto, nella concretezza più minuta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Noemi capisce che è necessaria una strategia d’azione perché Rut possa trovare felicità, tanto che spiega a Rut che cosa, concretamente, è necessario fare per farsi accogliere da Booz. ‘Lavati dunque, profumati, indossa il tuo mantello e scendi all'aia’, dice Noemi. E’ dunque necessario che Rut mostri la sua bellezza, affinché la felicità sia favorita con furbizia, non ostacolata. Così il desiderio di bene si trasforma in tattica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;   I consigli di Noemi sono degni di fiducia per Rut, che si fida dell’esperienza di una donna più anziana. Rut arriva con facilità al desiderio di bene, di realizzazione per sé. Se, tuttavia, riconosce il carattere irripetibile della propria condizione particolare, Rut si fida di Noemi perché ammette la propria carenza nella ideazione di una tattica pratica. La strategia è più sottile è più difficile rispetto all’ideale, seppure entrambi concorrano alla felicità. La saggezza di Noemi diviene necessaria e Rut, da parte sua, riesce a mantenere un equilibrio perfetto nei confronti del consiglio ricevuto, senza mai eccedere nei poli della venerazione e del sospetto scientifico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;   Preparata la tattica Rut si reca da Booz: si apre una scena estiva in cui Booz si riposa, quando ormai si fa buio, accanto al frutto del proprio lavoro. Rut arriva di notte, si corica accanto a Booz e gli scopre i piedi. Se l’atto di Rut viene interpretato a livello letterale tuttavia nelle sacre scritture la parola ‘piedi’ può indicare anche l’organo genitale maschile. L’utilizzo di questo termine è spia del tipo di relazione che si instaurerà, nel capitolo quarto, tra Booz e Rut, che si sposeranno. Anche lo ‘stendere il mantello’ ha un significato simbolico e allude al rito del levirato e del fidanzamento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E’ Rut che si reca da Booz, è Rut che si espone, è Rut che rischia. Booz è infatti un ricco possidente, lei invece una povera straniera. Ma Rut crede che valga la pena rischiare: è in gioco la felicità. La proposta di Rut viene accolta da Booz, che si complimenta con lei per le cure verso la suocera e per la scelta di un uomo più anziano. Rut è colei che coglie il valore in chi sembra non averne. Ciò che accomuna Noemi e Booz è la vecchiaia. Rut rischia la propria vita là dove la vita stessa sembra perduta, allo stesso modo di Gesù – che da Rut discende- che vede il valore nel malato, nell’indemoniato, nel povero, nel peccatore, nel morto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Rut ha capito che per trovare  il tesoro bisogna scavare. E’ una donna prestigiosa e Booz lo riconosce. Rut gode di stima anche presso i cittadini di Betlemme. E’ nel lasciarsi stimare che risiede la grandezza di Rut: dare la possibilità di credere all’esistenza di persone degne di stima è un atto di carità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;   Ormai è quasi l’alba, Rut deve tornare prima che sorga il sole. A casa trova Noemi che la tranquillizza e allo stesso tempo la incoraggia, dimostrando il valore della complementarità tra la pazienza e l’entusiasmo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Elena Esposti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-1781590085943951055?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/1781590085943951055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/12/3-biblico-rut-cap-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/1781590085943951055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/1781590085943951055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/12/3-biblico-rut-cap-3.html' title='3° Biblico: Rut, Cap. 3'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TPjTaGqw1vI/AAAAAAAAAek/aM-4q5eY6Dc/s72-c/Ruth.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-659485091581213775</id><published>2010-11-16T09:25:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.454-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>2° Teologico: la CARITÀ</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" color: rgb(51, 51, 51); font-family:Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Appunti dell'incontro Teologico del 5/11/2010 con Don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TOK_xKXpLXI/AAAAAAAAAeY/7Is4rUYEPwM/s1600/450px-Villa_reale_di_marlia%252C_laghetto%252C_statua_03_carit%25C3%25A0.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TOK_xKXpLXI/AAAAAAAAAeY/7Is4rUYEPwM/s320/450px-Villa_reale_di_marlia%252C_laghetto%252C_statua_03_carit%25C3%25A0.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5540201342937148786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; font-family:Verdana, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Villa reale di Marlia, statua della carità&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Quando parliamo di carità siamo abituati ad associare questo termine a molti e diversi concetti: per esempio pensiamo alla benevolenza, all’amore, al dono di sé agli altri, all’umiltà, alla pazienza… Non ci viene subito in mente invece l’elemosina. “Fare la carità”,infatti, è un'altra espressione che equivale a “fare l’elemosina”. Quest’ultimo concetto è molto importante ma spesso è tralasciato dalla considerazione altrui.&lt;br /&gt;Il termine “carità” è stato tradotto dall’originale greco &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;“agape&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;”. Il significato di agape viene spesso contrapposto a quello di eros: quest’ultimo pretende, è oscuro, è tellurico, mentre l’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;agape&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; dona, è mite, è paziente.  In realtà non possiamo ritenere la carità come l’opposto in tutto e per tutto dell’eros, perché quest’ultimo è anche brama di conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S. Paolo è colui che vede nell’agape una componente fondamentale dell’essere cristiano. Infatti dice: “Tutto sia fatto con &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;agape&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;”. Se un’azione, all’apparenza giusta,è fatta senza agape, risulta non giusta. Inoltre la carità definisce  Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola “ carità” ricorre moltissime volte nel Nuovo testamento, mentre non la troviamo nel greco extra biblico. Vi è il verbo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;agapao&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; , ma non agape. Infatti tale termine è stato introdotto con la traduzione della Bibbia da parte dei Settanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Doglio, biblista e teologo, analizza il processo di traduzione del verbo “agapao”.  Secondo una prima ipotesi, potrebbe derivare da una radice indoeuropea &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;“-gab”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; che allude al significato di “accogliere”, oppure dal sanscrito “dare la mano”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra teoria  è che derivi dalla radice greca &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;“-agà”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; = “molto”.&lt;br /&gt;La carità dunque è l’esperienza della ricchezza suscitata dalla sorpresa, come un ospite che rimane sorpreso dallo straniero che viene ospitato.  Non equivale semplicemente all’aiutare qualcuno perché l’altro ha bisogno, ma dato che è sorpresa per il molto, deriva dal riconoscimento del merito che nasce prima del riconoscimento del bisogno. La carità dunque equivale al dare  perché si riconosce il valore altrui,  si dà all’altro proprio perché l’altro vale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra teoria sulla parola “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;agape&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;” è che contenga  la radice indoeuropea  “-p” che allude alla protezione e alla custodia. Quindi la carità  vede nell’altro un valore, lo riconosce e quindi lo protegge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel libro 24 dell’Iliade Priamo vuole onorare il corpo del figlio Ettore, tenuto da Achille.  Priamo prega Zeus  che si commuove di fronte al suo dolore. Perciò il dio  incarica Ermes di accompagnare Priamo alla tenda di  Achille. Una volta assolto il compito, Ermes scompare perché ritiene sconveniente che un uomo veda quanto amore gli dei hanno per gli uomini. Infatti, per gli dei greci, era sconveniente interessarsi di un mortale. Il cristianesimo sconvolge questa concezione. Infatti  Dio ci dona perché ci ritiene meritevoli del dono, riconosce il nostro valore. E la grandezza dell’amore di Dio  si dimostra anche nel fatto che non siamo stati noi ad amarlo per primo. Per questo si chiamano virtù teologali: sono le forze di Dio.&lt;br /&gt;Dio dona perché è certo del valore della vita di ognuno. Anche il perdono è carità, perché Dio riconosce il nostro valore nonostante i nostri peccati. La logica della carità è quella del porgere l’altra guancia: riconoscere il valore dell’altro anche se compie del male nei nostri confronti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Cassandra Karapatakis&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-659485091581213775?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/659485091581213775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/11/2-teologico-la-carita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/659485091581213775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/659485091581213775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/11/2-teologico-la-carita.html' title='2° Teologico: la CARITÀ'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TOK_xKXpLXI/AAAAAAAAAeY/7Is4rUYEPwM/s72-c/450px-Villa_reale_di_marlia%252C_laghetto%252C_statua_03_carit%25C3%25A0.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-2055686794738441613</id><published>2010-11-08T10:36:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.470-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>“Dalla mia finestra - spiragli di vita quotidiana”</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Storia di un incontro &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con questo titolo voglio iniziare a raccontarvi alcune delle mie “avventure” che vivo nella mia quotidianità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per chi non mi conoscesse, sono una ragazza che svolge un’attività lavorativa come impiegata assieme ad altre 3 persone in una piccola azienda artigiana che si occupa di dare assistenza/vendita alle imprese ai loro impianti di pesatura, un settore particolare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Trascorro le mie 8 lavorative con la mia collega in un negozio/ufficio (una volta l’attività era adibita principalmente alla vendita, anche ora però capita raramente), io l’ho soprannominato il “tugurietto”, perché  è buio e avrebbe bisogno di una bella restaurata, nonostante questo cerchiamo di renderlo accogliente per i pochi clienti  di passaggio(soprattutto agricoltori) che vi entrano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’anno scorso ho deciso di riprendere a studiare e ho frequentato il primo anno di  Scienze religiose nell’Istituto di Scienze Religiose di Crema, Cremona e Lodi (ma quest’anno mi dedicherò soltanto nel dare esami del primo anno, perché non è facile conciliare il tutto, l’anno prossimo si vedrà, sono ancora combattuta sul da farsi).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Va bene, iniziamo la storia, l’episodio si è svolto circa un tre settimane fa, ero uscita un momento dall’ufficio per consegnare un documento in officina (ed intanto ho approfittato per cambiare aria), ho consegnato quello che dovevo consegnare e durante il breve tragitto che mi separa dall’officina al mio “tugurietto”,  mi è capitato di incontrare una signora, apparentemente come tante altre (perché mai vista in vita mia) ma in realtà non è stato così, mi ferma, mi saluta e mi chiede:” Come sta la tua nonna?” .&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questa domanda sono rimasta un po’ perplessa  e le rispondo: “Quale nonna?” (perché ne ho due, la nonna A. e la nonna E. entrambe con problemi di salute di non poco conto).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lei mi risponde: “La nonna A.”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le rispondo: “Bene” (ma nella mia risposta, lo ammetto, c’è stata un po’ di titubanza). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La gentil signora mi chiede se gliela potevo salutare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io le faccio un sorriso e le rispondo: “Va bene”.  Le chiedo il nome. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lei risponde che si chiama M. V. Lei saluta me e io lei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo questa breve ma piacevole chiacchierata, rientro in ufficio, mi chiudo a chiave (quando sono sola, mi chiudo a chiave) ed inizio ad interrogarmi su chi fosse quella signora e come mi conoscesse ma nel breve “interrogatorio” a cui mi sono sottoposta, ho riscontrato scarsi risultati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il giorno seguente mi fermo a mangiare dalla nonna E. e dal nonno N. e  domando  ad entrambi se conoscessero una certa signora M. V. Loro mi rispondono di sì e scopro che anche lei ha problemi di salute di non poco conto(nella nostra breve chiacchierata non mi è parso questo dettaglio). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chissà se un giorno la rincontrerò…&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Caterina Pezzoni&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-2055686794738441613?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/2055686794738441613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/11/dalla-mia-finestra-spiragli-di-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2055686794738441613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2055686794738441613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/11/dalla-mia-finestra-spiragli-di-vita.html' title='“Dalla mia finestra - spiragli di vita quotidiana”'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-2497352810175850037</id><published>2010-11-06T07:10:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.487-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>1° Biblico: Rut, Cap. I</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Appunti dell'incontro Biblico del 1/10/2010 con Don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TNVj2v0qwtI/AAAAAAAAAd0/tBNOQoLzZjk/s1600/rut2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 245px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TNVj2v0qwtI/AAAAAAAAAd0/tBNOQoLzZjk/s320/rut2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536441109123351250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Rut e Noemi - da una serie di vetrate nella chiesa di St Mary &amp;amp; St John in Cowley&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Il libro di Rut è uno dei Libri Storici del Vecchio Testamento – la sezione successiva al Pentateuco. I primi due libri storici sono quello di Giosuè, che racconta dell’ingresso di Israele in Terra Santa, e quello dei Giudici, che racconta Israele non ancora organizzato in uno Stato: i giudici, pertanto, sono coloro guidano il popolo. Il libro di Rut si inserisce in questo periodo storico e culturale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px; "&gt;&lt;b&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Ci sono tre ipotesi circa la datazione della sua stesura: una risale al X sec. a.c., una intorno al 500/480 a.c. ed una terza ipotesi che identifica una parte più antica, che ne rappresenta l’ossatura, ed una successiva che ne riporta i dettagli. Se così fosse questo piccolo libro avrebbe un peso molto importante: Israele aveva appena fatto ritorno dal deserto, nonché dall’esilio – periodo durante il quale si era contaminato con altri popoli – e per questo sentiva la necessità di ricostruire un’identità forte. In forza di questo bisogno le leggi cominciarono a diventare molto dure, arrivando a sfiorare l’integralismo. Un esempio: non erano ammessi matrimoni con donne cananee o babilonesi e chi in passato lo aveva fatto ora si vedeva costretto a ripudiarle. L’obiettivo era quello di purificare la razza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Scelte che vanno in questa direzione sono scelte tipiche di chi si sente debole: la legge diventa identità.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;In questo preciso periodo storico e culturale, in cui Israele non si vuole mischiare con gli stranieri, questo libro gli parla di una donna straniera, moabita, come a ricordargli le origini del grande re Davide.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Ricorda a tutti noi che, forse, il nostro desiderio di separazione dagli altri non ha senso di esiste, forse mischiarsi può portare a qualcosa di buono.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Cap.1  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Nel primo capitolo vi è sovente la ripetizione della parola Betlemme, città dove è nato Davide. Città dove è nato Gesù.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Secondo Matteo nella stirpe di Gesù, quella di Davide, c’è anche Rut.  Gesù è anche il risultato di una donna straniera. In Gesù c’è del sangue straniero.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Le prime dieci righe dicono come la vita sia più complessa delle leggi, delle norme, dei principi: chi, ad esempio, ha sposato donne straniere (in questo caso moabite) non lo ha fatto per infrangere le leggi di Israele ma perché la realtà, con i suoi percorsi, ha portato gli uomini in quella direzione, verso quelle donne.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Esistono, anche per noi, dei valori che non si discutono ma è necessario dare attenzione alla complessità della situazione, della realtà; non si può guardare solo un pezzettino di essa, quello, magari, conforme ai nostri valori … da qui la necessità di non usare i valori a nostro piacimento, secondo il nostro tornaconto. A volte siamo implacabili verso qualcuno, o verso alcuni aspetti che noi reputiamo indiscutibili, ma sappiamo essere altrettanto permissivi in altre circostanze.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Questo libro è per ricordarci dell’intransigenza quando siamo arrendevoli e  viceversa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;a class="sdfootnoteanc" name="sdfootnote1anc"&gt;&lt;sup&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="color:#00b0f0;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;b&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Noemi significa “mia consolazione, mia dolcezza” eppure la vita le porta via il marito e tutti i figli (all’epoca significava perdere tutto), per questo, di ritorno a Betlemme, chiede di essere chiamata Mara – il Signore mi ha reso amara la vita, mi ha amareggiata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Esistono vite più facile e altre più difficili, tanto che i paragoni non reggono. Ci sono vite davvero diverse.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Ci verrà chiesto conto del peso della nostra vita … e così il conto potrebbe sorprenderci … – Ci scoccia uscire dal nostro egocentrismo che ci mette sul piedistallo del dolore, che ci ripiega nell’esclusività del nostro soffrire. Ci potrebbe scocciare scendere da quella posizione, orami tanto cara. Ci scoccia essere riportati alla realtà.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;La sola presenza di chi ci sta attorno, con i suoi travagli, i piccoli o grandi drammi, possono insegnarci a leggere meglio la nostra vita, il nostro modo di viverla, di affrontarla … da qui la necessità di mettere mano alla vita, di “sporcarsi le mani” ma anche di lavarci l’anima con la loro testimonianza, lavarci le mani per poi potercele “sporcare di nuovo”&lt;sup&gt;&lt;a class="sdfootnoteanc" name="sdfootnote2anc"&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Questa donna che si sente amareggiata sa però pensare alla felicità delle nuore, le esorta a costruirsi una nuova vita (vv. 8-13). È un tratto altissimo del suo cuore … Spesso, al contrario, c’è una forma di felicità che invidia la felicità altrui, così l’uomo attira nel vortice della sua sofferenza e infelicità chi invece è felice, solo perché non sa sopportare la frustrazione e accettare le gioie altrui. A volte l’uomo fa si che tutti ruoti attorno alla sua infelicità. Noemi maestra di felicità – paradossale; eppure da Noemi possiamo imparare e gestire l’ infelicità.&lt;br /&gt;Rut, invece, significa “amica”: Rut decide di restare accanto alla suocera. Noemi ha perso tutti i legami di sangue, trova supporto in un legame elettivo, in un’amica. (A volte alcuni legami elettivi sono più forti o altrettanto forti di quelli di sangue. Una domanda che questo libro ci pone è: “Come vivo i miei legami elettivi? Ho una “famiglia affettiva” con cui mi sento a casa?...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Il v. 16 rimanda al passo dell’Esodo (cap. 3, v.4) in cui Mosè incontra Dio nel roveto ardente che gli si presenta come “Io sono colui che sono”. In realtà, il passo si potrebbe anche tradurre: io sarò colui che sarò. Allo stesso modo Rut dice a Noemi: io sarò con te, sarò tua amica e saprò esserlo perché sarò con te, in virtù del legame che tra noi si instaurerà. Come il legame fedele tra Mosè e Dio anche Rut resta fedele a Noemi. Rut, restando con Noemi, le impedisce “di piangersi addosso”, di lasciarsi morire; le mostra che qualcosa di buono c’è&lt;sup&gt;&lt;a class="sdfootnoteanc" name="sdfootnote3anc"&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;a class="sdfootnoteanc" name="sdfootnote3anc"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Nonostante il periodo che stava vivendo, anche lei vedova, decide di dare conforto e sostegno alla suocera: forse agli occhi dei più poteva non essere il momento opportuno… Rut cerca la forza per dare forza ad entrambe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Concludo con una domanda, forse anche un po’ personale: quanti momenti non opportuni ci inventiamo? …forse è proprio il momento non opportuno che rende opportuno qualche altro momento… Saper fare questo passo è una grazia... Spesso aspettiamo il momento opportuno ma potrebbe non arrivare mai…  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div id="sdfootnote1"&gt;  &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-small;"&gt;1. È  necessario fare attenzione a quello che per “natura” ci è  semplice essere: potrebbe essere decisamente più facile condannare  chi è diverso da noi; molto più difficile è condannare qualcuno  che richiama il nostro limite, pur se a malincuore.   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt; &lt;div id="sdfootnote2"&gt;  &lt;p class="sdfootnote" align="LEFT" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-small;"&gt;2. Da  un contributo di Lorenzo durante il confronto   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt; &lt;div id="sdfootnote3"&gt;  &lt;p class="sdfootnote" align="LEFT" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-small;"&gt;3. Da un contributo di Alessandra durante il confronto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Chiara Galmozzi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-2497352810175850037?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/2497352810175850037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/11/1-biblico-rut-cap-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2497352810175850037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2497352810175850037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/11/1-biblico-rut-cap-i.html' title='1° Biblico: Rut, Cap. I'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TNVj2v0qwtI/AAAAAAAAAd0/tBNOQoLzZjk/s72-c/rut2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-6055626908031780130</id><published>2010-11-02T09:27:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.505-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>2° Biblico: Rut, Cap. II</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; "&gt;&lt;b&gt;Appunti dell'incontro Biblico con Don Cesare Pagazzi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; "&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TNA-DVO0apI/AAAAAAAAAdo/Whb8nPg38b0/s1600/rut.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 267px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TNA-DVO0apI/AAAAAAAAAdo/Whb8nPg38b0/s320/rut.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534992168998169234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: normal; font-size: 12px; line-height: 18px; "&gt;&lt;div id="description_div4109555542" class="photo-desc" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.3em; display: inline !important; "&gt;&lt;p style="text-align: center; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Willem Drast (1652-80) "Ruth e Noemi", &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; line-height: normal; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: normal; line-height: 18px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;b&gt;&lt;div id="description_div4109555542" class="photo-desc" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.3em; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; line-height: normal; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: normal; line-height: 18px; "&gt;&lt;h1 id="title_div4109555542" property="dc:title" class="photo-title" style="margin-top: 12px; margin-right: 0px; margin-bottom: 12px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-weight: normal; line-height: 1.3em; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Ashmolean Museum, Oxford&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Al termine del primo capitolo, Rut giunge a Betlemme con sua suocera Noemi nel periodo della mietitura dell’orzo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nel secondo capitolo, Rut, per mantenere se stessa e la suocera, va a spigolare dietro ai mietitori in un campo, che si scoprirà poi essere di Booz, parente prossimo di Noemi. Egli ha pertanto il diritto di riscatto su Noemi, ovvero deve prendersene cura, così come Dio riscattò Israele dalla schiavitù d’Egitto. Inoltre, Booz può esercitare il levirato, un’usanza prescritta nel Deuteronomio secondo la quale, se un uomo muore senza lasciare figli, il suo parente più prossimo deve sposare la vedova e concepire con essa figli che saranno considerati a pieno titolo figli del defunto. Un’altra norma sancita nella Torah riguarda la spigolatura: al povero, all’orfano e alla vedova è riconosciuto il diritto di raccogliere ciò che viene tralasciato nella mietitura e, di controparte, i proprietari di terreni e frutteti devono avanzare, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;sprecare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Come tratto le  persone meno colte e meno intelligenti di me? Lascio un po’  indietro per il “povero di cultura”?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Booz sopraggiunge al campo dove sta avvenendo la mietitura ed è attratto dalla figura di Rut, la quale, nonostante la non più giovane età e la vedovanza, ha una presenza di spirito, e si premura che i servi non la importunino; egli giustifica quest’attenzione particolare dicendo di conoscere ciò che ella ha fatto e sta facendo per sua suocera. Booz consola Rut, come essa aveva fatto con Noemi. Si introduce qui il tema della consolazione, di cui una prima dinamica è quella che  San Paolo riporta nella II Lettera ai Corinti: racconta di essere stato consolato da Dio e di aver poi consolato. Rut, invece, consola senza essere stata prima consolata e trovandosi anch’essa in uno stato di sconforto, mostrando un’altra possibile dinamica della consolazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Come consolo? Sono tra quelli  che si nascondono dietro la propria personale desolazione e non  consolano?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Le parole con cui Booz consola Rut (Rut 2, 11) ricordano il sacramento del matrimonio, nel quale i futuri coniugi sono chiamati a lasciare la casa e la terra dei genitori e a formare una famiglia in una nuova comunità, e l’atto che Dio chiede ad Abramo di compiere (Gn 12, 1). Rut è qui presentata come una sposa generosa, senza dimenticare che essa è una straniera.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Dopo il pasto, al quale Rut era stata invitata, Booz ordina ai suoi servi di lasciar cadere volutamente qualche spiga in modo tale che ella possa raccoglierla. Booz aiuta Rut senza umiliarla: ciò che essa raccoglierà sarà frutto del suo lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Come aiuto gli  altri? Presto attenzione a non umiliarli?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;In questo capitolo, oltre alla generosità e alla capacità di consolare viste nel precedente, vengono evidenziate ulteriori qualità di Rut: è una donna &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;laboriosa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, presentata nella &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;bellezza della maturità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;capace di equilibrio tra lo sprecare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; (avanza dal suo pasto delle spighe arrostite che porta a Noemi) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;e il non sprecare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; (raccoglie “quasi un’efa di orzo”). è un equilibrio difficile, teso a far godere gli altri sia per la propria prodigalità che per la propria parsimonia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il capitolo si conclude con Noemi che percepisce il sentore dell’interesse di Booz per Rut e che incomincia ad accorgersi di essere consolata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Chiara Tanelli&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-6055626908031780130?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/6055626908031780130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/11/2-biblico-rut-cap-ii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/6055626908031780130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/6055626908031780130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/11/2-biblico-rut-cap-ii.html' title='2° Biblico: Rut, Cap. II'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TNA-DVO0apI/AAAAAAAAAdo/Whb8nPg38b0/s72-c/rut.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-6460378983291022134</id><published>2010-10-23T05:54:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.523-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>1° Teologico: la FEDE</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;b&gt;A&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;ppunti dell'incontro Teologico del 15/10/2010 con Don Cesare Pagazzi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TMLdMuQKHFI/AAAAAAAAAdc/EhmvxeYSzoc/s1600/800px-Sala_delle_Virt%C3%B9,_dei_Vizi_e_delle_Arti_07.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TMLdMuQKHFI/AAAAAAAAAdc/EhmvxeYSzoc/s320/800px-Sala_delle_Virt%C3%B9,_dei_Vizi_e_delle_Arti_07.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531226503008361554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Firenze, Palazzo Roffia. Sala delle virtù, dei vizi e delle arti&lt;/i&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;L'anno scorso, nel percorso teologico, ci siamo occupati dei vizi e li abbiamo descritti come una deficienza nel movimento a seguito di una posizione sbagliata mantenuta a lungo; quest'anno ci siamo riproposti di affrontare il tema delle virtù, assimilabili a una robustezza dell'animo che nasce e viene mantenuta a seguito di un certo esercizio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:small;"&gt;La tradizione ci consegna due tipi di virtù:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;  &lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Cardinali (da “cardine”,  elemento fondamentale, nonché perno attorno a cui può ruotare, ad  esempio, una porta): prudenza, giustizia, fortezza, temperanza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Teologali (virtù caratteristiche  di Dio): fede, speranza, carità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;La FEDE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Con un breve brainstorm abbiamo cercato di scoprire cos'era la fede per noi, raccogliendo alcune idee su come la vedevamo:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;  &lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;simile alla fiducia, come la  “stella polare” ci da un punto forte da cui partire;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;l'affidarsi senza prove,  un'anticipazione;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;legata all'accettazione del limite  (Schopenhauer);&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;“Guerra a noi stessi”  (Giussani);&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;il desiderio di qualcosa di  esterno a noi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:small;"&gt;La fede è una delle virtù teologali e per questo è caratteristica di Dio, perciò, sebbene spesso la colleghiamo al non poter sapere e al limite, non nasce come collegata ad esso: Dio infatti sceglie di affidarsi al mondo nonostante sia onnipotente; nella creazione Egli compie un atto di fede che continua a compiere nei confronti di ciascuno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Avere fede in Dio è diverso dal credere che Dio esista: il diavolo è spesso il primo a sapere che Dio c'è ed è un esperto di lui, ma questo non fa di lui un credente, avere fede vuol dire invece fidarsi di Lui e ritenerLo degno di fiducia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Essere dei buoni credenti implica inoltre di essere capaci di affidarsi nel quotidiano: non è possibile avere fede in un Dio che non vedi senza essere capace di aver fede negli uomini che ti stanno accanto, senza la fede non si può vivere: iniziare una relazione implica fiducia nell'altro, alzasi dal letto aver fiducia che la giornata ci porti del bene.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'trebuchet ms';font-size:small;"&gt;La fede è dunque&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;una dinamica fondamentale ed  elementare della vita (Noi assomigliamo a Dio perchè “potremmo  fidarci” e funzioniamo solo se ci fidiamo);&lt;/li&gt;&lt;li&gt;ritenere Dio non semplicemente  esistente, ma affidabile e questo è possibile solo se siamo in  grado di fidarci di noi stessi e degli altri.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;Alessandra Grossi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-6460378983291022134?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/6460378983291022134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/10/1-teologico-la-fede.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/6460378983291022134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/6460378983291022134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/10/1-teologico-la-fede.html' title='1° Teologico: la FEDE'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TMLdMuQKHFI/AAAAAAAAAdc/EhmvxeYSzoc/s72-c/800px-Sala_delle_Virt%C3%B9,_dei_Vizi_e_delle_Arti_07.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-4044013919042218717</id><published>2010-10-23T04:14:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.540-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>Intervista semiseria sull’Università</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Pubblichiamo questa "intervista semiseria" realizzata da Francesco Grossi per il giornalino parrocchiale "Il Colle".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TMLEADr8a3I/AAAAAAAAAdQ/5JFGgZqij8Q/s1600/Univ._British_Columbia,_4_mai_2008,_1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TMLEADr8a3I/AAAAAAAAAdQ/5JFGgZqij8Q/s320/Univ._British_Columbia,_4_mai_2008,_1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531198797633055602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Prefazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 115%; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Riconosciuto faro del giornalismo d’eccellenza, il “Colle” ha sempre mantenuto alta la qualità degli articoli che pubblica, e anche oggi prosegue sulla via tracciata con questa inchiesta giornalistica sull’Università. Argomento oscuro anche a causa delle continue riforme e controriforme, non ha però scoraggiato la nostra redazione, che ha deciso di affrontare in modo scientifico il problema: abbiamo mandando un inviato speciale a frequentare un corso universitario. Dopo quattro anni di ricerche, approfondimenti e prove sul campo il nostro inviato, il dott. Frossi, è arrivato quasi alla fine del suo percorso di laurea, e ci illustra oggi quanto ha scoperto rispondendo alle domande del nostro redattore dott. Grancesco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-family:Cambria;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La Redazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; line-height: 115%; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Buongiorno, Frossi. Allora, quattro anni di inchiesta giornalistica: come ti senti?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Un po’ stanchino, a dir la verità, caro Grancesco. Però posso dire di aver scoperto molte cose sull’università.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Non mi dire... comunque, per i nostri lettori: che università hai frequentato?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Il Politecnico di Milano, scegliendo il corso di Ingegneria Matematica, una recente aggiunta all’offerta didattica dell’ateneo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Su che basi hai scelto il corso?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ero indeciso, e alla fine ho scelto quello con il nome migliore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ottima idea! Bene, passiamo alle tue ricerche... ad esempio, chi vive all’università?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Be’, c’è una fauna molto variegata: ci sono i VO, i NO, i NMO... e questi sono solo gli studenti!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Aspetta, traduciamo per i lettori.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Giusto... allora, gli studenti del Vecchio Ordinamento sono quelli che sono entrati prima della famosa riforma del 3+2, del 1999, quella della Moratti per intenderci. Gente che ora inizia ad essere un po’ attempata, ed è in via di estinzione.. ma ce ne sono ancora diversi in giro: li distingui perché ormai non hanno più nemmeno un capello, e girano con la ventiquattrore - probabilmente studiano e lavorano. Però hanno un’aria tutta orgogliosa: loro appartengono ancora all’università “antica”, con pochi esami e belli grossi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Va bene, e poi con la riforma del ‘99?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Sono entrati quelli del Nuovo Ordinamento, quelli del 3+2: al governo hanno pensato che visto che i giovani italiani restavano in università per troppi anni, era meglio dividere in due spezzoni il percorso, un po’ come fanno in altri paesi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ha funzionato?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Insomma... il tentativo era nobile, ma a posteriori possiamo dire mal congegnato. Sono sorti diversi problemi: innanzitutto gli studenti sono rimasti sempre piuttosto lenti nel fare il percorso universitario “lungo”, tutti e 5 gli anni. La possibilità di uscire dopo tre è stata sfruttata, ma meno di quanto era stato sperato, anche perché il mondo del lavoro cominciava ad essere saturo di laureati, e dava quindi priorità ai laureati di cinque anni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Altri problemi?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-family:Cambria;"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Senza dubbio quello del moltiplicarsi degli esami: con la riforma gli atenei hanno avuto molta più libertà, e hanno spezzettato non solo i percorsi di laurea ma anche gli esami - le malelingue dicono per aumentare il numero di cattedre da assegnare. C’erano lauree triennali con più di 30 esami! Il risultato è che la preparazione è diventata molto più&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;frammentaria, i corsi brevi, tanto che gli studenti non facevano in tempo ad assorbire le materie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Poi cos’è successo?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;È arrivata la riforma Mussi, del 2004, che ha provato a mettere delle pezze alla prima riforma: ha limitato il numero degli esami, 20 alla triennale e 12 alla specialistica, tornando simile al modello antico. L’applicazione di quest’ultima riforma è avvenuta nei due anni appena trascorsi, e gli studenti che entrano ora sono quindi quelli del NuovissiMo Ordinamento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Tutto a posto allora?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Insomma... Ancora una volta buona l’iniziativa, ma l’attuazione è stata un po’ all’italiana, se passate il termine: spesso e volentieri le università si sono limitate ad appiccicare gli esamini tra di loro, inventando i cosiddetti “Corsi Integrati”, tenuti cioè da più docenti. E magari, per passare un Corso Integrato, lo studente deve passare diversi sotto-esami, per cui non cambia nulla rispetto a prima della riforma del 2004.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Possiamo già dire come esce l’università da queste riforme?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;È ancora presto in realtà: consideriamo che iniziano solo ora a laurearsi gli studenti NMO... ci vuole tempo prima di capire come funzionano le cose.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ma non c’è in ballo un’altra riforma, stavolta del ministro Gelmini?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Sì se ne è parlato parecchio ma deve ancora essere approvata in modo definitivo. Finora i cambiamenti più grandi sono stati di tipo economico, per limitare l’autonomia finanziaria degli atenei e costringerli a risparmiare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Qualche consiglio a chi si avvicina alla scelta universitaria?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Almeno due: di scegliere qualcosa che piace, ma ancora di più di scegliere pensando al lavoro. Ci sono troppi studenti che si laureano in materie molto particolari o poco collegate al mondo del lavoro, e poi non trovano un posto. Ah, e poi che non esiste una legge per cui tutti debbano andare all’università. Meglio andare a lavorare, se si fa fatica a studiare. C’è anche il caso che si guadagni di più.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 115%; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="LEFT" style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; "&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Francesco Grossi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-4044013919042218717?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/4044013919042218717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/10/intervista-semiseria-sulluniversita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/4044013919042218717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/4044013919042218717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/10/intervista-semiseria-sulluniversita.html' title='Intervista semiseria sull’Università'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TMLEADr8a3I/AAAAAAAAAdQ/5JFGgZqij8Q/s72-c/Univ._British_Columbia,_4_mai_2008,_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-4654070397788847841</id><published>2010-10-06T01:29:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.557-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attività'/><title type='text'>Nuovo anno fucino</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;All'inizio di un nuovo anno, pubblichiamo il segnalibro con il programma di massima, e invitiamo tutti al primo incontro, che si terrà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Venerdì 8 Ottobre&lt;br /&gt;ore 21.00 alla Casa della Gioventù di Lodi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://2.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TKwz38D8KOI/AAAAAAAAAdE/1AD2knnVl1U/s1600/segnaFUCI10.png"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 96px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TKwz38D8KOI/AAAAAAAAAdE/1AD2knnVl1U/s320/segnaFUCI10.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524847878985230562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TKwzySpJKkI/AAAAAAAAAc8/pxsiPAI2JBM/s1600/segnaFUCI1.png"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 96px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TKwzySpJKkI/AAAAAAAAAc8/pxsiPAI2JBM/s320/segnaFUCI1.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524847781967637058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-4654070397788847841?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/4654070397788847841/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/10/nuovo-anno-fucino.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/4654070397788847841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/4654070397788847841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/10/nuovo-anno-fucino.html' title='Nuovo anno fucino'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/TKwz38D8KOI/AAAAAAAAAdE/1AD2knnVl1U/s72-c/segnaFUCI10.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-703491856027835256</id><published>2010-09-14T06:05:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.575-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Culturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attività'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>Progettare il futuro, a partire dall’Università</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Il contributo della FUCI agli &lt;a href="http://www.statigenerali.lo.it/"&gt;Stati Generali del Lodigiano&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La sfida degli Stati Generali è di incanalare la passione per il proprio territorio e le competenze proprie di ogni cittadino per provare a progettare insieme il futuro che abiteremo nei prossimi anni. È una grande occasione, che anche la FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) di Lodi si sente di cogliere. Il nostro gruppo ospita competenze in via di maturazione nei vari campi del sapere, ma in una cosa siamo tutti esperti: la vita degli studenti, a cavallo tra le superiori e l’università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;“Proseguire con gli studi o cercare lavoro?” “A quale corso di laurea iscriversi?” È un periodo di grandi scelte, che influenzano tutta la vita, e come persone che hanno preso da poco queste decisioni, sappiamo quanto sia difficile. Le informazioni sull’università non bastano mai: si visitano i diversi atenei, si partecipa ad incontri di orientamento, si ricorre a test per farsi svelare le proprie attitudini, si chiede a chi si conosce che frequenti facoltà che interessano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Tra questi metodi, quello che probabilmente è più utile ma più difficilmente realizzabile è proprio quello di parlare con qualcuno che abbia esperienza diretta e recente del corso a cui si è interessati: l’ideale sarebbe parlare con uno studente universitario. Ecco allora che un grande aiuto per gli studenti degli ultimi anni delle superiori potrebbe essere l’istituzione di un luogo che dia la possibilità di parlare con universitari di tutte le facoltà, in modo da avere dei pareri frutto di un’esperienza ancora calda, che vadano al di là della pubblicità pro-ateneo che spesso si vede agli Open Day delle università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;In questa direzione si è speso il gruppo FUCI, che da due anni organizza l’evento “Saranno Matricole” per dare agli studenti di quarta e quinta superiore del lodigiano la possibilità di parlare con universitari delle facoltà più conosciute. Sarebbe però ideale che il territorio stesso prendesse a cuore questo bisogno, particolarmente forte dal momento che le sedi delle università sono fuori provincia e l’organizzazione di momenti di orientamento universitario è lasciata alle scuole, che non sempre possono soddisfare tutte le esigenze (a titolo d’esempio, nelle scuole di caratterizzazione scientifica è difficile trovare momenti di orientamento per l’ambito umanistico, e viceversa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Perché non organizzare dunque a livello provinciale, o almeno per grandi aree, magari attraverso una collaborazione tra le scuole e le amministrazioni territoriali, un grande evento che coinvolga tutti gli studenti dell’ultimo anno delle superiori, permettendo loro di entrare in contatto diretto con giovani universitari di ogni facoltà? A ben vedere, si tratta di investire perché il futuro del lodigiano, rappresentato dai giovani studenti, sia progettato con affinata consapevolezza e nella solidarietà tra le diverse fasce d’età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Francesco Grossi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-703491856027835256?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/703491856027835256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/09/progettare-il-futuro-partire.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/703491856027835256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/703491856027835256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/09/progettare-il-futuro-partire.html' title='Progettare il futuro, a partire dall’Università'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-723135278204512942</id><published>2010-05-27T12:09:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.599-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>5° Teologico: l'ira</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Appunti dell'incontro teologico&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;con don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S_7EtZqlTLI/AAAAAAAAAco/i-ZX78vu2N4/s1600/The_Rage_of_Achilles_by_Giovanni_Battista_Tiepolo.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 254px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S_7EtZqlTLI/AAAAAAAAAco/i-ZX78vu2N4/s320/The_Rage_of_Achilles_by_Giovanni_Battista_Tiepolo.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5476030481191750834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p style="text-align: center;margin-top: 0pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 0pt; margin-left: 0pt; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;"L'ira di Achille" affrescata da Giovanni Battista Tiepolo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;margin-top: 0pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 0pt; margin-left: 0pt; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align:  justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align:  justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Il vizio capitale trattato in quest’incontro è  l’ira.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;L’i&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;ra, nei miti classici, è stata  talvolta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; presentata non come un vizio m&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, al contrario, è stata ritenuta degna  di essere narrata. Emblema di questa ira è Achille (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;il prologo dell’Illiade recita così: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;“Cantami,  o diva, del Pelide Achille/ l’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;ira funesta &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;che infiniti addusse/ lutti agli Achei…”), eroe la cui ira è  causa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; decantata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; della morte di molti nemici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Galeno, medico  greco del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;II secolo D.C., giustificava un  comportamento iroso con l’eccessiva produzione della bile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;L’ira &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;presenta molti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;aspetti ambivalenti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Innanzi tutto, l&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;’ira è il peccato che  non si riesce a tenere nascosto: è esplosiva. Da un lato, pertanto, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;essa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; risulta &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;molto  aggressiva &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;per chi la subisce &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;e allo stesso tempo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;umiliante&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; per chi l’agisce&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, poiché l’iracondo  viene subito riconosciuto come tale. D’altra parte, questo vizio è segno  di una forte &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;energia vitale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, indica che una persona si ribella a un torto, vero o  presunto, che egli sente di aver subìto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin:  0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Inoltre, i&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;n passato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; l’ira  era considerata un sintomo del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;mancato dominio  delle passioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, in particolare dagli stoici, i  quali predicavano, invece,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; il loro completo  controllo, l’apatia. Pertanto essa andava combattuta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;La Bibbia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; presenta, però, un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Dio irato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, soprattutto nell’Antico  Testamento, e poi anche un Gesù Cristo che rovescia i tavoli dei  venditori nel Tempio (Gv, 2, 13-17). L’ira divina è un eccesso di  “pathos” in difesa di qualcuno che è stato offeso. Nel Magnificat, ad  esempio, si dice “ha rovesciato dal trono i potenti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;,  ha innalzato gli umili”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;L’ira  di Dio non ribalta &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;solo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;la  situazione, favorendo i deboli, ma permette anche agli oppre&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;ssori, ai forti, di comprendere; è un’ira “amorevole”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin:  0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Un attacco  d’ira scatta perché un’attesa che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;si &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;riteneva giusta non si è verificata oppure per un torto o  un’offesa subita. È un modo per riconquistare ciò che giustamente o a  torto è stato negato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align:  justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;L’ira è circoscritta: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;è  provocata da&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; un motivo ben preciso e te&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;rmina con la fine dell’evento scatenante&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;l contrario, l’odio è un’avversione co&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;s&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;tante, prolungata nel tempo e  immotivata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Un episodio di  ira può però nascondere delle radici più profonde. In alcuni casi l’ira  può essere una manifestazione d’invidia, altre volte può essere causata  dalla mancanza del senso della realtà: aspettative troppo alte che non  si riescono a raggiungere possono scatenare rabbia, anche contro se  stessi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;L’ira talvolta risulta necessaria perché espressione di  energia, perché può difendere un bene. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;La “pazienza irragionevole”, il  continuare ad assecondare le richieste dell’altro, l’incapacità di dire  di no e di arrabbiarsi è, alla lunga&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, causa di  rotture dei legami, soprattutto nelle relazioni più importanti e  intricate, come tra fidanzati o amici. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;In più, possiamo considerare l’ira  come un’occasione sia per chi subisce di correggersi, se effettivamente  aveva fatto un torto, sia per chi la compie, perché permette di  conoscere meglio se stesso e gli altri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Se l’ira, in virtù della sua  necessità e della circoscrizione a un episodio, può risultare un vizio  “simpatico”, bisogna però stare molto attenti e imparare a “usarla”  bene. Difatti, come detto in precedenza, essa può avere origini profonde  e, inoltre, gli effetti sono pericolosi per la persona che li subisce,  la quale può rimanerne ferita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Un continuo ricorso all’ira può  portare a fare di questa uno stile di vita, un linguaggio; un iracondo  si sente sempre in credito, scaricando sugli altri la propria rabbia, ma&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;non si rende conto del male che causa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;  text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Chiara Tanelli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-723135278204512942?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/723135278204512942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/05/5-teologico-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/723135278204512942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/723135278204512942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/05/5-teologico-l.html' title='5° Teologico: l&amp;#39;ira'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S_7EtZqlTLI/AAAAAAAAAco/i-ZX78vu2N4/s72-c/The_Rage_of_Achilles_by_Giovanni_Battista_Tiepolo.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-7854682043787238816</id><published>2010-05-23T00:07:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.626-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>5° Biblico: Qoelet</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0cm; color: #333333; text-align: justify }   P.western { font-family: "Trebuchet MS", sans-serif }  --&gt;  &lt;/style&gt;  &lt;p class="western" align="LEFT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Appunti dell'incontro teologico del 20/05/2010&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;con don Cesare Pagazzi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="LEFT"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;5° biblico: Qoèlet&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="western" align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S8Lh_zqRNyI/AAAAAAAAAcE/IuFOhAwmuco/s1600/Ecclesiastes.png"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S8Lh_zqRNyI/AAAAAAAAAcE/IuFOhAwmuco/s400/Ecclesiastes.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459174184641967906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="western"&gt;&lt;a name="_Hlk262309553"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="_Hlk262309554"&gt;&lt;/a&gt; Questa sera viene trattato il capitolo 12, l’ultimo (vengono saltati alcuni capitoli dove venivano descritti i diversi stati d’animo con andamento altalenante del “Saggio”) e si scopre che Qoèlet aveva dedicato il suo libro ai &lt;u&gt;giovani&lt;/u&gt; e a quest’ultimi intima di ricordarsi del Dio Creatore non soltanto nella vecchiaia ma anche nella giovinezza ( &lt;b&gt;Qo 12, 1&lt;/b&gt;: “Ricordati del tuo creatore / nei giorni della tua giovinezza, /prima che vengano i giorni tristi / e giungano gli anni di cui dovrai dire: “ Non ci provo alcun gusto”) .&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;In &lt;b&gt;Qo 12, 2- 2&lt;/b&gt;: “prima che si oscurino il sole, / la luce, la luna e le stelle…” &lt;span style="font-family:Wingdings;"&gt;&lt;span lang=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;viene presentato il cosmo che sembra perdere il suo valore, è l’esperienza tipica di chi si sente vicino alla morte.  &lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;In questo caso l’anziano è più discreto del giovane, non si “ritrova” nel mondo che lo circonda, attende il sereno dopo la pioggia, arriva uno spiraglio di sole (si sente felice) ma poi ecco scrosciare ancora la pioggia (ricompare la tristezza).&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;In parallelo viene citato il brano complesso di &lt;b&gt;Mc 13&lt;/b&gt; dove vengono descritti gli ultimi tempi e la venuta del Figlio dell’uomo.&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;Nei versetti successivi ( &lt;b&gt;Qo 12, 3-8&lt;/b&gt;) viene presentata un’immagine triste, cupa, di silenzio, di solitudine, di depressione.&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;Sembra che all’anziano &lt;u&gt;la minima cosa fa paura &lt;/u&gt;( “ quando si avrà paura delle alture”&lt;span style="font-family:Wingdings;"&gt;&lt;span lang=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; in questo caso il termine “alture” indica il posto dove venivano posti i pani sacri per propiziare le  divinità pagane), &lt;u&gt;il suo corpo è inerte&lt;/u&gt;, &lt;u&gt;avvizzito non ha più ardore, virilità &lt;/u&gt;anche quando ritorna la primavera ( “quando fiorirà il mandorlo”) e nessun afrodisiaco ha effetto su di lui (“e il cappero non avrà più effetto”&lt;span lang=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Wingdings;"&gt;&lt;span lang=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang=""&gt; il cappero era usato come afrodisiaco&lt;/span&gt;). &lt;u&gt;Su di lui si accinge a venire la morte&lt;/u&gt; ( “e ritorni la polvere alla terra, com’era prima, / e il soffio vitale torni a Dio, che lo ha dato./ Vanità delle vanità, dice Qoèlet, tutto è vanità.”).&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;b&gt;Epilogo&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;Qo 12, 9-14&lt;/b&gt;) viene visto come &lt;u&gt;nota editoriale&lt;/u&gt; del “Saggio”, è una post-fazione.  &lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;Il “re” lascia al lettore dei consigli:  &lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western"&gt;di leggere il suo libro;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western"&gt;di fidarsi di Dio ( “Temi Dio e osserva i  suoi comandamenti, perché qui sta tutto l’uomo”);&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western"&gt;di non cercare troppe cose perché portano  all’indecisione (“Ancora un avvertimento, figlio mio: non si  finisce mai di scrivere libri e il molto studio affatica il corpo”).   &lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p class="western"&gt;Qoèlet usa parole oneste, veritiere (fanno male ma ti permettono di correggerti e camminare sulla retta via&lt;span style="font-family:Wingdings;"&gt;&lt;span lang=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; “Le parole dei saggi sono come pungoli”) e piacevoli (le parole sono stabili&lt;span style="font-family:Wingdings;"&gt;&lt;span lang=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; “e come chiodi piantati”).  &lt;/p&gt;  &lt;p class="western"&gt;Il libro di Qoèlet si trova nel mezzo della Bibbia perché ha come propulsione il &lt;b&gt;pensiero della morte&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="western"&gt;Di due cose l’uomo/ la donna devono essere certi: si &lt;b&gt;nasce&lt;/b&gt; e si &lt;b&gt;muore&lt;/b&gt;, non si è infiniti / eterni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="western"&gt;La morte è un’esperienza unica, drammatica e irripetibile ci dice che la vita è &lt;b&gt;esterna&lt;/b&gt;, non è fatta da mani d’uomo ma ti viene donata da Dio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="western"&gt;A volte non si riesce a vivere bene perché non si parla, non si pensa alla morte in quanto la si considera una parte negativa. Invece il &lt;b&gt;Sal 90&lt;/b&gt; ( “Insegnaci a contare i nostri giorni/ e acquisiremo un cuore saggio.”) ci istruisce che bisogna fare i conti anche con questo lato meno felice della vita, in quanto gli anni che trascorrono sono contati, contabili e limitati.  &lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;Pensare alla morte da un’occasione reale di godere della vita, togliendo “pesi” inutili (un atleta con lo zaino non corre agilmente come uno che è senza).&lt;/p&gt;  &lt;p class="western"&gt;Un individuo invece che si dimentica che dovrà morire e che dice che non deve rendere niente ha mania di &lt;u&gt;onnipotenza&lt;/u&gt;. Nell’incontro viene posta l’analogia con il &lt;u&gt;vizioso&lt;/u&gt; che non sa contare i suoi giorni e l’&lt;u&gt;indeciso&lt;/u&gt; che è convinto di avere un’infinità di anni da vivere.&lt;/p&gt;  &lt;p class="western"&gt;La &lt;b&gt;bipolarità della morte&lt;/b&gt;: nell’esperienza della morte di una persona cara ti accorgi che ti viene a mancare un tassello fondamentale del “puzzle” della tua vita,  in quanto quella persona la consideravi un elemento portante. Questo ti fa capire che quella persona cara non è sostituibile con un’altra in quanto era un pezzo unico così come lo sei tu. &lt;u&gt;Tu sei un capolavoro, un “masterpiece”.&lt;/u&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;Attenzione!!! La ricerca dell’unicità dell’individuo porta all’eccentrismo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="western"&gt;Ultimamente il cristianesimo viene visto come religione del “wellness”, del benessere, sembra che nei momenti critici che la vita ci propina, la nostra religione abbia effetti terapeutici ma in realtà non è così, questa non è la religione descritta nella Bibbia così si rischia di avere un’immagine distorta della realtà.&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="western"&gt;&lt;b&gt;Per ridere un po’&lt;/b&gt;: nel dialetto lodigiano ci sono due detti riguardanti la vecchiaia:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Quand  el còrp el se frusta, l’anima la se giusta”. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Significato: Quando il corpo invecchia, l'anima si ravvede. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“ &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Quand  el &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;cül el  diventa pàs, el turnà in céŝa a setàs”.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="western"&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: right;" class="western"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: right;" class="western"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Caterina Pezzoni&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-7854682043787238816?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/7854682043787238816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/05/5-biblico-qoelet.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/7854682043787238816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/7854682043787238816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/05/5-biblico-qoelet.html' title='5° Biblico: Qoelet'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S8Lh_zqRNyI/AAAAAAAAAcE/IuFOhAwmuco/s72-c/Ecclesiastes.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-6209419440317685279</id><published>2010-05-11T09:42:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.657-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>4° Teologico: L'accidia, disaffezione che mangia la vita</title><content type='html'>&lt;b style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Appunti dell'incontro teologico&lt;br /&gt;con don Cesare Pagazzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S-mJk8fEyrI/AAAAAAAAAcc/0hnwE5A3fsM/s1600/464px-D%C3%BCrer_Melancholia_I.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 248px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S-mJk8fEyrI/AAAAAAAAAcc/0hnwE5A3fsM/s320/464px-D%C3%BCrer_Melancholia_I.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470054490222938802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;"Melancholia" di Dürer&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;L'accidia, disaffezione che  mangia la vita&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;L'accidia è un  vizio che a prima vista appare innocuo, quasi simpatico, che fa  sorridere, ma che in realtà è tra i più pericolosi. Non a caso nei  secoli gli insegnamenti sapienziali (vedi i libri sapienziali nella  Bibbia) e la letteratura (vedi Dante) si sono fortemente scagliati  contro questo peccato, che molto frequentemente è solo il cavallo di  troia per invischiarsi in mali peggiori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Un classico esempio è dato  dall'episodio di Davide e Betsabea, che inizia così: "al tempo in cui i  re vanno in guerra", Davide manda l'esercito a combattere ma rimane a  casa. Questo comportamento pigro è innanzitutto una violazione del ruolo  del re, che era anche capo militare, ma è anche causa scatenante di un  dramma: Davide, annoiato, posa gli occhi su Betsabea, moglie di un suo  generale che è al fronte a combattere, la desidera, la prende per sé e  la rimanda a casa; naturalmente, lei rimane incinta. Il rischio è quindi  che la donna, accusata di adulterio, sveli chi ha compiuto il misfatto,  condannando Davide stesso; egli allora richiama il marito dal fronte  per fare in modo che, avendo passato un periodo a casa, non ci siano  dubbi circa la paternità del nascituro, ma il retto guerriero Urìa,  ligio alle leggi, rifiuta di andare con la moglie in tempo di guerra. A  Davide non resta che un estremo gesto, l'assassinio a distanza del suo  fedele guerriero, così da poter sposare Betsabea legalmente. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Questo è  il meccanismo dell'accidia, che irretisce con uno stato di  non-interesse per niente, e fa' in modo che uno voglia essere&lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: trebuchet ms;"&gt; da  un'altra parte&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;, a fare altro: questo scatena la noia, che invita a  riempire il tempo con qualsiasi cosa - e qui entra in gioco il peccato  successivo, che sembra venire a "liberare dalla noia", e supera le  nostre barriere morali più facilmente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La pigrizia s'ammanta di una  tristezza soffusa, malinconica, ben diversa dalla contrizione del  pentimento: ci si disaffeziona da tutto, non si prova interesse per  niente, si rimandano o evitano le scelte, che comportano un certo  ingaggio, giustificandosi con il classico "tanto è inutile". Questa  mancanza di passione è in realtà sinonimo di mancanza di fede, che è  speranza, fiducia, passione travolgente, e come tale viene denunciata  fortemente dal Gesù dell'Apocalisse, che annuncia che i tiepidi e gli  indecisi verranno vomitati da Dio - simile durezza appare anche in  Dante, che agli ignavi toglie anche l'appartenenza all'inferno: non li  vuole nessuno perché "mai furon vivi".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;A conferma della spesso vera  equivalenza degli opposti, è da notare che accidioso non è solo chi non  vuole far niente, ma anche chi vuole fare tutto, non accontentandosi mai  di niente e passando da un'esperienza all'altra, senza un senso, una  direzione: anche questo tipo di comportamento equivale al non scegliere,  non schierarsi, non appassionarsi, e si finisce con il rimpiazzare le  relazioni con mille sensazioni ed esperienze che alla fine lasciano  vuoti, esausti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Tra i rimedi contro l'accidia ricordiamo la volontà e  la temperanza. La prima è necessaria per vincere la disaffezione e la  stanchezza malinconica: ci si dà una regola per agire anche quando non  se ne ha voglia (quante volte ad esempio la preghiera si fa faticosa, e  occorre &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: trebuchet ms;"&gt;decidere di pregare&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;); la seconda è la sobrietà di vita  che, rinunciando a divorare tutto, a ingollare la vita senza sentirne il  sapore, permette di gustare sapientemente, e per questo appassionarsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Francesco  Grossi&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-6209419440317685279?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/6209419440317685279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/05/4-teologico-l-disaffezione-che-mangia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/6209419440317685279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/6209419440317685279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/05/4-teologico-l-disaffezione-che-mangia.html' title='4° Teologico: L&amp;#39;accidia, disaffezione che mangia la vita'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S-mJk8fEyrI/AAAAAAAAAcc/0hnwE5A3fsM/s72-c/464px-D%C3%BCrer_Melancholia_I.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-2396212217319307444</id><published>2010-05-03T10:15:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.675-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Culturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attività'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>Un'economia per l'Uomo: tesi congressuali</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;60° Congresso Nazionale FUCI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Piacenza, 22 – 25 aprile 2010&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;TESI CONGRESSUALI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un’economia per l’uomo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Siamo in crisi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Stiamo vivendo la più grave e pericolosa crisi economico-finanziaria dopo quella del 1929, sia per estensione che per intensità. L’impatto sui lavoratori e sulle famiglie è assai rilevante, e si farà sentire ancora: perciò va affrontato seriamente. I motivi scatenanti della crisi vanno ricondotti soprattutto ad uno sviluppo eccessivamente basato sul debito e svincolatosi progressivamente dalle regole: una crescita effimera, senza fondamenta né basi solide su cui poggiare, non più legata all’economia reale né disciplinata da una qualche forma di etica. È stata privilegiata una forma di veduta corta, non corroborata da una progettualità di lungo periodo. La responsabilità degli attori economici ha lasciato spazio alla speculazione, al guadagno facile, all’arricchimento fraudolento, spesso mascherati da un’efficienza “di comodo” del mercato. Dietro alla crisi economica, dunque, si leggono i segni di una crisi etica e culturale, che riguarda le dinamiche profonde della nostra società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Oltre l’homo oeconomicus&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La crisi dell’attuale assetto economico dimostra il fallimento dell’antropologia che ne sta alla base. Ciò che doveva essere uno strumento – la proprietà, la ricchezza, la finanza – è divenuto principio e fine degli sforzi, misura unica e indiscussa delle azioni. Ecco l’homo oeconomicus, che ha fame solo di denaro e mira solo alla massimizzazione del proprio personale profitto. Ma dietro la brama di accumulare e di possedere non sta forse un vuoto di relazioni autentiche, la mancanza di una condivisione gioiosa, la paura di un futuro incerto? La povertà spirituale del mondo avanzato è l’altra faccia della medaglia delle scandalose ingiustizie che attanagliano il terzo e il quarto mondo.&lt;br /&gt;Tornare ad interrogarsi sulla legittima aspettativa di felicità di chi vive nell’uno come nell’altro, significa porre la questione della qualità del nostro vivere, del rispetto che nelle nostre attività, nei nostri investimenti e nei nostri consumi abbiamo di noi stessi e degli altri.&lt;br /&gt;                                            &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Custodi di un dono&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bisogna pertanto ripensare l’economia, le sue regole, i suoi limiti, i suoi strumenti. Ripartire dalla persona deve essere la parola d’ordine. Persona è innanzi tutto relazionalità: ripartire da essa, quindi, significa superare l’isolamento individualistico e aprire la possibilità di un incontro autentico con gli altri, con il creato e con la Trascendenza. Il libro della Genesi (2,15) recita: «Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse». L'uomo è stato fatto per la felicità: il giardino simboleggia la condizione di armonia nella quale è posto l’uomo se rispetta il proprio limite e riconosce Dio come fondamento del proprio vivere, trattando la terra come dono da custodire e di cui avere cura. L’uomo ha il diritto-dovere di essere custode del creato, favorendone la crescita senza però distruggerlo o alienarlo.&lt;br /&gt;Custodire allora diventa sinonimo di salvaguardare, senza svuotare di ricchezza e di senso ciò che è stato ricevuto in dono. L’uomo è libero, ma la sua libertà è anche vocazione alla responsabilità: gli è chiesto perciò di conoscere, amare e vivere il creato che gli è stato affidato. È una questione di giustizia intergenerazionale: dobbiamo «avvertire come dovere gravissimo quello di consegnare la terra alle nuove generazioni in uno stato tale che anch’esse possano degnamente abitarla e ulteriormente coltivarla» (CV n° 50).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Etica nell’economia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se ci lasciamo orientare da questa prospettiva, emerge la pressante esigenza di recuperare anche nell’attività economica parole come fiducia, rispetto delle regole e solidarietà. «L’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento; non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona» (CV n° 45). L’etica non è soltanto un correttivo di alcuni aspetti dell’economia: essa deve assicurare un apporto decisivo e strutturale. Ogni rapporto personale ed economico, qualunque esso sia, ha infatti una ricaduta nell’ambito sociale. Le imprese vanno quindi incoraggiate ad allargare lo sguardo e a passare da una “responsabilità limitata” ad  una “responsabilità sociale”, dove al centro ci siano anche gli interessi e i bisogni dei lavoratori. Un’economia di mercato innervata dei concetti di dono e di gratuità può trasformarsi nel tempo in una dirompente realtà. Un’economia di mercato pluralistica e regolata, al servizio dell’uomo e della sua dignità, è pertanto indispensabile per uscire dall’attuale situazione di crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nuovi stili di vita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Umanizzare l’economia è un compito arduo: ma se è vero che non basta un singolo elemento per modificare il sistema in cui è inserito, è anche vero che un micro-sistema, inteso come porzione seppur piccola del macro-sistema d'origine, può invece portare germi di cambiamento. Perciò, va superata la dicotomia tra individuo e Stato: bisogna piuttosto puntare sui corpi intermedi della società civile, su tutto ciò che si trova nel mezzo tra l’isolamento del singolo ed il conformismo della massa, e che può aggregare le persone in vista del bene comune. Solo se le persone non sono da sole possono maturare nuovi stili di vita, con soluzioni alternative e creative, ispirate da un’etica della relazione, tradotte in atteggiamenti di sobrietà, coerenza e responsabilità. La finanza etica, il consumo critico, le energie a basso impatto ambientale, il software libero rappresentano alcuni scenari di un possibile impegno personale e comunitario. In questo senso, le varie forme aggregative ed associative sono sempre più chiamate a “fare rete”, facendo convergere esperienze e competenze diverse verso obiettivi comuni. Per sostenere questo impegno, sentiamo come particolarmente urgente l’esigenza di un nuovo slancio nel compito educativo, essendo la formazione di una coscienza critica il presupposto fondante di ogni opzione etica. Tra le scelte che come giovani siamo chiamati a compiere, quella della professione è sicuramente una delle più significative, poiché il lavoro deve poter essere l’ambito in cui la persona trova la sua piena dignità e realizzazione. È necessario che l’eticità del cittadino e la giustizia delle istituzioni siano complementari: chiediamo perciò alla politica a tutti i livelli – locale, nazionale e sovranazionale – di creare una cornice in cui tali scelte siano effettivamente realizzabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ridare speranza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La crisi, nonostante tutto, non è senza via d’uscita. Questa non risiede soltanto nelle ricette economiche: l’alternativa al vuoto e alla paura, è la fiducia nell’uomo, che genera speranza. L’uomo è il vero capitale su cui investire, essendo «l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale» (GS n° 63). È a partire da esso, e dalla sua capacità di intessere relazioni positive e significative con i suoi simili, che si può ricostituire una dinamica di sviluppo autentico. Dobbiamo combattere la tentazione della rassegnazione, che ci colpisce quando ci sentiamo impotenti, spettatori inermi di eventi più grandi di noi. Bisogna saper assumere il coraggio della speranza, che rende capaci di affrontare ostacoli e difficoltà. Se ogni uomo è pronto a rivedere le proprie scelte di vita alla luce della fraternità e del bene comune, della sobrietà e della condivisione, possiamo costruire un futuro più umano. Noi cristiani sappiamo che tale speranza non è vana, perché la possibilità di questa nuova umanità è già stata inaugurata dall’amore di Dio manifestato in Gesù Cristo. «Solo se pensiamo di essere chiamati in quanto singoli e in quanto comunità a far parte della famiglia di Dio come suoi figli, saremo anche capaci di produrre un nuovo pensiero e di esprimere nuove energie a servizio di un vero umanesimo integrale» (CV n° 78).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-2396212217319307444?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/2396212217319307444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/05/un-per-l-tesi-congressuali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2396212217319307444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2396212217319307444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/05/un-per-l-tesi-congressuali.html' title='Un&amp;#39;economia per l&amp;#39;Uomo: tesi congressuali'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-1981594152858688802</id><published>2010-04-16T10:16:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.691-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Culturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>"L'altra via" economica di Francesco Gesualdi</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;"L'altra via" economica di Francesco Gesualdi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Tante sono le proposte per un'economia diversa, più sostenibile. Il Centro Nuovi Modelli di Sviluppo, nel libretto "L'altra via" di Francesco Gesualdi, fornisce un'analisi lucida della situazione attuale e una proposta di società solidale verso cui tendere. Si propone qui una sintesi della proposta, che può essere approfondita nella pubblicazione, &lt;a href="http://www.cnms.it/sites/default/files/altravia_0.pdf"&gt;scaricabile gratuitamente&lt;/a&gt; dal sito www.cnms.it.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S8ifDwYOfyI/AAAAAAAAAcQ/yaYTNJSrBQM/s1600/altra_via.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 165px; height: 233px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S8ifDwYOfyI/AAAAAAAAAcQ/yaYTNJSrBQM/s320/altra_via.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460789435061665570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo le più recenti stime del WWF (1), il bilancio ecologico del pianeta Terra è in rosso di circa il 30%, ovvero ogni anno viene consumato più di quanto l'ecosistema globale non riesca a produrre. Anche tralasciando problemi futuri, come il riscaldamento globale, ci accorgiamo facilmente di quelli che già ci sono: aria e acqua iniziano a essere un po' troppo inquinate, con i conseguenti danni alla salute e alla produzione alimentare; le risorse energetiche iniziano ad essere considerate bene scarso, e per questo più costoso; l'enorme quantità di rifiuti prodotti diventa un fardello sempre più scomodo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Grandi problemi, che vengono solo aggravati di anno in anno grazie al modo in cui la nostra società genera ricchezza: la crescita economica. "Più prodotti" significa "più posti di lavoro e più stipendio", questo è il ragionamento che si fa. Questo meccanismo di produzione sempre crescente di ricchezza non fa che aggravare i già pesanti problemi ambientali. Anche mettendo in conto l'ottimo progresso tecnologico, che rende più efficienti azioni e prodotti, là dove c'è crescita economica ogni anno si creano più prodotti e più rifiuti e si consuma più energia rispetto a quello precedente (3). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Se il problema sembra già grande così, dobbiamo però ricordarci che la maggior parte dell'umanità ha un altro genere di guai non meno urgente, ad esempio riuscire a mettere in corpo le calorie necessarie per vivere. Oggi nel mondo qualcosa come due miliardi e mezzo di persone vivono con al più 2 dollari al giorno (4). Anche questa gente ha però diritto all'acqua potabile, a cibo adeguato, a cure sanitarie, istruzione, una casa. È gente che cercherà di arrivare a vivere con le stesse possibilità che ha ora il mondo occidentale, e questo processo può diventare esplosivo se viene ostacolato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;C'è stato un tempo in cui si pensava che in un mondo giusto tutta la popolazione mondiale avrebbe goduto del tenore di vita dell'occidente; oggi un pensiero del genere non ha più senso, visti i già grandi problemi che la pur ridotta popolazione ricca riesce a creare: se gli attuali 6 miliardi di individui dovessero vivere con lo stile di vita statunitense, occorrerebbero 5 pianeti Terra per supportarne i consumi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Cosa fare allora?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Una risposta subito applicabile per i paesi ricchi è la riduzione dei consumi: una ribellione al sistema, che vede le persone come semplici consumatori. Diminuire i consumi per raggiungere un livello sostenibile, a cui tutta la popolazione globale possa vivere senza prosciugare il pianeta. Incidentalmente, meno consumi significa meno necessità di lavorare, e quindi più tempo per le relazioni e per il vivere la società. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Certo, una riduzione dei consumi significa anche &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;recessione&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, parola che fa preoccupare i giornali e gli economisti, e rabbuia la giornata della gente che teme per il posto di lavoro.&lt;br /&gt;La soluzione proposta dal Centro Nuovi Modelli di Sviluppo (2) è l'"economia delle tre casette", o principi: il fai da te, la solidarietà collettiva, il mercato, pilastri su cui poggiare l'economia nel senso più ampio del termine.&lt;br /&gt;La prima "casetta" suggerisce di ampliare il più possibile gli interventi in autonomia, in contrasto con la tendenza attuale di lasciare a chi ne ha la competenza tutti i tipi di lavori: l'idea è quella che, se per molte cose è davvero necessaria competenza (es. riparare un computer), molte altre sono gestibili in autonomia (es. pitturare la casa, cucinare). Il fai da te consente di risparmiare, e tipicamente promuove sobrietà, ecocompatibilità, libertà.&lt;br /&gt;La seconda casetta è quella dello spazio pubblico, solidale: per Francesco Gesualdi occorre rivedere il modo di concepire i servizi statali, in modo da poter garantire a tutti il soddisfacimento dei bisogni fondamentali, come acqua, salute, istruzione, casa, indipendentemente dalle possibilità economiche del singolo. Per questo occorrerebbe saper distinguere tra bisogni fondamentali, e desideri: mentre i secondi potrebbero essere gestiti dal mercato, la terza casetta, i primi dovrebbero essere erogati dallo stato. Naturalmente questa forte spinta sociale andrebbe adeguatamente sostenuta economicamente - già ora le finanze pubbliche sono traballanti - dalla cittadinanza: un'ipotesi è quella di aumentare la partecipazione collettiva al mantenimento del bene pubblico, ad esempio tramite volontariato, servizio civile, tempo donato alla collettività.&lt;br /&gt;È da notare che per essere realizzate le proposte fatte dal Centro Nuovi Modelli di Sviluppo richiedono che ci sia un forte intervento della politica e un cambiamento della mentalità individualista oggi imperante: occorrerebbe rivedere completamente il nostro modo di rapportarci con la collettività, per passare da utenti di servizi a protagonisti attivi nella società (5).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Che queste proposte siano realizzate o meno, dobbiamo comunque renderci conto che lo status quo sarà difficilmente mantenibile, e che anche continuando sull'attuale binario della crescita a tutti i costi le prospettive per i paesi occidentali non sono rosee: nel villaggio globale governato dal mercato ciò che conta è il profitto, per cui è scontato ad esempio che le aziende spostino le attività produttive nei paesi più poveri, dove il costo del lavoro è basso - e a quel punto le opportunità di impiego si sposteranno nelle aree povere; oppure sarà la crisi energetica ed ambientale a sferrare un duro colpo alle indebitate economie occidentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Francesco Grossi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) Rapporto &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Living Planet&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, 2008.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;(2) Vedi ad esempio il Bilancio Economico Nazionale dell'Italia degli ultimi 10 anni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;(3) Su www.cnms.it è possibile scaricare "L'altra via" di Francesco Gesualdi, per un approfondimento sull'argomento.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;(4) Fonte: World Bank, www.worldbank.org&lt;br /&gt;(5) Un bell'esempio in questo senso è Wikipedia, l'enciclopedia online, che è creata e modificata dagli utenti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-1981594152858688802?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/1981594152858688802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/04/via-economica-di-francesco-gesualdi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/1981594152858688802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/1981594152858688802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/04/via-economica-di-francesco-gesualdi.html' title='&amp;quot;L&amp;#39;altra via&amp;quot; economica di Francesco Gesualdi'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S8ifDwYOfyI/AAAAAAAAAcQ/yaYTNJSrBQM/s72-c/altra_via.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-6672745558888195021</id><published>2010-04-12T02:01:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.715-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>4° Biblico: Qoelet</title><content type='html'>&lt;div style="margin: 1ex;"&gt;&lt;div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Appunti dell'incontro del 9/04/2010&lt;br /&gt;con don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S8Lh_zqRNyI/AAAAAAAAAcE/IuFOhAwmuco/s1600/Ecclesiastes.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S8Lh_zqRNyI/AAAAAAAAAcE/IuFOhAwmuco/s400/Ecclesiastes.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459174184641967906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Nei &lt;a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PK5.HTM"&gt;capitoli 5,6 e 7&lt;/a&gt; non c’è più un ragionamento serrato, ma viene presentato un collage di massime sapienziali che o elabora lui stesso o recupera da altri libri sapienziali.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;5,1-6&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;C’è un discorso generale sull’uso della bocca e della parola, in particolare ci si concentra sulla parola rivolta a Dio, sia essa una preghiera, un voto, una promessa.  Il consiglio generale è quello di usare poche parole; usare tante parole può alludere a una scarsa o irrealistica interiorità. Quando una parola sa di interiorità, è sempre una parola faticosa: la mia interiorità è qualcosa di unico, per cui fino a un certo punto le parole universali servono, ma quando raggiungo la parola che è soltanto mia, le parole mancano. Per il sapiente, una persona che usa molte parole, usa solo parole universali; non arriva mai al livello della parola sua perché quella ha la caratteristica di essere faticosa, solitaria. Perché le parole sappiano della nostra interiorità, dobbiamo avere la pazienza di stare con noi stessi.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;6,1-6&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Viene descritto un male molto pesante e molto diffuso, che si può ritrovare anche nella parabola dei talenti: il male di chi ha dei beni, e non ne gode. Dio ha riempito ciascuno di noi di beni, e noi non ne godiamo. Non riuscire a godere della vita è il peccato/male tra i più diffusi; per questo l’umanità è disperata e non ha più fede.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Paolo VI, come descritto nel &lt;a href="http://web.infinito.it/utenti/i/interface/Pensiero.html"&gt;"Pensiero alla Morte"&lt;/a&gt;&lt;pensiero&gt;, riesce ad attraversare il passaggio della morte perché è molto legato al mondo “di là” ed è legatissimo al mondo “di qua”: chi gode del mondo riesce a staccarsene perché ha preso dal mondo tutte le possibilità che il mondo gli ha dato di sperare; il non godere delle cose che Dio ci ha dato non è soltanto uno spreco di opportunità , ma è uno spreco della possibilità di continuare a sperare, quindi di vivere, di decidere, di scegliere, di dare forma alla nostra vita e quindi di dare modo agli altri di capire che vale la pena di essere vissuta.&lt;/pensiero&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;7,1-4&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;In questo inizio di capitolo viene posta l’attenzione sulla morte, vero centro della vita di una persona: la morte sigilla, libera l’uomo dal divenire; la morte è un libro chiuso che posso leggere, la morte dà completezza alla vita. S.Paolo dice: “non giudicare nessuno prima della morte”, ovvero giudica una vita quando è completa. Nei versetti successivi, viene presentata una massima che può essere letta come “l’essere per la morte” di Heidegger: riflettere sulla morte fa sì che le scelte di ogni giorno assumano tutto un altro senso. Prendendo coscienza che il nostro tempo è limitato riusciamo a dare un senso diverso alle nostre scelte, alla nostra vita. “Signore, insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore”-Salmo 90. Ovvero: non sprecare il tempo, godi la vita. “Il cuore dei saggi è una casa in lutto”. Quando si è in lutto, il dispiacere e la carica emotiva sono riversati e rapportati a noi stessi: quella persona non c’è più per me; è la sensazione di non essere più gratificati dalla presenza di quella persona. La questione è che il lutto “mortale” è l’esperienza eclatante -e piuttosto rara-, che esprime una regola normale di ogni relazione, anche nell’aspetto più feriale: ci dice che le persone hanno sempre un “resto” indisponibile per noi. Questo “nucleo di resistenza” che io non riuscirò mai ad avere è un mistero che neanche la persona stessa riesce a dare; è anche ciò che rende difficile la relazione. La morte è l’estrema indisponibilità della persona, e il saggio è ben consapevole del carattere luttuoso anche della più felice relazione. Nel cantico dei cantici, infatti, si ha: “forte come la morte è l’amore”. Una persona che sa amare è compagno di viaggio della morte, perché la persona che egli ama ha sempre un che di indisponibile che lo fa soffrire.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;7,10&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;La tentazione di ritenere i tempi antichi migliori del presente aumenta col passare degli anni, quasi a giustificare il nostro stato e a conferirgli un certo plus valore. Compensiamo il fatto, ad esempio, di non essere più giovani denigrando quell’età. Fondamentalmente, dietro a questa affermazione, c’è una mancanza di fede, cioè il fatto di non credere che Dio possa parlare anche a una generazione che è venuta dopo di noi. Oppure che Dio non possa parlare alla nostra generazione, ma abbia parlato solo in passato. Il saggio però sa cogliere il bello e il buono in ogni stagione della vita e dell’uomo. Bisogna avere un’apertura del cuore e della mente, che ci permette di godere.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;7,16-17&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Non esagerare. Non essere troppo malvagio che ti rovini; ma non fare neanche il troppo buono, che non va bene. Non fare come lo stolto sempre in festa; fai vedere che anche tu ogni tanto fai fatica ad essere bravo.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;7,26-28&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;L’apice della sapienza di Qoèlet.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Dietro questa affermazione c’è un critica anti-idolatrica (a quei tempi, gli ebrei erano attratti dalle belle cananee, che però erano idolatre) oppure profetica (contro la prostituzione sacra).&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ma si può leggere anche una critica di tipo biografico. Probabilmente, come si era già detto, Qoèlet è uno pseudonimo di Salomone, il quale era il più saggio dei re fino a che “prestò i fianchi alle donne”, cioè fu troppo attratto dalle donne che lo portarono alla perdizione. Quel che però può apparire una denigrazione nei riguardi della donna, è invece un grande riconoscimento della potenza e del mistero femminile, che possono portare l’uomo dove vogliono.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;Amedeo Brambilla&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-6672745558888195021?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/6672745558888195021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/04/4-biblico-qoelet.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/6672745558888195021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/6672745558888195021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/04/4-biblico-qoelet.html' title='4° Biblico: Qoelet'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S8Lh_zqRNyI/AAAAAAAAAcE/IuFOhAwmuco/s72-c/Ecclesiastes.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-3602754812336386233</id><published>2010-04-02T03:11:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.732-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attività'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>La FUCI Lombardia a Mezzoldo</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Pubblichiamo un resoconto del ritiro spirituale che la Fuci lombarda ha vissuto, come da tradizione nel tempo di Quaresima, lo scorso fine settimana al rifugio "Madonna delle Nevi" di Mezzoldo (BG). Il contributo è stato scritto da Ilaria Pisa del gruppo Fuci di Pavia.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S7XDhdQEHTI/AAAAAAAAAb4/a3w9wNkXKGE/s1600/mezzoldo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S7XDhdQEHTI/AAAAAAAAAb4/a3w9wNkXKGE/s400/mezzoldo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455481503184330034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;In Quaresima, il ritiro spirituale al rifugio "Madonna delle Nevi" di Mezzoldo (BG) è ormai un appuntamento immancabile per la Fuci lombarda. Al piacere di ritrovarsi s'unisce l'efficacia di una formula di due giorni di meditazioni bibliche, guidate da un sacerdote, che sceglie il tema ed il taglio da conferirvi. Le riflessioni si alternano ai momenti di silenzio necessari alla meditazione personale, in una cornice temporale scandita dalla Liturgia delle Ore e dall'Eucaristia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ad accompagnarci quest'anno, insieme al nostro Assistente regionale don James Organisti, è stato il patrologo don Emilio Contardi, Professore all'ISSR delle Diocesi di Cremona, Crema e Lodi; il tema da lui prescelto, "La violenza di Dio". Un argomento che siamo obbligati dallo stesso testo biblico ad affrontare, trattandosi d'un filone che lo percorre tutto, ed è oggi utile per evitare semplicistiche contrapposizioni tra "religioni della mitezza" (come sarebbe il Cristianesimo) e "religioni della violenza" (quali ad esempio l'Islam).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ciò che rende "sorprendente" il Dio del Cristianesimo non è l'operare, nel messaggio neotestamentario, una "conversione" rispetto alla rivelazione dell'Antico Testamento, ma "fare la differenza", uscire dall'indifferenza che talora attribuiamo a Dio, rivelandoSi iroso, passionale e non neutrale, né sempre alla ricerca di una riconciliazione con l'uomo; quest'ultimo è spinto ad uscire dall'ingenuità della fede, per arrivare addirittura alla "polemica" con Dio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Cinque i brani prescelti per accompagnare la riflessione: il sacrificio di Isacco (Gn 22); l'oscuro episodio del tentativo di Dio d'uccidere Mosé (Es 4, 24); la morte dei primogeniti d'Egitto (Es 12); l'ira divina descritta da San Paolo in Rm 1; la "condanna" espressa da Gesù nella parabola dei talenti (Mt 25).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:'trebuchet ms';"&gt;L'"affidamento solitario" (Kierkegaard) di Abramo a Dio, che lo "mette alla prova", rende la sua figura quasi tragica; può Dio trovarsi in una contraddizione grande come donare il figlio desiderato e poi richiederlo in sacrificio? Eppure Dio rivolge al Patriarca un'ambigua parola, gli fa violenza, ed egli obbedisce, ma non in modo cieco. Fino all'ultimo, aspetta "un'altra parola" di Dio, e quando essa giunge, è l'"eccomi" di risposta a testimoniare la sua vera fede, ben più dell'essere disposto ad immolare il figlio. Ad essere sacrificato è infatti poi l'ariete (che, in quanto "padre" dell'agnello, è simbolo di Abramo), impigliato per le corna (la forza feconda): Abramo immola il carattere possessivo della propria paternità. La "prova" non ha mai un esito predeterminato, Dio non ha preveggenza sulla storia della nostra fede: il momento di "buio" va sempre vissuto in dialogo con Dio, certi che Egli non smentirà il Suo dono.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:'trebuchet ms';"&gt;Pare che Mosé stia per essere ucciso da Dio proprio quando, tornando di malavoglia in Egitto, si appresta a riprendere la sua missione: quale il significato di un simile episodio? Probabilmente, simbolico: la missione di Mosé sarà infatti espletata a rischio della vita, ed implicherà lo spargimento di sangue innocente, di sangue infantile, come suggerisce la salvifica circoncisione del figlioletto operata da Sephora, la moglie di Mosé, come una sorta di sacrificio vicario. E' solo la forza della donna, la forza della vita che alberga in lei, a stornare l'ira divina, l'aspetto oscuro di Dio, la cui strage dei primogeniti è in tal modo evocata.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:'trebuchet ms';"&gt; La decima piaga d'Egitto è uno dei passi più problematici di tutta la Bibbia. La catechesi contemporanea, che privilegia l'immagine misericordiosa di Dio al punto di farne una "iperaffermazione" buona a consolarci dei fallimenti personali, sovente "glissa" sul commento alla morte dei primogeniti; e se, ai nostri occhi, la morte dei figli dei nemici può apparire in qualche modo giustificata, per Dio il problema morale di questa extrema ratio, adottata per convincere il Faraone, sussiste. Le "armi" di cui Dio si è fino a quel momento servito sono deboli, "spuntate": il "tallone d'Achille" divino fa cessare le piaghe quando Mosé s'impietosisce. E' per questo che, all'ultimo, Dio "deresponsabilizza" gli uomini, inviando lo "sterminatore" (una sorta di Suo misterioso "doppio"!) mentre il popolo è tenuto a compiere un altro rito, un frettoloso pasto che lascia sull'architrave segni di sangue, a testimoniare che la liberazione d'Israele lascia dietro di sé uno strascico tragico, il pagamento di un alto prezzo in termini di vite innocenti; al contempo, il sacrificio dell'agnello pasquale immola un cucciolo, dunque il futuro del "gregge", del popolo di Dio. "Immolare il proprio futuro" significa la disponibilità a Dio ed alla partenza ch'Egli ordina, l'offerta dell'impegno nel futuro di Dio, che ci accompagna. Israele è in debito per le innocenze sacrificate in nome del suo bene, e la ripetizione rituale della Pasqua lo ricorda. Un fatto di sangue, luttuoso, ha coinvolto Dio, la Sua immagine è stata "deturpata", dunque il popolo è anzitutto in debito con Dio, e dovrà recuperare la sua innocenza, per poter ritrovare "l'innocenza di Dio".&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:'trebuchet ms';"&gt; Perché San Paolo descrive un Dio irato? Perché l'unica società che "non s'arrabbia mai", la società irenica, paga l'alto prezzo dell'esclusività: questo suscita l'ira divina, dacché la fede è inclusiva, non esclusiva. Il dies irae che solvet seclum in favilla può non piacerci, ma può beneficiare altri, chi non gode del sistema presente, chi desidererebbe la distruzione di una programmazione escludente del mondo. Il pensiero di quante persone non possono lodare il Signore, a motivo della propria disperata condizione, attualizza molto le parole dell'Apostolo. Egli denuncia che noi non siamo un "occhio neutro", capace di riconoscere la gloria di Dio nella creazione (dunque anzitutto in noi stessi), ma idolatrizziamo riproduzioni di Dio che sono autoriproduzioni fatte a nostra immagine, "dèi-fotocopie" alla cui schiavitù veniamo "abbandonati" da Dio (l'omosessualità, nel brano paolino, diviene parabola di quest'autoreferenzialità). L'ospitalità nei confronti di Dio può solo avvenire attraverso l'inclusione dell'alterità: Dio va accolto Altro da sé, ed in quanto tale "resiste" alla nostra immaginazione.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:'trebuchet ms';"&gt; L'immagine arcigna di Dio, restituita dalla parabola dei servi e dei talenti, si rende necessaria nell'ambito del discorso di Gesù "sulla fine dei tempi": senza quasi accorgersene, i discepoli hanno cominciato a parlare il linguaggio dei farisei - l'arrivismo, l'esclusivismo -, per cui il Signore tenta una via diversa dal "linguaggio dell'Abbà", e con grande finezza propone una parabola da cui emerge proprio, estremizzato, il Dio "voluto" dall'uditorio. Il criterio del padrone nel racconto è quanto mai arbitrario: quale libertà nel vedersi assegnati talenti "secondo capacità"? Quale il criterio di premio o condanna dell'operato dei servi? Di fronte all'arbitrio divino, la misura delle richieste ci sfugge. Gli ascoltatori sono provocati: è questa la giustizia, l'ortodossia di Dio? Gesù vuol giungere ad una "riprovazione" dell'agire di Dio così descritto: Egli desidera che nessuno parli di Dio in questi termini. Gesù porterà nella tomba proprio il Dio farisaico, che si è "giocato la credibilità" mettendo in croce un innocente; farà risorgere il Dio della fedeltà incondizionata; "salverà" non solo noi, ma anche Dio...dalle immagini distorte che possiamo farci di Lui.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;Ilaria Pisa&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-3602754812336386233?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/3602754812336386233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/04/la-fuci-lombardia-mezzoldo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/3602754812336386233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/3602754812336386233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/04/la-fuci-lombardia-mezzoldo.html' title='La FUCI Lombardia a Mezzoldo'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S7XDhdQEHTI/AAAAAAAAAb4/a3w9wNkXKGE/s72-c/mezzoldo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-5080997152789127422</id><published>2010-03-22T04:43:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.751-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>3° Teologico: L'avarizia</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;p style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Appunti dell'incontro teologico del 19/03/2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;con don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Vizi e virtù&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L’avarizia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il vizio capitale  che viene trattato in quest’incontro è quello dell’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;avarizia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Questo peccato è collegato ad altre fragilità; inoltre non è un vizio di cui si accusa facilmente gli altri, a differenza magari della gola, o dell'accidia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;San Paolo definisce l’avarizia come la  “radice di tutti i mali”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;All’avaro basta sapere di possedere la tal cosa e questo lo compiace e lo soddisfa: non è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="  color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; interessato al vero scopo dell’oggetto, o alla sua utilità, ma solo al possesso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;In quest’incontro per far comprendere meglio questo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;vizio, citiamo il racconto “La donna e la cipolla” tratto dal romanzo “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;I fratelli Karamazov&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;” di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Fëdor Michailovič Dostoevskij&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; che riportiamo di seguito:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 5pt 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;"C'era una volta una donna cattiva cattiva che morì, senza lasciarsi dietro nemmeno un'azione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;virtuosa. I diavoli l'afferrarono e la gettarono in un lago di fuoco. Ma il suo angelo custode era là e pensava: di quale suo azione virtuosa mi posso ricordare per dirla a Dio? Se ne ricordò una e disse a Dio: - Ha sradicato una cipolla nell'orto e l'ha data a una mendicante. E Dio gli rispose: - Prendi dunque quella stessa cipolla, tendila a lei nel lago, che vi si aggrappi e la tenga stretta, e se tu la tirerai fuori del lago, vada in paradiso; se invece la cipolla si strapperà, la donna rimanga dov'è ora. L'angelo corse della donna, le tese la cipolla: - Su, donna, le disse, attaccati e tieni. E si mise a tirarla cautamente, e l'aveva già quasi tirata fuori, ma gli altri peccatori che erano nel lago, quando videro che la traevano fuori, cominciarono ad aggrapparsi tutti a lei, per essere anch'essi tirati fuori. Ma la donna era cattiva cattiva e si mise a sparar calci contro di loro, dicendo: "E' me che si tira e non voi, la cipolla è mia e non vostra. Appena ebbe detto questo, la cipolla si strappò. E la donna cadde nel lago e brucia ancora. E l'angelo si mise a piangere e si allontanò".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 5pt 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Caratteristiche della persona avara&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L’avaro spende il meno possibile il proprio denaro, il suo potere è dato dai soldi e per questo evita la situazione del rischio che la vita impone (bisogna tenere a mente che tutta la nostra vita è un fattore di rischio. Chi sa vivere bene le proprie risorse finanziarie, le usa).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L’avaro non sa decidere, il fatto di non decidere implica l’onnipotenza (chi non &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;de-cide&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, cioè non si esclude alcuna possibilità, ha tutte le possibilità, anche se non ne può usare alcuna). Infatti il soggetto che cade in questo peccato non crede perché è convinto di essere onnipotente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Un’altra caratteristica dell’avaro è che ritiene mortale il condividere i propri beni con gli altri, ha paura di sentirsi sempre più povero, e pensa che sottrarre a sé stesso per dare agli altri lo indebolisca. Ricordiamo che Gesù invece insegna a donare senza esitazioni, perché Dio si curerà di provvedere al bisogno, al necessario: "dacci oggi il nostro pane quotidiano", che è quando basta per vivere (non per strafare, però).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Caterina Pezzoni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-5080997152789127422?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/5080997152789127422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/03/3-teologico-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/5080997152789127422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/5080997152789127422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/03/3-teologico-l.html' title='3° Teologico: L&amp;#39;avarizia'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-2748991172175265244</id><published>2010-03-16T00:14:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.769-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Culturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attività'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siamo Fatti Così'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>Saranno Matricole 2010 - a posteriori</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Anche quest'anno &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;"Saranno Matricole"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; ha avuto luogo nella cornice della Casa della Gioventù; tra gli effetti speciali utilizzati spiccano i 10 cm di neve che sono caduti prima e durante l'evento, cosa che ha ostacolato in qualche modo la partecipazione - ma non troppo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;L'evento è iniziato con una breve intervista a Marta Maraschi (matricola di Design) e Amedeo Brambilla (decano di Ing. Biomedica), che hanno raccontato la loro esperienza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Seconda parte come di consueto negli stand, per scoprire quello che gli open day non dicono.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Serata chiusa a forza di pane e nutella, e poi via a casa, sotto la neve!&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un grazie a tutti!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S58xylTSoII/AAAAAAAAAbY/IN-Abwn-lJs/s1600-h/oratori.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S58xylTSoII/AAAAAAAAAbY/IN-Abwn-lJs/s400/oratori.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449128819217834114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il tavolo degli oratori: da sinistra, Marta, Lele, Gioele, Amedeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S58xzBGN5MI/AAAAAAAAAbg/2a_-e-IkAzA/s1600-h/IMG_1449.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S58xzBGN5MI/AAAAAAAAAbg/2a_-e-IkAzA/s400/IMG_1449.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449128826679190722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ecco la sala all'inizio dell'evento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S58xz8tycZI/AAAAAAAAAbo/huHLY5lCvjg/s1600-h/IMG_1474.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S58xz8tycZI/AAAAAAAAAbo/huHLY5lCvjg/s400/IMG_1474.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449128842682855826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Stand degli "scienziati" in via di discernimento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-2748991172175265244?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/2748991172175265244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/03/saranno-matricole-2010-posteriori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2748991172175265244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/2748991172175265244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/03/saranno-matricole-2010-posteriori.html' title='Saranno Matricole 2010 - a posteriori'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S58xylTSoII/AAAAAAAAAbY/IN-Abwn-lJs/s72-c/oratori.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-4746616415659100380</id><published>2010-03-01T00:19:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.789-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Culturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attività'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siamo Fatti Così'/><title type='text'>Saranno Matricole 2010</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Dall'8 al 14 marzo anche quest'anno è tempo della Settimana dell'Università, promossa dalla FUCI nazionale. Il gruppo di Lodi organizza per il secondo anno di fila l'iniziativa&lt;br /&gt;"Saranno matricole. Un incontro tra studenti e universitari"&lt;br /&gt;È un momento in cui gli studenti di 4^ e 5^ superiore di tutto il lodigiano possono incontrare universitari di diverse facoltà e università, per chiarire i mille dubbi che accompagnano la scelta universitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi aspettiamo martedì sera alle 20.45 alla Casa della Gioventù, e nel frattempo potete dare un'occhiata agli articoli di presentazione di diversi corsi di studio, &lt;a href="http://fucilodi.blogspot.com/search/label/Siamo%20Fatti%20Cos%C3%AC"&gt;cliccando qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S4t5hyMV04I/AAAAAAAAAbM/IhPN_iZA1kg/s1600-h/sm10.png"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 318px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S4t5hyMV04I/AAAAAAAAAbM/IhPN_iZA1kg/s400/sm10.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443578195923555202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-4746616415659100380?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/4746616415659100380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/03/saranno-matricole-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/4746616415659100380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/4746616415659100380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2010/03/saranno-matricole-2010.html' title='Saranno Matricole 2010'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/S4t5hyMV04I/AAAAAAAAAbM/IhPN_iZA1kg/s72-c/sm10.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-7835162393307604637</id><published>2009-12-14T11:12:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.804-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Culturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>3° Culturale: Il Signore degli anelli</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;i&gt;Tracce cristiane nella letteratura:&lt;br /&gt;“Il Signore degli anelli”.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.bloggers.it/IlChiacchierario/itcommenti/Sign%20Anelli%20Comp%20Anello.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;Riassunto del libro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nel primo atto della saga "Il Signore degli Anelli", il capolavoro di J. R. R. Tolkien, si fa la conoscenza degli Hobbit, piccoli esseri lieti, saggi e longevi, che vivono in un idilliaco paese agricolo. La piccola comunità è turbata dal destino quando il giovane Frodo Baggins, convinto dallo stregone Gandalf, è costretto a partire all'improvviso per il paese delle tenebre, Mordor, dove dovrà gettare nelle fiamme distruttrici del Monte Fato il potentissimo e terribile Anello del Potere, giunto nelle sue mani per una s&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;erie di incredibili circostanze. Un gruppo di Hobbit, i più fieri, lo accompagna e strada facendo si associano alla compagnia altri esseri, Elfi, Nani, Uomini; a Granburrone vi è la nascita de "La Compagnia dell'anello" composta dallo stregone Gandalf, da due umani, Aragorn  e Boromir, dal nano Gimli, dall'elfo arciere Legolas e da quattro hobbit, Sam Gamgee, Peregrino Tuc detto Pipino, Merry Brandybuck, Frodo Baggins, il portatore dell'anello. Le tappe del cammino li conducono ad esperienze &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;a volte deliziose a volte agghiaccianti, finché la scomparsa di Gandalf, trascinato negli abissi da un'orrenda e demoniaca creatura, li lascia senza guida. Così si scioglie la Compagnia dell'Anello, e i suoi membri si disperdono, minacciati da forze tenebrose, mentre la meta sembra disperatamente allontanarsi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Durante l'inseguimento agli orchi Aragorn, Legolas e Gìmli incontrano un Gruppo di cavalieri che provengono dalla terra di Rohan guidati dal loro capo Eomer che ascoltata la missione di Aragorn decide di aiutarli donandogli dei cavalli che però fuggono spaventati da un misterioso vecchio. Intanto Merry e Pipino riescono a liberarsi approfittando di una discussione sorta tra gli orchi e vengono soccorsi da Barbalbero, un essere appartenente alla razza delgi Ent, un incrocio tra uomini e alberi. Merry e Pipino raccontano a Barbalbero la loro avventura e gli dicono che gli orchetti che li avevano rapiti er&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;ano servitore di Saruman, alleato di Sauron, che vive ad Isengard. Barbalbero ascoltata la storia decide di convocare un assemblea di Ent che deciderà il da farsi. Dopo l'assemblea un gran numero di Ent si dirige verso Isengard con l'intento di distruggere la fortezza dove vive Saruman. Aragorn, Legolas e Gimli intanto trovano i resti degli orchi che avevano catturato i due hobbit e trovano anche tracce della fuga di questi. Mentre stanno osservando le tracce vedono avanzare verso di loro un vecchio incappucciato che li saluta, dopo un attimo di diffidenza scoprono trattarsi di Gandalf sopravvissuto alla caduta nelle miniere. Gandalf esorta i tre a seguirlo verso la terra di Rohan, dove regna Re Thèoden, per convincerlo a scendere in guerra contro Saruman. Dopo aver convinto il re, trattenuto dal suo consigliere Vermilinguo, che sì scoprirà essere servitore di Saruman, i Rohir&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;rim e i quattro superstiti della compagnia partono verso Isengard e prima di arrivarvi devono riuscire a resistere all'assedio portato dagli orchettì nel fosso di Helm. Una volta arrivati però trovano la fortezza di Saruman già distrutta dalla furia degli Ent. Qui avviene l'incontro con Merry e Pipino dì cui ormai si erano perse le tracce. Gandalf intanto invita Saruman, chiuso nella sua torre, ad uscire e a consegnarsi ma questi non vuole s&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;aperne. Vermilinguo intanto, chiuso nella torre insieme al suo padrone, scaglia una grande sfera di vetro da una finestra con l'intento di colpire Gandalf ma non vi riesce. Senza saperlo, Vemilinguo ha privato Saruman dell'unico mezzo che lo metteva in comunicazione con Sauron; la sfera era infatti un palantir, antiche pietre veggenti che avevano la capacità di mettere in contatto chiunque le possedesse. Gandalf decide poi di separarsi dalla compagnia e di avanzare da solo verso Minas Thirith assieme a Pipino, lasciando gli altri indietro. Intanto Sam e Frodo continuano la loro solitaria avanzata verso Mordor, qui però incontrano Gollum che li seguiva fin prima della morte di Boromir. Gollum si offre di aiutarli a raggiungere il Monte Fato e i due hobbit, anche se sospettosi, so&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;no costretti a fidarsi dato che ignorano la strada. Gollum però rivela presto i suoi intenti e dopo qualche giorno di viaggio conduce gli hobbit in una trappola in cui Frodo viene catturato da una truppa di orchetti che lo trovano svenuto per strada. Fortunatamente però, prima che Frodo venga catturato, Sam gli prende l'anello mettendolo così al sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel capitolo conclusivo della saga dell'Anello, Aragorn e i suoi compagni giungono a Gondor, ormai un relitto dell'antico Regno degli Uomini, è qui rappresentato il mondo del Bene, in piena decadenza. Attorno, nei boschi e nelle montagne, si avvertono presagi di redenzione e mentre i due coraggiosi hobbit Frodo e Sam riprendono il difficile cammino verso Mordor, nelle pianure presso la capitale di Gondor si scontrano le Forze&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; del Bene e del Male. Quando il Male sembra avere il sopravvento, Frodo riesce a far cadere l'Anello nel cratere del monte Fato dopo tante difficoltà, tentazioni e scontri con orchi, orchetti e Gollum. L'Occhio del Male che non dorme, che fin dall'inizio della storia ha continuato a fissare la Terra di Mezzo, si chiude e la pace discende su tutti i popoli della Terra di Mezzo, grazie a due piccoli hobbit che nella tetra reggia del Male si sono distinti per il coraggio e un cuore puro. Il Bene vince; Minas Tirith, e con lei tutti i popoli liberi, non ha ceduto all'esercito di Sauron. I componenti superstiti della Compagnia dell'Anello si ritrovano, gli hobbit ritornano alla Contea incontrando le ultime tracce del Male. Gli uomini ritrovano il proprio re, incoronano Aragorn, che li ha guidati alla &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;vittoria contro Sauron.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b4/Tolkien_1916.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 250px; height: 361px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b4/Tolkien_1916.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;J.R.R. Tolkien nel 1916&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;Qualche suggestione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ad una prima lettura il romanzo sembrerebbe non avere alcun collegamento con la morale cristiana, ma se lo analizziamo più in profondità, ci accorgiamo di molti elementi di richiamo, infatti, Tolkien stesso la definì “un’opera cattolica”. Innanzitutto notiamo che il personaggio apparentemente più umile e semplice si fa carico di un impegno molto pesante, che avrà ripercussioni su tutta la Terra di Mezzo, e sono proprio queste due caratteristiche che gli permetteranno di “sbaragliare” il nemico; infatti Sauron non si sarebbe mai immaginato che il portatore dell’anello andasse direttamente a distruggerlo nel monte Fato. Piuttosto avrebbe pensato che l’avesse usato per sconfiggerlo. Frodo si presenta, perciò, come una sorta di “Alter Christus”, che decide di sconfiggere il male non rispondendo con ulteriore violenza, ma rispondendo con umiltà e sacrificio.  A questo punto, si delinea anche un’altra caratteristica del protagonista, che è il senso del dovere e la responsabilità che hanno cominciato a gravare su di lui dal momento stesso in cui ha acconsentito di compiere questa missione, ma che lo condurranno alla vittoria. Nonostante questo, molte volte il protagonista, come anche i suoi compagni, viene tentato dall’anello, dall’idea di appropriarsene per i propri piaceri; l’anello appare proprio così: semplice (infatti, nel film è presentato come una piccola fede), innocente ma allo stesso tempo attraente. Più che un peccato, sembra essere una piacevole tentazione che ha molte potenzialità ma che, se abusato, porta alla rovina, non solo di chi ti sta intorno, ma anche della persona stessa che lo porta. Frodo sembra avere davanti a sé un esempio lampante di ciò, tramite il personaggio di Gollum, un precedente possessore dell’anello che, logorato dalla passione per esso, si trova a retrocedere ad uno stato quasi animale. Da umanoide che era, ora si trova a camminare a quattro zampe, perdendo ogni connotato umano ed è mosso unicamente dal desiderio di impossessarsi dell’anello. Tuttavia Sam e soprattutto Frodo, si affidano a lui perché è l’unico che conosce la strada per il monte Fato, seguendo il consiglio di Gandalf, che ritiene che possa avere un ruolo all'interno della storia e infatti è proprio così: è solo grazie a Gollum che Frodo riesce a buttare l’anello durante lo scontro finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro importante personaggio di significato cristiano può essere Gandalf, guida per eccellenza della Compagnia che, durante lo scontro con il Balrog, demone che cerca di ucciderlo, esprime un importante concetto quando afferma “… allora il mio nemico fu la mia unica speranza …”. Infatti solo afferrando la caviglia di questo demone riesce ad uscire e a salvarsi. Questo significa che anche quando siamo  nel peccato, se riusciamo a riconoscere questa nostra situazione e combattiamo contro essa, possiamo giungere alla salvezza più forti di prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’interno del romanzo si legge anche in filigrana la presenza di una sorta di Provvidenza divina che guida i personaggi lungo il loro cammino. Non c’è mai un riferimento diretto a Dio ma si percepisce spesso una speranza che anima i protagonisti, una speranza di migliorare la situazione, e anche nei momenti di maggiore difficoltà c’è una mano dall’alto che li protegge e che li guida verso il Bene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;Giulia Soncini&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-7835162393307604637?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/7835162393307604637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2009/12/3-culturale-il-signore-degli-anelli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/7835162393307604637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/7835162393307604637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2009/12/3-culturale-il-signore-degli-anelli.html' title='3° Culturale: Il Signore degli anelli'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-7244242615397190208</id><published>2009-12-09T07:18:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.820-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Culturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="margin: 1ex;"&gt;      &lt;div&gt;    &lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;“Lettere da Milano”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Il carosello degli affari  altrui&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ormai non è più  possibile, siamo troppo intrisi di notizie, di informazione, di comunicazione,  ma bisognerebbe veramente tutti, come si sente spesso dire per strada,  spegnere le televisioni, chiudere i giornali, non consultare più tutti  i vari social network.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Gli scandali ci sono sempre  stati, le notizie piccanti hanno sempre fatto scalpore, ma sono convinto  (e penso lo siano in parecchi) che la misura sia colma e che il buonsenso  sia stato abbandonato da un pezzo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Certo, dovere e diritto di  cronaca vanno rispettati, e sono sacrosanti, ma dal predicare “un  giornalismo all’inglese” si è passati ad attuare un più folkloristico  giornalismo all’italiana, proponendo i particolari degli scandali  piuttosto che la sostanza delle questioni; come se fossimo tutti morbosamente  interessati a scoprire cosa succede nei letti dei personaggi pubblici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Magari non tutti, ma se ad  ogni notizia piccante le vendite dei giornali e gli ascolti degli approfondimenti  televisivi impazziscono, parecchi probabilmente muoiono dalla voglia  di curiosare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Un calciatore, una velina,  obiettivamente possono fare ciò che vogliono, e a noi non importa  più di tanto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Quando però in gioco  come personaggio pubblico c’è un politico, eletto democraticamente,  è distinzione da farsi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ci interessa, deve rendere  conto a chi gli ha dato mandato, soprattutto se le sue azioni si scontrano  violentemente con i valori sventolati come bandiera in campagna elettorale,  senza distinzioni di colore o partito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;Andrea Ripamonti&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-7244242615397190208?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/7244242615397190208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2009/12/lettere-da-milano-il-carosello-degli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/7244242615397190208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/7244242615397190208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2009/12/lettere-da-milano-il-carosello-degli.html' title=''/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-8665015993201940877</id><published>2009-12-03T07:21:00.000-08:00</published><updated>2011-11-30T06:39:13.956-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Biblici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><title type='text'>3° Biblico: Qoelet</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;Appunti dell'incontro biblico del 20/11/2009&lt;br /&gt;con don Cesare Pagazzi&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PK2.HTM"&gt;Qoelet 2, 18-26&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Riprendiamo il testo di Qoelet ricordando che eravamo arrivati al punto di massima depressione del sapiente, che aveva in odio la vita a causa del pensiero della morte, che tutto livella. Si dispera per tutta la fatica che ha fatto per vivere al massimo, perché una volta morti è inutile, e tutto si disperde come un libro dimenticato in una biblioteca.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma al v.24, ecco la soluzione di Qoelet:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;[24] Non c'è di meglio per l'uomo che mangiare e bere e godersela nelle sue fatiche; ma mi sono accorto che anche questo viene dalle mani di Dio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;[25] Difatti, chi può mangiare e godere senza di lui?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;[26] Egli concede a chi gli è gradito sapienza, scienza e gioia, mentre al peccatore dà la pena di raccogliere e d'ammassare per colui che è gradito a Dio. Ma anche questo è vanità e un inseguire il vento!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo "mangiare, bere e godere", a lungo interpretato come un carpe diem, un incitamento a darsi alla pazza gioia, è la chiave che il sapiente Qoelet trova per risollevarsi dalla paura della morte. Osserviamo innanzitutto che l'invito del sapiente è diverso dall'esempio evangelico dell'uomo dal ricco raccolto, che dice a se stesso: "anima mia: mangia, bevi, datti alla gioia".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché è diverso? Tutto sta nei versi successivi, in cui scopriamo che Qoelet riconosce che anche le cose materiali &lt;i&gt;arrivano da Dio&lt;/i&gt;, e le riconosce come dono, a differenza del ricco del Vangelo, che riteneva di averle guadagnate da sé.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La prima tentazione, di fronte a grandi difficoltà, è di assolutizzare il male in modo pessimista, come per "mettere le mani avanti", e proteggersi da ulteriori scivoloni. Questo metodo però blocca nella propria situazione, visto che per paura di stare ancora peggio si evita di lottare: è un metodo che elimina la speranza. Qoelet invece distingue: per lui &lt;i&gt;esiste qualcosa di buono&lt;/i&gt;, non è tutto vanità e male. Da questo primo passo si può ripartire per vivere. È proprio del sapiente il distinguere, mentre è dello stolto e del Male il confondere tutto in un caos indistinto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qoelet ha una spiritualità "del deserto": vede la vita ("tutto è vanità") come un arido e letale mare di sabbia, ma che pure contiene delle vivificanti oasi. Passando di oasi in oasi, la vita è possibile, e si riesce ad attraversare tutto il deserto. Il sapiente non ha nulla a che spartire con visioni naif del mondo, immaginato come un piacevole giardino in fiore: queste visioni sono ingannevoli, veri e propri miraggi che non preparano alla durezza della vita, e conducono alla morte, o almeno a grandi sofferenze.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;È interessante notare come Qoelet riacquisti il senso della vita passando per l'esperienza sensibile del mangiare e bere, e quindi attraverso il suo corpo. La fame e la sete lo costringono a fare qualcosa, e il suo corpo lo premia con la soddisfazione più semplice e per questo vera, quella della sazietà. Qoelet crede a ciò che il suo corpo gli dice, e cioè che esiste qualcosa di buono, per cui vale la pena vivere; e proprio il suo corpo è stato creato da Dio, che in un certo senso ha così inscritto nell'uomo un modo per conoscerLo, ha dato all'uomo un modo per arrivare a lui. I bisogni del corpo rimandano così a Dio, padre e nutritore (è lui che dà a Qoelet il nutrimento). Si può dire che i bisogni sono il "linguaggio minimo" della speranza, perché rimandano ad essa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Occorre imparare da Qoelet la spiritualità del deserto, e non basare la nostra fede sulla gioia, o sulle belle esperienze: ci sono periodi della vita in cui la fatica e la sofferenza dominano tutto, e allora cosa succede alla fede? Qualcosa di importante come la fede va basata su qualcosa di solido; e anche dalla preghiera del Padre Nostro arriva l'indicazione di capire i bisogni, per arrivare al Padre: "dacci oggi il nostro pane &lt;i&gt;di oggi&lt;/i&gt;": la speranza si nutre con il pane quotidiano, non con l'eccezionalità di una torta alla panna!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Gradito a Dio" è chi sa godere la vita, mentre fallisce chi ha come obiettivo l'accumulo, e il peccato è la pena che ottiene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma attenzione, già alla fine del v. 26, Qoelet ribalta tutto, esclamando nuovamente "tutto questo è vanità". Ha già cambiato idea? Il fatto è che per quanto sapiente, Qoelet è un uomo, e per questo soggetto a cambiamenti repentini, "non-linearità", proprio come la vita. A volte basta un evento, e passiamo dalla gioia al dolore e viceversa, e le nostre convinzioni vacillano. È confortante che nella Bibbia sia presente questo fattore molto umano, che non dobbiamo temere, ma che ci invita a costruire su fondamenta di solida roccia le cose a cui teniamo di più.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Infine, una piccola riflessione: i bisogni, come fame e sete si sentono più spesso quando non c'è benessere. Nel nostro mondo occidentale sono spesso solo un ricordo, o una sensazione relegata ai momenti di sport, o in Quaresima. Possibile che il benessere, risolvendo i bisogni sul nascere, affievolisca il bisogno di Dio? In realtà, la dinamica del bisogno si estende molto al di là dei bisogni fisici: anche per chi non è misero, potranno sempre esserci mancanze: di felicità, di affetti e relazioni, di salute, di soldi... In questi spazi vuoti che suscitano domande sta il nostro trampolino per trovare Dio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;Francesco Grossi&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-8665015993201940877?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/8665015993201940877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2009/12/3-biblico-qoelet.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/8665015993201940877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/8665015993201940877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2009/12/3-biblico-qoelet.html' title='3° Biblico: Qoelet'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-8362162730494845515</id><published>2009-11-27T07:51:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.853-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appunti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teologici'/><title type='text'>2° Teologico: La Gola</title><content type='html'>&lt;p class="western" align="LEFT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Appunti dell'incontro teologico del 13/11/2009&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;con don Cesare Pagazzi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Vizi e virtù&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;: &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;La gola&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="LEFT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Continuiamo il nostro viaggio tra i vizi capitali, in quest’incontro viene trattato il vizio della &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;gola&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Quest’ultimo è di solito visto come un vizio “simpatico”, tanto che non verrebbe da farlo rientrare nella &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;lista dei peccati capitali&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; (la cosa buffa è  che in questa lista non compare per esempio l’omicidio, peccato considerato grave), ma è presente in quanto sta all’origine di altre fragilità/mali. La gola  può generare &lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;paure&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, alcuni esempi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;- la paura che ti rubino il cibo  che porta alla &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;gola&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;questo tratto lo si può trovare anche nella “&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;parabola del ricco Epulone”&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; - &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Lc 16,19-31&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;La paura che ti rubino il denaro che porta  all’ &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;avarizia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Il lasciarsi andare alla collera che porta  all’&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;ira.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;La gola ha un carattere &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;compulsivo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, porta all’ingordigia (&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;“si mangia più del necessario”&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; ci si fa del male pensando di farsi del bene; alcuni esempi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; "&gt;l’ubriacone tracanna il vino, non lo  degusta;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms'; "&gt;l’ingordo si abbuffa di cibo, non lo  assapora.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;in parola povere, questo vizio porta a delle &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;dipendenze&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; cioè all’utilizzo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;eccessivo&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; di &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;beni narcisistici&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;: alcol, fumo, droghe, anabolizzanti etc.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Si possono trovare i tratti del goloso anche nelle Sacre Scritture, noi ci soffermeremo su due brani tratti dai &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Libri Sapienzali&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" align="LEFT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;In  &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Proverbi 23, 29-35&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;  viene descritta la figura di un &lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;ubriacone&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“…&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;29&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;  Per chi i guai? Per chi i lamenti?&lt;br /&gt;Per chi i litigi? Per chi i  gemiti?&lt;br /&gt;A chi le percosse per futili motivi?&lt;br /&gt;A chi gli occhi  rossi?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;30&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;  Per quelli che si perdono dietro al vino&lt;br /&gt;e vanno a gustare vino  puro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;31&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;  Non guardare il vino quando rosseggia,&lt;br /&gt;quando scintilla nella  coppa&lt;br /&gt;e scende giù piano piano;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;32&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;  finirà con il morderti come un serpente&lt;br /&gt;e pungerti come una  vipera.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;33&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;  Allora i tuoi occhi vedranno cose strane&lt;br /&gt;e la tua mente dirà  cose sconnesse.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;34&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;  Ti parrà di giacere in alto mare&lt;br /&gt;o di dormire in cima all'albero  maestro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;35&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;  «Mi hanno picchiato, ma non sento male.&lt;br /&gt;Mi hanno bastonato, ma  non me ne sono accorto.&lt;br /&gt;Quando mi sveglierò? Ne chiederò  dell'altro”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western" align="LEFT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;In &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Siracide 31, 12-30 &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;intima  di utilizzare a tavola &lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;gesti di cortesia&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, indice di una  persona non vorace:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p class="western" align="LEFT" style="margin-left: 0.25in"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="LEFT" style="margin-left: 0.25in"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;“… 12&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Hai davanti una tavola sontuosa?&lt;br /&gt;Non spalancare verso di essa la tua bocca&lt;br /&gt;e non dire: «Che abbondanza qua sopra».&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;13&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Ricòrdati che l'occhio cattivo è un male.&lt;br /&gt;Che cosa è stato creato peggiore dell'occhio?&lt;br /&gt;Per questo esso lacrima in ogni circostanza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;14&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Dove guarda l'ospite, non stendere la mano;&lt;br /&gt;non intingere nel piatto insieme con lui.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;15&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Giudica le esigenze del prossimo dalle tue;&lt;br /&gt;e su ogni cosa rifletti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;16&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Mangia da uomo ciò che ti è posto innanzi;&lt;br /&gt;non masticare con voracità per non renderti odioso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;17&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Sii il primo a smettere per educazione,&lt;br /&gt;non essere ingordo per non incorrere nel disprezzo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;18&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Se siedi tra molti invitati,&lt;br /&gt;non essere il primo a stendere la mano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;19&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Quanto poco è sufficiente per un uomo educato,&lt;br /&gt;una volta a letto non si sente soffocato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;20&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Sonno salubre con uno stomaco ben regolato,&lt;br /&gt;al mattino si alza e il suo spirito è libero.&lt;br /&gt;Travaglio di insonnia, coliche e vomiti&lt;br /&gt;accompagnano l'uomo ingordo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;21&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Se sei stato forzato a eccedere nei cibi,&lt;br /&gt;àlzati, va' a vomitare e sarai sollevato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;22&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Ascoltami, figlio, e non disprezzarmi,&lt;br /&gt;alla fine troverai vere le mie parole.&lt;br /&gt;In tutte le azioni sii moderato&lt;br /&gt;e nessuna malattia ti coglierà.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;23&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Molte labbra loderanno chi è splendido nei banchetti,&lt;br /&gt;e vera è la testimonianza della sua munificenza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;24&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; La città mormora di chi è tirchio nei banchetti;&lt;br /&gt;ed esatta è la testimonianza della sua avarizia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;25&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Non fare il forte con il vino,&lt;br /&gt;perché ha mandato molti in rovina.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;26&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; La fornace prova il metallo nella tempera,&lt;br /&gt;così il vino i cuori in una sfida di arroganti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;27&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Il vino è come la vita per gli uomini,&lt;br /&gt;purché tu lo beva con misura.&lt;br /&gt;Che vita è quella di chi non ha vino?&lt;br /&gt;Questo fu creato per la gioia degli uomini.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;28&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Allegria del cuore e gioia dell'anima&lt;br /&gt;è il vino bevuto a tempo e a misura.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;29&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; Amarezza dell'anima è il vino bevuto in quantità,&lt;br /&gt;con eccitazione e per sfida.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;30&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; L'ubriachezza accresce l'ira dello stolto a sua rovina,&lt;br /&gt;ne diminuisce le forze e gli procura ferite.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;La gola è connessa alla &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;bruttezza&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, c’è un esempio in un dipinto di D&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;űrer dove viene ritratto un bambino obeso tanto da essere malformato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;La gola porta alla solitudine, all’isolamento (il goloso non vuole compagni alla sua tavola, in quanto potrebbero rubargli il cibo), è un vizio inumano; il goloso può rifiutare la cultura (anche il modo in cui prepariamo i cibi è cultura).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Questo vizio può portare a due disfunzioni:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;bulimia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;: porta al desiderio di  mangiare sempre, il bulimico divora e sottrae il cibo per riempire  un vuoto/dolore. Si sente gratificato con il cibo. Non ha la  percezione di sé.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p class="western" style="margin-left: 0.5in"&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;TERAPIA:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;IMPARARE A COMUNICARE&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; (bisogna: litigare, scontrarsi, prendere decisioni per farti cambiare idea, portare alla voce i desideri, le ansie, le attese, le paure, le tristezze)e il &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;DIGIUNO&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; (è una prova, bisogna sperimentare la propria forza di volontà anche se non c’è niente che risulti gratificante) non è &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;autopunitivo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; ma &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;promuovente&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="margin-left: 0.5in"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt;  &lt;li&gt;&lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;L’&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;anoressia &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;porta alla scarsa stima  di sé che scaturisce da una troppo sitma di se stessi (non posso  fallire, all’anoressico non interessa il parere degli altri, si  piace così come è) e all’incapacità di comunicare. Vuole  troncare la relazione con il cibo ( cibo=  prima relazione che  abbiamo avuto)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p class="western" style="margin-left: 0.25in"&gt;      &lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;TERAPIA:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;QUI IL &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;COMUNICARE  VALE  DUE VOLTE.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="margin-left: 0.25in"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Il vero problema della gola è che ci impedisce di arrivare alla vera immagine di noi stessi. &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ciascuno&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;di noi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; è esposto a questo vizio, in quanto è facile nascondere con il cibo (o ciò che fa le veci del portatore di gratificazione: studio, sport, lavoro...) la ferita che si ha ricevuto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Il goloso mangiando crede di  seppellire la ferita, ma quest’ultima continua a sanguinare senza che se ne accorga.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" style="text-align: right;"&gt;             &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Caterina Pezzoni&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5070837972463869965-8362162730494845515?l=fucilodi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fucilodi.blogspot.com/feeds/8362162730494845515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2009/11/2-teologico-la-gola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/8362162730494845515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5070837972463869965/posts/default/8362162730494845515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fucilodi.blogspot.com/2009/11/2-teologico-la-gola.html' title='2° Teologico: La Gola'/><author><name>GruppoFuci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5070837972463869965.post-6950096473055359838</id><published>2009-11-23T09:02:00.000-08:00</published><updated>2011-09-25T10:36:33.876-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Culturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attività'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articoli'/><title type='text'>Commissione Politica: Acqua business o diritto?</title><content type='html'>&lt;p align="CENTER" style="text-align: left;font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;i&gt;Pubblichiamo un documento prodotto dalla Commissione di Formazione alla Politica della FUCI, di cui fa parte anche Francesco Grossi, fucino del gruppo di Lodi, in merito al decreto Ronchi che liberalizza il servizio idrico nazionale. Il documento è pubblicato anche sul &lt;a href="http://www.fuci.net/component/option,com_docman/task,cat_view/gid,48/Itemid,41/"&gt;sito della FUCI&lt;/a&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="CENTER" style="text-align: left;font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;_____________________________&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="CENTER"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="CENTER"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Federazione Universitaria Cattolica Italiana&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" font-weight: normal;  font-family:Georgia, serif;font-size:medium;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;COMMISSIONE FORMAZIONE ALLA POLITICA&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="CENTER"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-weight: bold; font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Riflessione sulla liberalizzazione del servizio idrico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/SwrAsnxWLwI/AAAAAAAAAa4/BKotl9t5HP0/s1600/acqua.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xYLaCN5xYdE/SwrAsnxWLwI/AAAAAAAAAa4/BKotl9t5HP0/s400/acqua.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407346175434436354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h2 class="western"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Decreto Ronchi: contenuti e perplessità metodologiche&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;In questi giorni è stata alta l’attenzione intorno al passaggio parlamentare del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;decreto Ronchi&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, il cosiddetto «salva infrazioni», il quale prevedeva l’attuazione di una serie di obblighi e di sentenze comunitarie, per le quali l’Unione Europea aveva manifestato punti di criticità, i quali avrebbero potuto poi dare avvio a  pesanti sanzioni applicate all’Italia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Tra i vari provvedimenti contenuti in questo decreto, che, con il voto favorevole della Camera, da giovedì 19 è divenuto legge dello Stato, vi è, all’articolo 15, la riorganizzazione dei pubblici servizi, tra cui  quello idrico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Secondo la disposizione, soggetti privati – mediante una gara d’appalto – diventano gestori dell’erogazione del servizio idrico integrato, in molti casi ancora di competenza degli Enti locali, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;in primis&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; dei Comuni. La proprietà della rete rimane pubblica, ma il servizio sarebbe curato da privati. Viene inoltre stabilito che tale gestione sarà conferita &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;in via ordinaria&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; attraverso gare pubbliche, aperte a società anche miste (pubblico-private). La riforma prevede poi che entro il 2011 decadano tutte le aziende pubbliche che non abbiano ceduto almeno il 30% dei capitali a soggetti privati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Molte sono le perplessità, sia formali che sostanziali, nei confronti di una materia che per la sua complessità rischia di essere fagocitata dalla &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;bagarre&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; politica ed essere strumentalizzata dai partiti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Per quanto riguarda gli aspetti metodologici i dubbi sono essenzialmente due: quale era la necessità di porre il voto di fiducia – e quindi stroncare il dibattito parlamentare – su una questione così delicata come la liberalizzazione (o privatizzazione?) dei servizi idrici? Inoltre, per quale motivo inserire questo provvedimento in un decreto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;omnibus&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, e non invece scorporarlo da esso, così come, invece, è stato fatto durante il dibattimento in aula per altre tematiche delicate, come la gestione del gas, dell’energia elettrica, dei trasporti regionali e delle farmacie comunali?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;h2 class="western"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Attuale situazione del sistema idrico. La soluzione è privatizzare?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;È evidente che il sistema così come è attualmente organizzato necessita di interventi strutturali: non siamo sostenitori dell’immobilismo, a volte più dannoso di scelte avventate. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="western" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Da un lato bisogna premettere che le tariffe per l’acqua in Italia sono tra le più basse d’Europa: recenti stime parlano in media di 1,29 centesimi a metro cubo (poco meno di 20 € al mese per famiglia). Dall’altro non si può nascondere che le condizioni in cui versa la rete idrica italiana siano rovinose. Da alcuni dati recentemente pubblicati emerge che nel nostro paese, a causa della vetustà della struttura, la rete perde in media un litro su tre dell’acqua immessa nelle tubature, con punte di oltre il 50% in alcune Regioni. Da anni poi non ci sono - per mancanza di fondi e di volontà politica - interventi sostanziali sulla struttura esistente, a tal punto che ormai è ridotta a un colabr
